sábado, 20 de febrero de 2016

La Graviola (Guanàbana) distrugge cellule tumorali

Coscienza universale, 16/01/2012

La Graviola (Guanàbana) è una pianta che ha effetti 10.000 volte più potenti della chemioterapia per la distruzione delle cellule tumorali

La pianta sembra originaria delle Antille, ma già ai tempi dell’arrivo dei primi coloni spagnoli era diffuso in tutto il Tropico americano. In breve tempo si diffuse anche in Asia meridionale dove il frutto è coltivato e frequente nei mercati. Su scala limitata si trova anche al Nord dell’Australia e pochi esemplari nel Sud della Florida. Ottimo fruttifero tropicale, produce un frutto grande, il peso può arrivare a 2 kg., buccia verde, con aculei morbidi, internamente bianco, morbido, succoso, assai dolce.

Il Guanàbana che è il nome del frutto della pianta è un prodotto miracoloso per uccidere le cellule cancerogene. E’ 10.000 volte più potente della chemioterapia.

Quindi adesso che lo sapete potreste aiutare un’amico/a che necessita cure per la malattia, fategli sapere che conviene bersi un succo di Guanàbana il quale ha un sapore gradevole e cosa più importante, non produce gli effetti orribili della chemioterapia. Se poi si ha la possibilità, procuratevi una pianta di Graviola e piantatela nel vostro giardino.

Tutte le parti del frutto sono utili .. La prossima volta che si vuole bere un succo di frutta, chiedetene uno al Guanàbana. Quante persone muoiono mentre questo segreto è stato gelosamente custodito in modo da non rischiare il profitto di multinazionali miliardarie? Come ben sapete, l’albero di Graviola è basso, non occupa molto spazio.


Il frutto è grande e dolce con la polpa bianca. Va mangiato, direttamente o si può utilizzare per fare bevande, sorbetti, dolci e così via. L’interesse di questa pianta è dovuto ai suoi forti effetti anti-cancerogeni, e anche se le attribuiscono molte altre proprietà, la più interessante è l’effetto che produce contro i tumori. Questa pianta è un rimedio per il cancro provata per tutti i tipi di tumori.


Alcuni dicono che è utile in tutte le sue varianti, considerato anche come un agente antimicrobico contro infezioni batteriche e fungine. E’ efficace contro i parassiti interni e vermi, regola la pressione arteriosa alta e antidepressiva, combatte stress e disturbi nervosi.

La verità è semplice: nella “Foresta Amazzonica” cresce un albero che potrebbe rivoluzionare quello che voi, i vostri medici, e il resto del mondo pensano riguardo il trattamento del cancro e le opportunità di sopravvivenza che offre, non è mai stato presentato un quadro così promettente riguardo la malattia.

Le ricerche eseguite su questo frutto, con estratti di questa pianta miracolosa, sono incoraggianti.

Qui ci sono alcune conclusioni:

– E ‘una terapia naturale che non causa nausea o perdita di peso o dei capelli.

– Protegge il sistema immunitario, prevenendo infezioni mortali

– La persona si sente più forte e più sana durante il trattamento.

– Questo rinnovamento della propria energia migliora le prospettive di vita.

La fonte di queste informazioni è affascinante: Proviene da uno dei produttori

di farmaci più grandi del mondo, e dice che dopo più di 20 test in laboratorio, condotti dal 1970 le scoperte sono le seguenti:

– Distruggere le cellule maligne in 12 tipi di cancro, tra cui colon, mammella, prostata, polmone e pancreas.

– I composti di questo albero dimostrano una miglioria della malattia, ritardando di 10.000 volte la crescita delle cellule tumorali rispetto il prodotto che viene usato normalmente per questa malessere “Adriamicina”, che è il farmaco usato per la chemioterapia.

– E cosa è ancora più sorprendente: Questo tipo di terapia, con l’estratto di graviola, distrugge solo le cellule tumorali maligne e non influisce sulle cellule sane.

La domanda sorge spontanea:

Se questa pianta è così miracolosa nel combattere la malattia, perché non ne abbiamo mai sentito parlare? Se questa affermazioni riguardo le cure della pianta sono corrette, perché gli oncologi, e gli ospedali non sollecitano i loro pazienti ad usarle?

La risposta è semplice:

La nostra stessa vita e la nostra salute sono sotto il controllo del potere economico. E la Graviola è una pianta che funziona molto bene.

Una società americana, miliardaria, ha iniziato la ricerca di una cura per il cancro, e la sua ricerca si è focalizzata sulla Graviola.

Tutte le parti si sono dimostrate essere utili: foglie, radici, polpa e semi sono stati utilizzati per secoli dagli uomini della medicina e dagli Indiani nativi del Sud America, nel trattamento delle malattie cardiache, asma, e artrite. Fu la prima volta che un’azienda spese ingenti somme di denaro per testare le proprietà antitumorali della pianta e ne rimasero stupiti per i risultati.

Questa scoperta sembrava che si sarebbe trasformata in una fonte di milioni di profitti.

Ma hanno incontrato un ostacolo insormontabile: la pianta della Graviola è del tutto naturale, ragion per cui non è brevettabile ai sensi della legge federale.

Non era possibile ottenere i profitti sperati da questa scoperta.

Così la società ha optato per cercare di sintetizzare due potenti ingredienti anti-cancerogeni dell’albero della Graviola.

Se fossero stati in grado di isolare questi due ingredienti della pianta, avrebbero potuto mettere in commercio il loro brevetto per guadagnare miliardi di dollari. Ma per sfortuna loro hanno trovato un muro invalicabile.

L’originale è semplicemente impossibile da riprodurre. Non esisteva il modo per la società mensionata di proteggere commercialmente i risultati delle loro ricerche, senza aver prima ottenuto un brevetto esclusivo.

Così dopo che il suo sogno è svanito, la società abbandonò il progetto decidendo di non pubblicare i risultati delle sue ricerche.

Fortunatamente, uno scienziato coinvolto nella ricerca, la cui etica professionale non gli permetteva di sorvolare su una tale decisione, decise di contattare a suo rischio, una società dedicata allo studio delle piante dell’Amazzonia ed avvenne il miracolo.

Quando i ricercatori dell’Istituto di Scienze della Salute hanno appreso la buona notizia, iniziarono a studiare sulla possibilità che la Graviola potesse combattere il cancro. L’evidenza delle prove stupefacenti sull’efficacia della Graviola non si fecero attendere troppo, questa rivelazione sulla pianta non poteva fare altro che sollevare un polverone di indignazione.

Il National Cancer Institute ha condotto la prima ricerca scientifica nel 1976. I risultati hanno mostrato che le foglie e steli della Graviola sono efficaci, attaccano e distruggono le cellule maligne. Inspiegabilmente, i risultati sono raccolti in un confidenziale e mai consegnati al pubblico.

Da allora, la Graviola ha dimostrato in 20 laboratori, indipendenti, che il suo potere è molto potente e può combattere il cancro, anche se non è stato fatto nessun progresso secondo la scienza riguardo la malattia.

Uno studio dichiarò nella rivista Natural Products (prodotti naturali), che secondo un recente studio dell’ Università Cattolica del Sud Corea, un elemento chimico della Graviola (Guanábana) è stato utilizzato per uccidere selettivamente le cellule tumorali del colon, con una potenza di 10.000 volte più efficace dell’Adriamicina usata per la chemioterapia.

La parte più significativa dello studio presso l’Università Cattolica coreana sulla Graviola dice che, l’attacco ha dimostrato di essere selettivo sulle cellule tumorali, pur lasciando intatte le cellule sane, a differenza della chemioterapia la quale esegue degli attacchi senza discriminazioni colpendo anche altre cellule importanti per la nostra salute (danneggiando stomaco e capelli), provocando effetti spesso collaterali devastanti, come nausea e, appunto, perdita di capelli.

Un altro recente studio della Purdue University ha scoperto che le foglie di Graviola uccidono le cellule di sei tipi di tumore, in particolare quelle della prostata, del pancreas e polmoni.

Foto Guanàbana

Una verità nascosta è stata finalmente rivelata!.

Una somministrazione limitata di un’estratto della pianta, coltivata e ottenuta dagl’indigeni del Brasile, è finalmente disponibile in America.

Il testo originale è stato tradotto dal giornalista colombiano Orlando López Garcia, per l’Istituto di Scienza e Salute (L.L.C. 819 N. Charles Street – Baltimore, MD 21201) Fonte – Ines Naturaliss
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