jueves, 30 de junio de 2011

Chávez parla al paese ed ammette di essersi operato per un tumore

Attilio Folliero, Caracas 30/06/2011

Chávez annuncia in diretta da Cuba di soffrire di un tumore. Nel momento stesso dell'annuncio in Venezuela si scatenano sentimenti opposti: da un lato l'amore, la passione, la tristezza, la preoccupazione, la speranza e l'affetto da parte della stragrande maggioranza dei venezuelani che si solidarizzano con l'amato presidente; dall’altro lato l’odio della minoranza dell’opposizione che addirittura nell'est di Caracas scende in piazza a festeggiare. In Twitter il saggio Roberto Malaver sintetizza: “Li riconoscerete per i loro odi!”

Alle ore 21 in punto del 30 giugno, come annunciato in precedenza, il presidente del Venezuela, Hugo Chávez, in diretta da Cuba ha parlato al paese ed alla comunità internazionale. Nel video di you tube, l'intero messaggio di Hugo Chávez.


Messaggio di Hugo Chávez (in spagnolo)

Per la prima volta, da quando sono in Venezuela, ho visto Chávez leggere integralmente un discorso; lui che è abituato a parlare fuori da ogni schema, anche quando inizia a leggere un discorso scritto, finisce sempre per abbandonarlo e parlare liberamente. Hugo Chávez ha dunque letto e non improvvisato, segno che tutto ciò che avrebbe detto è stato ponderato parola per parola, per evitare evidentemente qualsiasi possibile manipolazione.

Durante i 15 minuti in cui è apparso in TV, il paese intero si è fermato; segno evidente di ciò, anche il fatto che nella centralissima Caracas, dove vivo, sempre rumorosa ed intasata di auto, fino a notte fonda, per la strada non si sentiva un rumore, non passava un’auto!

Dunque, Hugo Chávez ha spiegato il suo stato di salute, confessando di essersi trascurato. Ai primi di maggio aveva sospeso un viaggio in Brasile a causa di un problema al ginocchio sinistro. Dopo essersi recuperato, all’inizio di giugno inizia una visita di stato in tre paesi: Brasile, Ecuador, infine Cuba, dove arriva l’otto giugno.

Nel discorso letto in TV, Chávez dice che al suo arrivo a Cuba, Fidel Castro lo ha interrogato sul suo stato di salute, come se fosse un medico ed ammette di avergli confessato di non sentirsi bene.

A seguito della sua confessione a Fidel Castro, viene sottoposto immediatamente ad approfonditi esami medici, che trovano un ascesso pelvico, conseguenza di una infezione e quindi il necessario intervento chirurgico, eseguito - come precisa Chávez nel suo discorso - la mattina di sabato 11 giugno. Lo stesso giorno in cui gli era stato diagnosticato l’intervento chirurgico, il 10 giugno, il suo Ministro degli Esteri aveva comunicato al paese l’esistenza di questa malattia.

L’intervento chirurgico – continua a leggere Chávez – era andato bene e l’infezione, curata con antibiotici regrediva. Ad un successivo controllo, però è emersa la presenza di cellule sospettose, che ad esami approfonditi sono risultate cancerogene. E’ stato necessario, dunque un nuovo intervento chirurgico per estirpare il tumore.

Anche questo secondo intervento – come dice lo stesso Chávez – è andato bene, anche se deve  continuare a sottomettersi al trattamento medico per sconfiggere totalmente il tumore.

Nel suo discorso, oltre a ringraziare il popolo per i tanti messaggi di affetto ricevuti, il cattolicissimo Chávez non ha perso occasione per ringraziare Dio.

Migliaia di persone, dopo aver ascoltato in TV il messaggio del presidente Chávez, si sono raccolte spontaneamente nella Piazza Bolivar di Caracas; lo stesso sta succedendo in ogni città del paese. Riunioni spontanee per esprimere la propria solidarietà all’amato presidente.

Ma esiste anche una minoranza che ha gioito alla notizia del tumore di Chávez. In particolare nell’est di Caracas, dove vive la borghesia "carachegna" sono in corso festeggiamenti! 

Inutile dire che in Twitter, gli avversari di Chávez si sono scatenati; ovviamente non mancano le risposte dei "chavisti". Per sintetizzare, riporto lo screenshot di un messaggio di un chavista, che sostanzialmente riepiloga quello che sta succedendo nelle strade dell'est di Caracas e risponde per le rime, anche se in modo non proprio educato; in seguito un messaggio che sintetizza le emozioni che si vivono in Venezuela; infine il Twitter di Roberto Malaver, che fa capire come è disumana l’opposizione: “Li riconoscerete per i loro odi!



In Twitter: da un lato messaggi di amore, passione, tristezza, preoccupazione e tanto affetto e solidarietà al presidente Chávez, dall’altro l’odio della minoranza dell’opposizione che addirittura scende in piazza a festeggiare.
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