viernes, 28 de octubre de 2011

La disinformazione della RAI sul Venezuela di Hugo Chavez

Due articoli per smentire le informazioni manipolate della RAI sulla violenza in Venezuela

Rai International peggio di Minzolini: “Ogni giorno a Caracas uccise 6 mila persone”, 2 milioni e 190 mila l’anno (invenzione di un massacro per diffamare Chavez)

Giulio Santosuosso, Arcoiris, 27/10/2011

Cara Rai International, molti italiani vi hanno scritto mostrando il loro sdegno per la vostre stupidaggini, perché vi hanno preso sul serio, senza rendersi conto che siete degli analfabeti funzionali. Se la presentatrice Benedetta Rinaldi ricordasse le quattro operazioni elementari che studió quando era ragazzina (supponendo sia andata a scuola… perché il suo analfabetismo é realmente incredibile!) potrebbe fare facilmente un piccolo conto. Se fosse vero che Caracas registra 6000 morti amazzati ogni giorno, significherebbe che:
  • in un anno: 365 x 6.000 = 2.190.000
  • in tre anni capitale spopolata

Benedetta, non diventare rossa per la vergogna… Se stesse in Venezuela, la potremmo mandare alla Misión Robinson, dove gli analfabeti apprendono a leggere, scrivere e fare le moltiplicazioni. Peró sta in Italia, mostrando in modo drammatico quello che io chiamo la morte di Occidente, da cui me ne scappai 43 anni fa, nonostante fossi assistente, nell’Universitá La Sapienza, del professor Lucio Lombardo Radice.

E non mi sono mai pentito di essermene scappato da quel paese in via di sottosviluppo, per venire al Paese che piú di ogni alto sta lottando per costruire un mondo piú giusto. Supponendo che sapete leggere spagnolo, potete entrare in http://www.ciudadccs.org.ve (é un giornale di Caracas) e se scrivete in Buscar il mio cognome vi appaiono tutti gli articoli che ho pubblicato in questo giornale, in alcuni dei quali parlo dell’analfabetismo funzionale di occidente.

Rai International parla del ‘Venezuela violento’, mix di mezze menzogne e menzogne”

Monica Vistali, Venezuela Que Vive, 25/10/2011

Caracas – “Venezuela violento”. Questo il titolo della puntata interamente dedicata al tema dell’insicurezza in Venezuela che lo scorso 5 ottobre ha aperto la stagione del programma di Rai International “Italia chiama Italia”. Scatenando critiche.

La presentatrice Benedetta Rinaldi, nella puntata seguente, afferma di aver ricevuto tante e-mail di gradimento, ma non parla della e-mail inviata il 7 ottobre dall’italo-venezuelano Giuseppe Tramonte, oriundo italo venezuelano che accusa il programma di aver trattato l’argomento dell’insicurezza in Venezuela in modo superficiale, senza contradditorio, senza citare le fonti delle cifre diffuse. Insomma, di aver “disegnato un paese canaglia, un paese fallito, un paese dove siamo tutti delinquenti pronti a amazzare senza motivo, magari un paese candidato all’ invasione militare dalla Nato, per portare giustizia, pace e democrazia. Per caso, come la Libia, siamo un paese del petrolio. E forse questa è la vera idea della trasmissione”.

Tremonte – nel suo scritto – spiega che il caporedattore Maurizio Crovato, inviato di ‘Italia chiama Italia’, ha spiegato che  “Caracas, con 6 milioni di abitanti, è la città più violenta del mondo ed esprime una cifra: ogni giorno si commettono 100 omicidi ogni 100.000 abitanti”. Quindi, continua il connazionale, “secondo le cifre di questo signore Caracas registra 6000 morti amazzati al giorno” ma “logicamente, si scusa, le autorità venezolane non offrono cifre ufficiali”. E si chiede: “E allora? – mi chiedo – dove ha preso queste cifre? Chi gliele ha riferite? “.

Secondo quanto riporta Tremonte, la conduttrice si mette poi in contatto con la città di Maracaibo, nell’ovest del Paese, e intervista Johnny Margiotta (consigliere Cram per l’America latina) presentandolo erroneamente come “Presidente del Comites in Caracas”. L’intervistato corregge la conduttrice, precisando di essere in realtà presidente di una associazione di giovani imprenditori italo-venezuelani (anche se Agiv, non è una associazione di imprenditori). Margiotta rafforza la narrazione del giornalista Crovato ‘in Venezuela se ad un ragazzino gli piacciono le tue scarpe ti ammazza per rubartele’. Fa poi accuse pesanti sulle autorità bancarie affermando che tutti, dal direttore della Banca fino agli impiegati, forniscono informazioni sui conti bancari degli italiani alle bande di sequestratori. Il tutto – precisa Tremonte – senza fornire un straccio di prova. E prosegue sostenendo che i poliziotti nascono nella stessa favela dei malviventi e sono collusi con loro: ancora niebnte statistiche e prove.

Poi spunta un italiano il quale afferma che in Venezuela è scoppiata l’intolleranza e la xenofobia e riporta un presunto articolo di giornale dove si sostiene che i figli degli italiani sono tutti delinquenti ed essere figli d’italiani è un delitto.

Ma dove hanno letto queste cose, si chiede Tremonte. Quale funzionario del governo ha fatto questa dichiarazione? Come si spiega che un governo xenofobo nei confronto dei figli degli italiani, ha proprio un figlio d’ítaliano – come Jorge Giordani – ministro dell’Economia, il dicastero più importante del paese? Come spiega che nel paese della xenodfobia il ministro dell’Interno e della Giustizia è figlio di libanesi? Come spiegate che la governatrice della regione Falcon è anche lei figlia d’Italiani ed appartiene al partito di governo?
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