sábado, 22 de octubre de 2016

Elenco delle basi e installazioni militari degli USA in Italia (di Alberto Bernardino Mariantoni)

Attilio Folliero, Caracas 22/10/2016

Fonte: Elenco delle basi e installazioni militari degli USA in Italia di Alberto Bernardino Mariantoni, Kelebekler. Mappa e alcune note tratte dal sito iraqlibero.at (1)

Riporto il meticoloso lavoro di ricerca di Alberto Bernardino Mariantoni (2). La ricerca sulle basi USA in Italia (e nel resto del mondo) risale al 2003 e venne pubblicata su vari siti d’informazione, tra cui KelebeklerA distanza di due anni, questa prima ricerca prese le vesti del saggio, su “Eurasia” 3/2005, col titolo “Dal Mare Nostrum al Gallinarium Americanum. Basi USA in Europa, Mediterraneo e Vicino Oriente”. 

Da questo elenco risulta che praticamente ci sono basi USA in ogni regione italiana, con l'esclusione solamente di Valle d'Aosta, Umbria, Abruzzo e Molise. 

Aggiungo anche che al 30 settembre 2015  erano dislocati in Italia 11.799 militari statunitensi: 4.315 appartenenti all'Esercito (ARMY); 3.638 alla Marina (NAVY); 19 al Corpo dei Marines (USMC) e 3.827 all'Aviazione (USAF) (3).

Infine, prima di riportare l'elenco delle basi USA in Italia, è bene fare un breve riassunto storico della presenza militare statunitense in Italia, tratto da Wikipedia  (3)

Nel 1951 gli Stati Uniti d'America e l'Italia firmarono un primo accordo di cooperazione militare: gli Stati Uniti avrebbero rimesso in sesto il sistema di comunicazione militare in tutta Italia in cambio di circa mille ettari di terreno, tra Livorno e Pisa, da dedicare ad una base militare e la concessione ad operare militarmente, con proprie truppe, in Italia.

Il 15 novembre 1952 quei terreni divennero la base militare statunitense di Camp Darby, che prese il nome del brigadiere generale William Orlando Darby, ucciso in azione sulle rive del Lago di Garda a Torbole il 30 aprile 1945.

Nel 1955 a seguito della firma del trattato di pace tra gli Stati Uniti e l'Austria, che si era dichiarata neutrale, tutte le truppe d'occupazione statunitensi dovettero lasciare il Paese, e furono ridislocate, compresi i mezzi e le attrezzature, in Italia presso Camp Darby.

Con l'Austria oramai neutrale, il fianco orientale dell'Italia settentrionale era diventato vulnerabile ad eventuali attacchi da parte del blocco sovietico: per ridurre il pericolo in questo settore, gli Stati Uniti decisero di istituire una specifica forza militare, ed il 2 ottobre 1955 fu creato l'U.S.A.S.E.TA.F. – United States Army Southern European Task Force.

Il 25 ottobre 1955 la prima sede della S.E.TA.F. fu stabilita a Camp Darby, ma la maggior parte della truppa fu acquartierata a Vicenza. Poco dopo la sua creazione la S.E.TA.F. spostò la propria sede a Verona.

Un secondo accordo fu firmato tra gli Stati Uniti e l'Italia e portò ad un aumento delle truppe statunitensi fino a circa 10.000 militari.

Nel 1959, in seguito alla visita a Roma del presidente statunitense Dwight D. Eisenhower, fu firmato un terzo accordo che portò a significativi cambiamenti in seno alla S.E.TA.F.:
  • piena operatività dell'Esercito Italiano
  • taglio delle truppe statunitensi in Italia del 50%, per arrivare ad una quota di circa 5.000 militari
  • cessione all'Italia di tutti i materiali ed attrezzature bellico-militari dei reparti statunitensi rimpatriati
  • inclusione nell'organico della S.E.TA.F. anche degli ufficiali e sottufficiali dell'Esercito Italiano lì assegnati con compiti di collegamento.
Come risultato di questo terzo accordo, la 69th Eng.Co. – Engineers Company, equipaggiata con ADM (Atomic Demolition Munitions) ed una compagnia di artiglieria, equipaggiata con missili nucleari tattici MGM-29 Sergeant, furono spostati nella Caserma “M.O.V.M. Ten. Ugo Passalacqua” a Verona.

Il 20 ottobre 1963, sotto il comando del tenente colonnello Ronald L. Little, il 2nd Field Artillery Battalion del 30th Field Artillery Group, armato con missili nucleari tattici MGM-29 Sergeant, fu attivato nella Caserma “Carlo Ederle” a Vicenza.

Nel 1964 alla S.E.TA.F., che aveva lo scopo di «provvedere alla consulenza ed assistenza dell'artiglieria italiana da campo e delle unità di difesa aerea», fu assegnato il 559th U.S.A.A.G. – United States Army Artillery Group, dal quale dipendevano:
  • 69th Ord.Co. - Ordnance Company di stanza a Longare, con il compito di effettuare la manutenzione delle bombe atomiche;
  • 28th U.S.A.F.A.D. - United States Army Field Artillery Detachment, con il compito della difesa fisica delle bombe.
Nel 1965 la sede della S.E.TA.F. fu definitivamente spostata nella caserma “Carlo Ederle”.

Nel 1970 si ebbero altri mutamenti:
  • taglio delle truppe statunitensi in Italia di un ulteriore 50%, per arrivare ad una quota di circa 2.500 militari;
  • taglio del personale civile statunitense in Italia del 70%, questo per una scelta unilaterale di riduzione dei costi;
  • restituzione alla sovranità italiana del porto di Livorno già sotto il controllo dell'8th Area Support Group.
Nel 1972 i compiti del Comando S.E.TA.F. e l'area geografica di responsabilità aumentarono, quando il Comando assunse sotto la propria responsabilità anche i Comandi di artiglieria di stanza in Grecia (558th U.S.A.A.G.) ed in Turchia (528th U.S.A.A.G.), attivi dai primi anni sessanta.

Nel 1973, con l'assegnazione del 1st A.B.C.T. - Airborne Battalion Combat Team del 509th P.I.R. - Parachute Infantry Regiment, la S.E.TA.F. ebbe il duplice compito di impiegare tale reparto anche come componente della Allied Command Europe Mobile Force (Land) della NATO; il 1st A.B.C.T. fu disattivato a metà degli anni ottanta e sostituito dal 1st A.B.C.T. - Airborne Battalion Combat Team del 325th P.I.R. - Parachute Infantry Regiment della 82nd Airborne Division. Esso fu inquadrato nelle N.A.T.O. Allied Forces Mobile (Land), e fu un Reparto fondamentale nello scacchiere nord orientale italiano, durante la Guerra Fredda, per la sua immediata dispiegabilità su territorio come reparto paracadutato.

Il 15 dicembre 1975 il 2nd Field Artillery Battalion del 30th Field Artillery Group fu smobilitato.

La missione primaria della S.E.TA.F. durante gli anni ottanta fu la difesa dei valichi alpini orientali, in previsione di una invasione sovietica, ed il comando/controllo delle scorte di armamento nucleare ancora situato nell'Italia settentrionale.

Fino al 1992, il Comando S.E.TA.F. fu considerato un Comando logistico, pur avendo ai suoi ordini:
  • un battaglione paracadutisti;
  • tre U.S.A.A.G.;
  • e mantenendo sotto la propria responsabilità la base logistica di Camp Darby con l'8th Area Support Group.
Il Comando S.E.TA.F. successivamente fu designato come Comando d'appoggio e ancora dopo come Comando di teatro, e responsabile per il ricevimento e la preparazione per il combattimento ed il movimento delle forze nell'Europa meridionale in caso di conflitto.

Dall'aprile 1996 il 1st A.B.C.T. - Airborne Battalion Combat Team del 508th P.I.R. - Parachute Infantry Regiment è dislocato a Vicenza ed è stato ristrutturato tre volte.

Elenco delle basi e installazioni militari degli USA in Italia
di Alberto Bernardino Mariantoni

Le sigle utilizzate nel testo
  • USAF: Aviazione
  • NAVY: Marina
  • ARMY: Esercito
  • NSA: National Security Agency [Agenzia di Sicurezza Nazionale]
  • SETAF: Southern European Task Force [Task Force Sudeuropea]

Elenco per Regioni


Trentino Alto Adige

1. Cima Gallina [Bz]. Stazione telecomunicazioni e radar dell'Usaf. 

2. Monte Paganella [Tn]. Stazione telecomunicazioni Usaf. 

Friuli Venezia Giulia

3. Aviano [Pn]. La più grande base avanzata, deposito nucleare e centro di telecomunicazioni dell'Usaf in Italia [almeno tremila militari e civili americani ]. Nella base sono dislocate le forze operative pronte al combattimento dell'Usaf [un gruppo di cacciabombardieri ] utilizzate in passato nei bombardamenti in Bosnia. Inoltre la Sedicesima Forza Aerea ed il Trentunesimo Gruppo da caccia dell'aviazione Usa, nonché uno squadrone di F-18 dei Marines. Si presume che la base ospiti, in bunker sotterranei la cui costruzione è stata autorizzata dal Congresso, bombe nucleari. Nella base aerea di Aviano (Pordenone) sono permanentemente schierate, dal 1994, la 31st Fighter Wing, dotata di due squadriglie di F-16 [nella guerra contro la Jugoslavia nel 1999, effettuo' in 78 giorni 9.000 missioni di combattimento: un vero e proprio record] e la 16th Air Force. Quest'ultima è dotata di caccia F-16 e F-15, e ha il compito, sotto lo U. S. European Command, di pianificare e condurre operazioni di combattimento aereo non solo nell'Europa meridionale, ma anche in Medio Oriente e Nordafrica. Essa opera, con un personale di 11.500 militari e civili, da due basi principali: Aviano, dove si trova il suo quartier generale, e la base turca di Incirlik. Sara' appunto quest'ultima la principale base per l'offensiva aerea contro l'Iraq del nord, ma l'impiego degli aerei della 16th Air Force sara' pianificato e diretto dal quartier generale di Aviano. 

4. Roveredo [Pn]. Deposito armi Usa.

5. Rivolto [Ud]. Base USAF. 

6. Maniago [Ud]. Poligono di tiro dell'Usaf. 

7. San Bernardo [Ud]. Deposito munizioni dell'Us Army. 

8. Trieste. Base navale Usa.

Veneto

9. Camp Ederle [Vi]. Quartier generale della Nato e comando della Setaf della Us Army, che controlla le forze americane in Italia, Turchia e Grecia. In questa base vi sono le forze da combattimento terrestri normalmente in Italia: un battaglione aviotrasportato, un battaglione di artiglieri con capacità nucleare, tre compagnie del genio. Importante stazione di telecomunicazioni. I militari e i civili americani che operano a Camp Ederle dovrebbero essere circa duemila.

10. Vicenza: Comando Setaf. Quinta Forza aerea tattica [Usaf]. Probabile deposito di testate nucleari. 

11. Tormeno [San Giovanni a Monte, Vi]. Depositi di armi e munizioni. 

12. Longare [Vi]. Importante deposito d'armamenti. 

13. Oderzo [Tv]. Deposito di armi e munizioni

14. Codognè [Tv]. Deposito di armi e munizioni

15. Istrana [Tv]. Base Usaf. 

16. Ciano [Tv]. Centro telecomunicazioni e radar Usa. 

17. Verona. Air Operations Center [Usaf ]. e base Nato delle Forze di Terra del Sud Europa; Centro di telecomunicazioni [Usaf]. 

18. Affi [Vr]. Centro telecomunicazioni Usa. 

19. Lunghezzano [Vr]. Centro radar Usa. 

20. Erbezzo [Vr]. Antenna radar Nsa. 

21. Conselve [Pd ]. Base radar Usa. 

22. Monte Venda [Pd]. Antenna telecomunicazioni e radar Usa.

23. Venezia. Base navale Usa.

24. Sant'Anna di Alfaedo [Pd]. Base radar Usa. 

25. Lame di Concordia [Ve]. Base di telecomunicazioni e radar Usa. 

26. San Gottardo, Boscomantivo [Ve]. Centro telecomunicazioni Usa. 

27. Ceggia [Ve]. Centro radar Usa.

Lombardia

28. Ghedi [Bs]. Base dell'Usaf, stazione di comunicazione e deposito di bombe nucleari.

29. Montichiari [Bs]. Base aerea [Usaf ]. 

30. Remondò [Pv]. Base Us Army. 

108. Sorico [Co]. Antenna Nsa.

Piemonte

31. Cameri [No]. Base aerea Usa con copertura Nato. 

32. Candelo-Masazza [Vc]. Addestramento Usaf e Us Army, copertura Nato. 

Liguria

33. La Spezia. Centro antisommergibili di Saclant [vedi 35 ].

34. Finale Ligure [Sv]. Stazione di telecomunicazioni della Us Army.

35. San Bartolomeo [Sp]: Centro ricerche per la guerra sottomarina. Composta da tre strutture. Innanzitutto il Saclant, una filiale della Nato che non è indicata in nessuna mappa dell'Alleanza atlantica. Il Saclant svolgerebbe non meglio precisate ricerche marine: in un dossier preparato dalla federazione di Rifondazione Comunista si parla di "occupazione di aree dello specchio d'acqua per esigenze militari dello stato italiano e non [ricovero della VI flotta Usa]". Poi c'è Maricocesco, un ente che fornisce pezzi di ricambio alle navi. E infine Mariperman, la Commissione permanente per gli esperimenti sui materiali da guerra, composta da cinquecento persone e undici istituti [dall'artiglieria, munizioni e missili, alle armi subacquee].

Emilia Romagna

36. Monte San Damiano [Pc]. Base dell'Usaf con copertura Nato.

37. Monte Cimone [Mo]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato. 

38. Parma. Deposito dell'Usaf con copertura Nato. 

39. Bologna. Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato. 

40. Rimini. Gruppo logistico Usa per l'attivazione di bombe nucleari. 

41. Rimini-Miramare. Centro telecomunicazioni Usa. 

Marche

42. Potenza Picena [Mc]. Centro radar Usa con copertura Nato. 

Toscana

43. Camp Darby [Pi]. Il Setaf ha il più grande deposito logistico del Mediterraneo [tra Pisa e Livorno], con circa 1.400 uomini, dove si trova il 31st Munitions Squadron. Qui, in 125 bunker sotterranei, e' stoccata una riserva strategica per l'esercito e l'aeronautica statunitensi, stimata in oltre un milione e mezzo di munizioni. Strettamente collegato tramite una rete di canali al vicino porto di Livorno, attraverso il Canale dei Navicelli, è base di rifornimento delle unità navali di stanza nel Mediterraneo. Ottavo Gruppo di supporto Usa e Base dell'US Army per l'appoggio alle forze statunitensi al Sud del Po, nel Mediterraneo, nel Golfo, nell'Africa del Nord e la Turchia.

44. Coltano [Pi]. Importante base Usa-Nsa per le telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. Deposito munizioni Us Army; Base Nsa. 

45. Pisa [aeroporto militare]. Base saltuaria dell'Usaf. 

46. Talamone [Gr]. Base saltuaria dell'Us Navy.

47. Poggio Ballone [Gr]. Tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Tirli: Centro radar Usa con copertura Nato.

48. Livorno. Base navale Usa. 

49. Monte Giogo [Ms]. Centro di telecomunicazioni Usa con copertura Nato. 

Sardegna

50. La Maddalena - Santo Stefano [Ss]. Base atomica Usa, base di sommergibili, squadra navale di supporto alla portaerei americana "Simon Lake". 

51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Base missilistica Usa. 

52. Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa]. 

53. Isola di Tavolara [Ss]. Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della Us Navy. 

54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa. 

55. Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato. 

56. Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa. 

57. Santulussurgiu [Or]. Stazione telecomunicazioni Usaf con copertura Nato. 

58. Perdasdefogu [Nu]. Base missilistica sperimentale. 

59. Capo Teulada [Ca]. Da Capo Teulada a Capo Frasca [Or ], all'incirca 100 chilometri di costa, 7.200 ettari di terreno e più di 70 mila ettari di zone "off limits": poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato. 

60. Cagliari. Base navale Usa.

61. Decimomannu [Ca]. Aeroporto Usa con copertura Nato. 

62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Base aerea Usaf. 

63. Salto di Quirra [Ca]. poligoni missilistici. 

64. Capo San Lorenzo [Ca]. Zona di addestramento per la Sesta flotta Usa. 

65. Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato. 

Lazio

66. Roma. Comando per il Mediterraneo centrale della Nato e il coordinamento logistico interforze Usa. Stazione Nato

67. Roma Ciampino [aeroporto militare]. Base saltuaria Usaf. 

68. Rocca di Papa [Rm]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato, in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di Monte Cavo

69. Monte Romano [Vt]. Poligono saltuario di tiro dell'Us Army. 

70. Gaeta [Lt]. Base permanente della Sesta flotta e della Squadra navale di scorta alla portaerei "La Salle". 

71. Casale delle Palme [Lt]. Scuola telecomunicazioni Nato sotto controllo Usa. 

Campania

72. Napoli. Comando del Security Force dei Marines. Base di sommergibili Usa. Comando delle Forze Aeree Usa per il Mediterraneo. Porto normalmente impiegato dalle unità civili e militari Usa. Si calcola che da Napoli e Livorno transitino annualmente circa cinquemila contenitori di materiale militare. 

73. Aeroporto Napoli Capodichino. Base aerea Usaf. 

74. Monte Camaldoli [Na]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 

75. Ischia [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa con copertura Nato. 

76. Nisida [Na]. Base Us Army. 

77. Bagnoli [Na]. Sede del più grande centro di coordinamento dell'Us Navy di tutte le attività di telecomunicazioni, comando e controllo del Mediterraneo. 

78. Agnano [nelle vicinanze del famoso ippodromo]. Base dell'Us Army. 

80. Licola [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa.

81. Lago Patria [Ce]. Stazione telecomunicazioni Usa. 

82. Giugliano [vicinanze del lago Patria, Na]. Comando Statcom. 

83. Grazzanise [Ce]. Base saltuaria Usaf. 

84. Mondragone [Ce]: Centro di Comando Usa e Nato sotterraneo antiatomico, dove verrebbero spostati i comandi Usa e Nato in caso di guerra 

85. Montevergine [Av]: Stazione di comunicazioni Usa. 

Basilicata

79. Cirigliano [Mt]. Comando delle Forze Navali Usa in Europa.

86. Pietraficcata [Mt]. Centro telecomunicazioni Usa e Nato. 

Puglia

87. Gioia del Colle [Ba]. Base aerea Usa di supporto tecnico. 

88. Brindisi. Base navale Usa.

89. Punta della Contessa [Br]. Poligono di tiro Usa e Nato. 

90. San Vito dei Normanni [Br]. Vi sarebbero di stanza un migliaio di militari americani del 499° Expeditionary Squadron;.Base dei Servizi Segreti. Electronics Security Group [Nsa]. 

91. Monte Iacotenente [Fg]. Base del complesso radar Nadge. 

92. Otranto. Stazione radar Usa. 

93. Taranto. Base navale Usa. Deposito Usa e Nato. 

94. Martina Franca [Ta]. Base radar Usa. 

Calabria

95. Crotone. Stazione di telecomunicazioni e radar Usa e Nato. 

96. Monte Mancuso [Cz]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 

97. Sellia Marina [Cz]. Centro telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

Sicilia

98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell'Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400 tra militari e civili americani ]. Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell'Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l'una. 

99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 

100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 

101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa. Nota: un sottufficiale dell'aereonautica militare ci ha scritto, precisando che non vi sono installazioni USA in questa base militare italiana. 

102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell'Usaf.

103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e Nato. 

104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.

105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 

106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni. 

107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 

109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 

110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us Navy ]. 

111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato. 

112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato. 

113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera Usa. Centro d'ascolto e di comunicazioni Nsa.

Note

(1) L'articolo ripreso dal sito Kelebekler a margine riporta la seguente dicutura: "Questo articolo, ospitato sul sito Kelebek, è tratto da iraqlibero.at. Può essere riprodotto liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla, che si specifichi la fonte - il sito web Iraqlibero http://www.iraqlibero.at - e che si pubblichi anche questa precisazione". Il sito iraqlibero.at consultato in data odierna (22/10/2016) risulta non più attivo.

(2Alberto Bernardino Mariantoni è deceduto il 22 ottobre 2012 a Nyon in Svizzera. Era nato a Rieti il 7 Febbraio 1947. Politologo, scrittore e giornalista, Alberto Bernardino Mariantoni è stato per più di vent’anni corrispondente permanente presso le Nazioni Unite di Ginevra.  e per circa quindici anni sul tamburino di «Panorama». Ha collaborato con le più prestigiose testate nazionali ed internazionali, come «Le Journal de Genève», «Radio Vaticana», «Avvenire», «Le Point», «Le Figaro», «Cambio 16», «Diario de Lisboa», «Caderno do Terceiro Mundo», «Evénements», «Der Spiegel», «Stern», «Die Zeit», «Berner Zeitung», «Il Giornale del Popolo», «Gazzetta Ticinese», «24Heures», «Le Matin», «Al-Sha’ab», Al-Mukhif Al-Arabi», nonché «Antenne2», «Télévision Suisse Romande», «Televisione Svizzera Italiana», ecc. Era esperto di politica estera e di relazioni internazionali, con particolare riferimento ai paesi arabi e musulmani e dell’Africa centrale ed occidentale. Ha scritto decine di inchieste e di reportages in zone di guerra e di conflitti politici. Ha intervistato oltre trecento protagonisti della vita politica ed istituzionale dei paesi del Terzo Mondo e della vita politica internazionale. Il suo blog è all'URL: http://www.abmariantoni.altervista.org/

(3) Presenza militare statunitense in Italia, Wikipedia, Url: https://it.wikipedia.org/wiki/Presenza_militare_statunitense_in_Italia
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