lunes, 7 de diciembre de 2015

Venezuela: la fine della "Rivoluzione bolivariana"

Attilio Folliero, Caracas 07/12/2015
Pochi istanti fa il Consiglio Nazionale Elettorale ha comunicato i risultati delle elezioni parlamentari: una sconfitta pesante per la coalizione di governo. Al momento sono stati assegnati 145 seggi sui 167 disponibili; le destre hanno ottenuto 99 deputati, ovvero il 68,28%, contro i 46 ottenuti dai partiti di sinistra, corrispondente al 31,72% dei seggi.

Dopo l'Argentina, anche il Venezuela sceglie il neoliberismo, le privatizzazioni e l'intervento del FMI, all'ordine del giorno nel programma politico dei partiti di destra. Prossimamente il nostro commento, la nostra riflessione più approfondita su questi risultati elettorali e soprattutto sul bluff del partito PSUV, che nel suo sito aveva annunciato di contare su oltre 8 milioni di voti certi (vedasi nostri articoli basati su questo bluff: "Probabile la vittoria della coalizione di governo" e "Previsioni in base all'astensionismo ed alle aspettative di voto del PSUV".
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3 comentarios :

  1. La stampa italiana parla di un problema di quorum, che sarebbe bene chiarire. Si sostiene che: "se l’opposizione al chavismo riuscirà a portare a casa almeno 112 dei 167 seggi del legislativo, allora non solo potrà dare fastidio a Maduro, ma anche sottoporre via referendum al giudizio popolare se l’attuale presidente a metà mandato debba rimanere per altri 3 anni a Miraflores oppure tornarsene a casa". Domanda: ma il quorum è necessario solo per sfiduciare il presidente? O c'è anche un quorum per legiferare e governare?

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    1. Non c'è nessun problema di quorum; il parlamento legifera, fa le leggi con la maggioranza semplice, 50% + 1 dei deputati. Neppure ha niente a che vedere con il referendum revocatorio del presidente e di qualasasi altro carico elettivo: a meta' del mandato (per il presidente a partire da aprile 2016) se il 20% dei cittadini aventi diritto di voto raccoglie firme per indire il referendum revocatorio automaticamente viene innescato. Ovviamente l'oppooszione avendo la certezza di vincere raccoglie le firme, indice il referendum e revoca il mandato. Esiste una maggioranza qualificata dei 3/5 del parlamento (e l'opposizone riusicra' a dottenere quasi certamente anche questa maggioranza; mancano da assegnare alcuni deputati) con la quale si puo' cambiare anche la costituzione. la costituzione non prevede la destituzione del presidente, ma se una maggioranza avesse i 3/5 in parlamento cambia la costituzione e destituisce al presidente. Ma aquesto punto la via piu' semplice per cacciare il presidente e' attraverso il referendum revocatorio. Se - come sembra - quest'anno il presidente viene revocato, si procede poi all'elezione di un nuovo presidente.

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  2. Il capitale attua sempre le medesime strategie che purtroppo alla lunga funzionano,portando i resistenti allo stremo delle forze quando invece l'estremo comincia proprio ora.mi dispiace per i venezualani ma l'importante è non mollare mai

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