viernes, 18 de marzo de 2011

La disperazione degli Stati Uniti

Attilio Folliero e Cecilia Laya, Caracas 18/03/2011

Articolo pubblicato in vari siti, tra i quali: Oltre la coltre e Informare per resistere

Il 15 marzo scorso sono stati pubblicati i dati del debito estero USA, relativo al mese di gennaio (1). Ci sono delle novità. Tali dati vengo pubblicati 45 giorni dopo la fine di ogni mese, quindi a metà marzo abbiamo i dati relativi a gennaio; a metà aprile, avremo quelli relativi a febbraio e via di seguito. Al contrario, i dati relativi al debito pubblico totale vengono pubblicati giornalmente.

Il debito pubblico totale degli USA, al 15 marzo ha raggiunto i 14.237,95 miliardi di dollari (2), ben 71,92 miliardi in più rispetto al giorno precdente. Questa volta, oltre a registrare l’ennesimo massimo storico, dobbiamo aggiungere che il debito pubblico ha raggiunto il 99,61% del limite del debito autorizzato per legge. All’inizio di ogni anno, il parlamento degli Stati Uniti stabilisce, mediante legge, il limite annuale che può raggiungere il debito. Quest’anno, alla data attuale il parlamento non ha ancora elevato tale limite; nel caso in cui il parlamento non lo innalzasse, l’azione del governo verrebbe limitata, costringendo il presidente Obama ad una sorta di esercizio provvisorio. Le elezioni parziali di metà periodo, dello scorso autunno hanno consegnato la maggioranza in parlamento al partito repubblicano, avversario dell’attuale governo, presieduto dal democratico Barack Obama.

lunes, 14 de marzo de 2011

Gli USA verso la fame e le rivolte sociali

Attilio Folliero, Caracas, 14/03/2011

Artiolo pubblicato in numerosi siti, tra cui: Anticorpi, Sequenza profetica, Mario Gangarossa, Italiasociale, Ondaviola.

Nel mese di febbraio, il debito pubblico USA è continuato a crescere; dall’inizio dell’anno è aumentato complessivamente di 169,55 miliardi. Nell’ultimo anno, a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, in molti paesi del nord Africa e del Medio Oriente sono scoppiate rivolte popolari. La fame è, dunque, alla base di queste rivolte, che solo negli ultimi mesi sono arrivate all’attenzione dei media mondiali; basta citare la rivoltain Egitto, di cui noi abbiamo parlato già un anno fa circa e che i media ufficiali hanno scoperto solo all’inizio di quest’anno!

Oggi, nessuno ne parla, ma presto vedremo queste rivolte anche negli Stati Uniti. Molto presto gli statunitensi, che fino ad ora sono i più ricchi del pianeta, avranno problemi di fame ed inevitabilmente i rimorsi della fame conducono alle rivolte, alle esplosioni sociali.
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