lunes, 5 de octubre de 2015

L'attività del Partito Comunista Internazionale in Venezuela e nell'America Latina

Dal giornale: Il Partito Comunista, 
Anno XLII, N. 373 Settembre-Ottobre 2015, Pag. 2 e 6

... Abbiamo quindi dato lettura dell’esauriente resoconto dell’attività delle nostre sezioni in Venezuela. Dapprima è stato riferito delle frequenti riunioni regionali nelle quali sono state esposte le Tesi sulla guerra imperialista del 1989 e si è fornito ai compagni la rassegna completa dei lavori alle recenti riunioni generali del partito.

Per la stampa in lingua spagnola è stato descritto lo sciopero degli operai agricoli in Messico, a San Quintin ed è stato tradotto il resoconto della riunione generale del 20 e 21 settembre 2014 a Torino. Abbiamo inserito ne El Partito Comunista anche la traduzione del manifesto per il Primo di Maggio, del quale è stata effettuata la diffusione come volantino.

La sezione ha anche redatto e distribuito un volantino-appello ai lavoratori per la lotta classista. Per quanto riguarda la situazione delle lotte operaie, in Venezuela, nonostante ve ne siano tutti i giorni, ne abbiamo notato un certo declino. Molto hanno influito gli appelli opportunisti alla “difesa della patria” dalla “minaccia imperialista”, che ha sviato l’energia proletaria, come pure la campagna per le elezioni parlamentari.

I sindacati organizzati nella Flec, indipendente dalle confederazioni di regime, si sono riuniti poco quest’anno, distratti da questioni particolari delle singole aziende. Eppure è riuscita una riunione di 25 lavoratori organizzata il Primo Maggio dalla Flec, dove si è trattato dei unificare le richieste da presentare ai padroni per garantire la sicurezza personale dei lavoratori durante il loro rientro a casa dai turni notturni, ponendo a base la rivendicazione della riduzione della giornata lavorativa. Alla Flec abbiamo presentato alla discussione anche la questione di come rifiutare che si continui a bruciare la spazzatura nel quartiere operaio di Moron, il che provoca gravi danni alla salute dei lavoratori e delle loro famiglie; si attende che la Flec si riunisca per discuterne.

Nel resto del continente, in Messico si è avuta una estesa lotta dei lavoratori agricoli, che ha mobilitato anche gli insegnanti. In Argentina hanno scioperato i lavoratori del porto di Rosario, sul fiume Paranà. In Colombia 2.000 minatori dell’azienda Cerro Matoso nel municipio di Montelibano hanno scioperato contro l’estensione della giornata, per alcune mansioni, a dodici ore. Anche i minatori in Perù hanno manifestato la loro rabbia e stavano organizzando uno sciopero generale per il 18 di maggio. In Cile sciopero nazionale di circa 2.000 lavoratori delle catene di supermercati. Gli operai edili del Canale di Panama hanno iniziato uno sciopero per aumenti salariali. Sciopero a oltranza per aumenti salariali e la sicurezza sul lavoro nella fabbrica di automobili cinese Chery in Brasile. Lavoratori dell’industria casearia in Uruguay sono scesi in lotta contro i licenziamenti.

Del Primo Maggio si è impossessato il sindacalismo giallo e i sindacati di regime in generale. Questo del 2015 non ha fatto eccezione, trasformato in giornata dimostrativa della sottomissione allo Stato borghese del movimento operaio e sindacale.

Moltitudini di lavoratori ai comizi, a Cuba, in Venezuela, in Ecuador ecc, hanno dovuto ascoltare come oratori anche i capi dei governi. Queste adunate del Primo Maggio sono indette sia dai governi borghesi sia dai movimenti della opposizione borghese e piccolo-borghese per catturare le simpatie ed il voto operaio nelle elezioni parlamentari e presidenziali. Le parole di entrambe sono state solo contro o a favore del governo in carica e tutte sventolavano le bandiere borghesi della difesa della patria e della economia nazionale, ignorando la necessarie rivendicazioni operaie.

Anche in America questo è possibile per l’asservimento dei sindacati al regime borghese e per il controllo che lo Stato esercita sia sui sindacati sia sui movimenti e i partiti opportunisti, che sono il principale supporto politico del capitalismo. È quindi ormai impossibile organizzare la lotta conseguente dei lavoratori per le loro rivendicazioni nel quadro dei sindacati attuali. Nelle centrali e nelle federazioni sindacali non c’è più spazio per la lotta di classe dei salariati, al contrario, la loro azione si concentra nel frenare la lotta, dividerla e sviarla verso obbiettivi e conquiste non proletarie o che non toccano in modo significativo il padronato. Non potrà risorgere la lotta di classe nel quadro degli attuali sindacati.

Il Partito Comunista Internazionale
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