lunes, 26 de septiembre de 2016

Italia/Venezuela: sbatti la culla di cartone in prima pagina (di Tito Pulsinelli)

Tito Pulsinelli, Selvas 26/09/2016


CULLE  e SCIACALLI

La stampa quotidiana italiana ha diffuso all'unanimitá questa foto, opera dell' l'avvocato Manuel Ferreira Guzman, coinvolto nel golpe fallito del 2002 contro Chávez. L'hanno sbattuta in prima pagina, dove le solite "grandi firme" -alla Omero Ciai  per intederci- hanno trasformato un fatto apparentemente concreto in calamità pubblica. Con i soliti trucchi dei mestieranti, senza prove, mutano il particolare in generale. Più che informare si tratta di diffamare. Prevale la bile, quando si vuol dare dare una mano a posizionare lo scenario "emergenza umanitaria", per rendere credibile e facilitare interferenze e intromissioni esterne. Secondo il loro gergo, lavorano per arrivare a spianare  qualche "corridoio -o almeno uno spiraglio, un ballatoio!- umanitario" ai lanzichenecchi occidentali.

Mentre in Italia si inscenano dei bizzari e burocratici riti per propiziare il ritorno della fertilità -denominati dalla ministro "Giornata della Fertilità"- in Venezuela, ohibó, c'é un microboom delle nascite. Tutto questo, peró, Omero no lo sa.


Sui quotidiani "preoccupati" a sputtanare il Venezuela, hanno ignorato accadimenti internazionali di assoluta rilevanza, che rendono eccezionale la settimana appena conclusa. Gli USA firmano con la Russia una tregua in Siria, ma i loro aerei militari bombardano una postazione di soldati siriani, uccidendone una novantina. Dopo dinieghi a cui nessuno crede, é una evidenza accecante che il Pentagono ha respinto la tregua, passando all'azione diretta contro la Casa Bianca. Parlano di "errore", ma quando serve sono disponibili a riperli ancora. Però tecnicamente si chiama ribellione.

I governi vassalli d'Europa fanno a gara per spalleggiare gli USA, i più improvvidi  si avventurano a rivendicare la corresponsabilitá nell'attacco, o rilanciano la favola del "terrorismo moderato". E poi..voila... ecco la sorpresa: gli USA ammettono la responsabilitá e chiedono "perdono ad Assad". I "tampax" informativi nascondono che a Washington alligna la confusione, che l'elite politica e militare é divisa, procede in ordine sparso, e si rafforza la tendenza alle collutazioni interne che trapelano al pubblico.

Nella settimana delle culle-di-cartone,  i "terroristi moderati" hanno sparato missili terra-aria contro aerei militari inglesi: insubordinazione degli allievi contro maestri e sponsor? La Russia ha bombardato un avamposto-osservatorio nei pressi di al-Raqa e sono rimasti sul terreno 30 ufficiali di nazionalitá nordamericana, israeliana e turca. La nave militare italiana "Euro" é in missione nel mar Rosso e parteciperá a una esercitazione con la flotta dell'Iran. Ai tampax non interessa la protezione delle nostre rotte commerciali nè il ristabilimento degli scambi con l'Iran.

Il governo delle Filippine ha ordinato alla sua marina militare l'interruzione del pattugliamento congiunto con la flotta USA nel mare meridionale cinese. Il presidente Duterte ha reso noto che la disputa sul tracciato delle frontiere marittime avverrà attraverso il dialogo con Pechino. Per gli USA  è un chiaro ostacolo all'obiettivo di incendiare l'unica via di sbocco alle esportazioni-importazioni della Cina. I "tampax" ci informano solo della maleducazione del presidente Duterte: "Obama è un figlio di pittana".

L'FBI informa che Hillary Diane Rodham Clinton, nel corso di una visita di Stato a Mosca, dimenticó nell'hotel una cartelletta contenente informazione riservata. E che sì consegnó copia delle 55mila mail ufficiali trasmesse con il suo computer privato, peró ne cancelló piú di 30mila.

Sono cose che i siti "cospirazionisti" con insistenza hanno trattato da oltre un trimestre, come pure notizie e certificati medici della signora Ilaria. Ora sono materia di indagini ufficiali del FBI e deliberazioni della Commissione del senato. La faziosità, l'occultamento dei fatti non sono più sifficienti a rinchiedere  la verità nel lazzaretto del "cospirazionismo". E non garantiscono nemmeno campagne elettorali vittoriose o controllare l'emoraggia delle vendite. 

Tempi duri per chi è  piú globalista di Soros, più militarista del comando della NATO. Non basta più mettere la testa sotto la sabbia o rifugiarsi nelle culle di cartone, che sono buone in Finlandia e pessime a Caracas.
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