domingo, 3 de abril de 2016

L'ammazza caffè: implicazioni italiane nel caso Litvinenko

Ricky Twisdale, Russia Insider, 29/03/2016

Aleksandr Litvinenko
Non è più quel capitano Barril che fu al centro di tutte le operazioni segrete condotte dalla Francia in una certa epoca. Perché ha parlato un giorno, l'ira del cielo gli è caduta sulla sua testa a più riprese, a volte con l'aiuto e la complicità dei media.

Un ex funzionario francese che ha ricoperto posizioni importanti nella sicurezza interna e contro il terrorismo ha fatto una dichiarazione spettacolare annunciando che ha documenti che provano che Aleksandr Litvinenko, la spia russa morta per avvelenamento da polonio è stato ucciso dai servizi speciali americani e britannici.

In una lunga intervista, che sarà pubblicata a breve, si va inoltre affermando che l'uccisione di Litvinenko è stato un progetto dei servizi speciali progettato per diffamare la Russia e Vladimir Putin, progetto in cui è stato coinvolto il famoso oligarca russo Boris Berezovsky egli stesso ucciso dal MI6 quando è diventato problematico. Si dice anche che conosce il nome dell'operazione in codice "Beluga".

L’ Operazione Beluga: un complotto anglo americano per screditare Putin e destabilizzare la Russia.

Il famoso esperto di sicurezza francese Paul Barril ha appena lanciato una bomba: l'esistenza dell’Operazione Beluga, un’operazione segreta del sistema di intelligence occidentale volto a minare la Russia e la sua dirigenza

È questa la causa di gran parte della retorica delle minacce ormai diventate reciproche tra gli Stati Uniti e la Russia?

Barril ha rivelato l’Operazione Beluga in una recente intervista con l'imprenditore svizzero Pascal Najadi sulla morte di Aleksandr Litvinenko nel 2006. Litvinenko era conosciuto come un ex spia molti dei quali (in Occidente NDT) credono sia stato assassinato con il polonio radioattivo su ordine di Vladimir Putin

Najadi ha affermato che nell'intervista si parla della rivelazione che Litvinenko sia stato effettivamente ucciso da "un italiano che avrebbe somministrato il polonio 210 mortale". Ancora più sorprendente l’affermazione che l'operazione sia stata condotta sotto gli auspici degli Stati Uniti e del Regno Unito.

Nei miei libri, The Phony Litvinenko Murder e Litvinenko Murder Case Solved, ho scritto di una connection italiana. Ma non posso confermare che Barril parlasse della stessa persona.

Le accuse di Barrel devono essere prese sul serio. Si tratta di una figura di fama dell’intelligence francese, conosciuto in Francia come il "Superflic". Agli occhi del pubblico francese è una sorta di combinazione fra Eliot Ness, James Bond e William Bratton. Per molti anni è stato il comandante del GIGN, la leggendaria unità delle forze speciali d’éliite, posta a capo di rango delle forze speciali "toste" nel mondo, e ha ricoperto altri incarichi alto rango in materia di sicurezza interna in Francia.

Da quando ha lasciato il servizio governativo si è occupato dei problemi della sicurezza, come imprenditore privato per i capi di stato del Medio Oriente, America Latina ed Africa. È stato al centro di numerose controversie nel corso degli anni ed è un noto autore. Non vi è dubbio che egli ha accesso alle informazioni a livello statale che gli hanno dato una certa prospettiva di questo caso.

Nell'intervista Barril afferma che Berezovskij ha lavorato a stretto contatto con l’MI6 e la CIA per screditare la Russia e Putin e che importanti parti di queste organizzazioni sono passate dalle mani di Berezovskij destinate a partecipare a queste azioni. Barril ha affermato che Litvinenko è stato uno dei portatori delle valigie di fondi che Berezovskij a inviato ai destinatari.

«La Russia non ha nulla a che fare con l'omicidio (di Litvinenko). Il caso è stato confezionato sin dall'inizio. Il polonio è stato scelto come veleno perché la sua produzione avviene in Russia e così avrebbe coinvolto la Russia. L'obiettivo di tutta l'operazione era quello di screditare Putin e l’FSB. Ciò è stato fatto perché la Russia ha bloccato gli interessi degli Stati Uniti in tutto il mondo, in particolare in Siria. E' stato un tentativo di indebolire il potere di Putin e destabilizzare la Russia».

Nell'intervista Barril cita quello che apertamente appare come il nemico di Putin, il finanziere William Browder, come persona a stretto contatto con Berezovskij negli sforzi di screditare Putin. Egli sostiene anche che egli è sicuro che Berezovskij sia stato assassinato dai suoi compagni del Servizio Segreto dopo che si erano resi conto che iniziava a comportarsi in modo irregolare e dovevano ridurlo al silenzio prima che vacillasse troppo.

Infine afferma che si metterà a disposizione di un'inchiesta pubblica sul caso, se condotta da una persona credibile. Egli suggerisce Carla del Ponte come una buona opzione perché è convinto che non sia sotto il controllo della CIA.

Le accuse di Barrel non mancheranno di sollevare nuove domande sull'assassinio di Litvinenko avvenuto nel 2006, che nuovamente nel gennaio 2016 ha ancora una volta avuto i titoli dei giornali quando un inchiesta pubblica nel Regno Unito non è riuscita a determinare un verdetto conclusivo

Il caso risale a 10 anni, ma suscita sempre un ampio interesse pubblico a causa degli ingredienti della misteriosa morte sullo sfondo dello spionaggio: spie “barba finta”, controspionaggio, un avvelenamento radioattivo, le accuse (che si sono definitivamente sfatate) che Putin avrebbe "probabilmente" ordinato l'assassinio, squallide discoteche, un oligarca caduto in disgrazia che finisce misteriosamente morto nella sua stanza da bagno, vedove piangenti hanno messo in mostra l’assurdo "show" di un processo politicizzato, grandi posture di politici ed altro ancora.

Un autore navigato nel campo degli omicidi misteriosi farebbe fatica a scrivere qualcosa di tanto surreale

Ricky Twisdale | 29 mars 2016


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