viernes, 24 de marzo de 2017

Perché le superstizioni sopravvivono a dispetto della scienza (A proposito della Sindone, un articolo di Dante Lepore)

Dante Lepore, PonSinMor, 06/05/2010
NOTA. È importante e utile precisare che il brano che segue è tratto da un libro scritto nel 1999 (*). A sua volta esso fa riferimento a fatti e personaggi di dodici anni prima. Ciò non toglie nulla, anzi aggiunge forza alle sue argomentazioni.

«[…] Basterebbero queste poche considerazioni sulle vicissitudini, un po’ beffarde, di questa antica idea [l’anima], per far luce sulla sua natura materiale. Ma esse non sono sufficienti a sradicare la superstizione, né i rituali macabri connessi, in un’epoca e in un paese del mondo come l’Italia, in cui persino le statue grondano lacrime e sangue! (1)

Basti pensare che un sindaco partenopeo (2), militante di un partito che si denominava “comunista”, si lascia riprendere dalle cineprese nell’atto di baciare l’ampolla contenente una sostanza presentata come la reliquia del sangue di S. Gennaro, offertagli per l’occasione da un cardinale (3in odore di un vizio tanto deprecato dalla chiesa e sinonimo di giudaismo, come l’usura.

Antonio Bassolino
Eppure la scienza ha accumulato una mole immensa di scoperte, sufficienti di per sé a sgretolare ogni elemento dell’edificio dogmatico su cui la credenza religiosa nelle anime e negli spiriti fonda ed esercita il potere, schiavizzando le coscienze. La scienza ha vinto da tempo la sua battaglia teorica sull’assurda favola della creazione dell’uomo e dell’universo, nonché sul mito dell’anima distinta dal corpo e sulla sua pretesa immortalità personale. Ciò non ostante, la stragrande maggioranza dell’umanità, compresi illustri scienziati, ne resta ancora vittima. Su questo terreno, la Chiesa non teme nessuna defezione dai suoi ranghi, a tal punto che non esita a servirsi essa stessa della notizia scientifica.


Dodici anni or sono, il cardinale di Torino, A. Ballestrero, non esitava a rendere pubblici i risultati ottenuti relativamente alla datazione scientifica del lenzuolo “sacro”, la Sindone, gabellata come impronta, se non del corpo, dell’anima del Cristo, nella sua misteriosa forza radiante, e perciò delle sue fattezze fisiche. Ben tre laboratori internazionali avevano analizzato campioni del presunto “sudario” del Cristo, cioè delle Università dell’Arizona, di Oxford e del Politecnico di Zurigo, presentando i risultati al cardinale nel settembre 1988. Il papa stesso acconsentiva a renderli pubblici, il 12 ottobre 1988. Il cardinale di Torino dava lettura, in presenza di J. Navarro Valls, direttore della stampa del Vaticano, del referto scientifico: “l’intervallo di data calibrata assegnato al tessuto sindonico, con livello di confidenza del 95%, è tra il 1260 e il 1390 dopo Cristo” (4).

C’è ancora da meravigliarsi se Torino continua ad ospitare migliaia di pellegrini che venerano un falso lenzuolo ed un’altrettanta falsa immagine dodici anni dopo questo verdetto? Certo, c’è il business, il gioco di interessi economici, il cinismo affaristico che non risparmia le venerabili tonache, tanto meno albergatori (5e bottegai d’ogni sorta, con codazzo di amministratori locali. Il fatto è che la religione non nasce dall’ignoranza, soprattutto nel mondo contemporaneo, anche se dall’ignoranza trae alimento e giovamento.

Chi pensasse, inoltre, che le religioni e i miti germoglino su dei “falsi”, come clamoroso “falso” si dimostra tutta la storia di questa “reliquia”, fabbricata con ogni probabilità da monaci francesi all’epoca appunto del mercato delle reliquie, e come dimostrano ben altri “falsi” come la “donazione” detta di Costantino, smascherata inesorabilmente dalla passione filologica dell’umanista L. Valla, non comprende la forte aspirazione di giustizia che si cela dietro ogni dogma della religione.

Essa nasce dalle reali miserie materiali, quelle dei selvaggi come quelle dell’uomo civile; dalle relative angosce, proprie, oggi, di una società divisa in classi antagoniste. Essa nasce dall’oppressione e dallo sfruttamento esercitato sugli sfruttati; dalla condizione di insicurezza, di instabilità, di precarietà, di caducità, che ogni realtà assume sotto l’effetto dell’estensione rapida del capitalismo in tutto il pianeta. Questa genera il terrore, l’incertezza del domani, il senso d’impotenza di fronte a forze, all’apparenza estranee, cieche e incontrollabili, ma in realtà create ed alimentate proprio dal lavoro di milioni di lavoratori, schiacciati e atomizzati dal peso di un feticcio che sfugge al loro controllo e li minaccia e atterrisce, dopo che essi stessi lo hanno prodotto» (6).

Note

(*) DANTE LEPORE, Natura Lavoro Società. Alle origini del pensiero razionale, Torino, 1999, p. 220-21. Il libro, di cui cfr 
scheda (http://www.ponsinmor.info/Catalogo.pdf) è disponibile a offerta minima all’Associazione e franco spese postali].

(1Allora fece molto scalpore la lacrimazione di una statua della madonna a Civitavecchia, che si rivelò poi un trucco da fattucchiere,
con corredo di parroci ecc. Oggi altre madonne che piangono vengono segnalate qua e la nella penisola.

(2) Si tratta dell’inamovibile Bassolino.

(3Il cardinale in questione era Giordano.

(4Il testo è riportato dal quotidiano «La Repubblica», 14.10.1988.

(5Ha fatto scalpore, oggi, nel 2010, l’impennata dei prezzi delle camere d’albergo a ridosso del pellegrinaggio.

(6Fu Marx, tanto per cambiare, a smascherare la natura economica del feticismo e del processo di lavoro alienato.
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4 comentarios :

  1. Egregi Signori, non si può essere così superficiali e dogmatici.....
    Galileo, padre del metodo scientifico delle "logiche deduzioni e certe dimostrazioni" nel famoso processo in cui fu incolpato e costretto ad abiurare alla dogma scientifico del tempo rimarcava l'assoluta inconsistenza degli ipse dixit tolemaici in relazione a quanto chiunque potesse osservare.
    Un approccio simile a questa delicata tematica ci riporterebbe indietro di 500 anni in una sorta di "medioevo scientifico".

    -Il metodo del radiocarbonio è solo uno strumento di analisi della radioattività residua di un materiale organico. Perchè diventi un elemento di datazione debbono essere soddisfatte delle condizioni imprescindibili. Nessuno ha mai chiarito nel dettaglio queste condizioni e le loro possibili alterazioni ( ...contaminazioni organiche di epoca successiva, alterazioni chimico fisiche concorrenti nel corso di processi di combustione ....etc etc etc...)
    -Parallelamente a questo metodo nella ricerca storica ed archeologica ci sono numerosi altri elementi di notevole importanza per definire un quadro comparato di attendibilità delle diverse ipotesi ( analisi storica comparata tissutale, analisi comparata di reperti, delle polveri e dei pollini....).
    Questi elementi non sono e non possono avere una minore importanza scientifica.

    - Recentissime analisi delle fibre di lino da parte del CNR hanno evidenziato che l'immagine è connessa ad un fenomeno di alterazione cromatica superficiale di alcune decine di milionesimi di millimetro.
    Tali processi, secondo recentissime indagini sono ascrivibili all'azione di una potentissima luce ultravioletta.( come se la fissazione dell'immagine sul lino fosse dovuta ad un potentissimo bagliore che ha modificato fotochimicamente )
    Esperimenti con speciali laser ( banda ultravioletta) per riprodurre il fenomeno hanno prodotto con elevate potenze in tempi brevissimi "immagini" su piccole porzioni di tessuto con effetti analoghi.
    Ma il problema è che a tutt'oggi disponiamo macchine in grado di produrre fenomeni di questo tipo solo su piccole porzioni di tessuto (e siamo ben lungi dal disporne per l'enorme potenza che un simile processo richiederebbe). Come è possibile questo per un tale "manufatto" ?
    Inoltre questa "luce" sarebbe scaturita dall'interno del corpo fasciato dal lino effettuando una sorta di proiezione stereografica sull'esterno..... Come è possibile che un tessuto le cui radioemissioni di c14 lo hanno fatto datare attorno all'anno mille potesse essere prodotto in questo modo?
    Da questi miseri spunti si comprende come il motivo della venerazione o cmq fascino del sacro lino sta anche nel mistero scientifico ancora irrisolto che aleggia sulle sue origini e sulla sua formazione. La scienza non ci ha in effetti spiegato molto.....E quello che ha spiegato, lo ha fatto non molto rigorosamente.
    Il sacro lino e' tutt'ora un mistero che non può essere diradato, oserei dire, se non dalla luce della fede in uno Spirito che l'ha impresso.


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  2. Caro Anonimo che così ti nomini, Galilei asserisce circa il suo metodo che esso deve partire dalle "sensate esperienze" per addivenire a quelle che chiama "necessarie dimostrazioni". L'opera in cui lo dice è in una famosa lettera ma lo riprende anche nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. Ora, confronti con quanto lei ha scritto e vedrà che con simili credenziali è assolutamente vietato dar credito al suo metodo polemico e dare per fededegne le sue conclusioni. Tanto per cominciare non cita alcuna fonte di quelle che chiama recentissime analisi del CNR,
    (manca il quando e dove, perché ciò dia da considerare prova documentaria).Così dicasi dei fantomatici esperimenti con "speciali laser" a ...banda ultravioletta, che sprofondano nel comico. Purtroppo bisogna rispondere, e siamo qui per farlo.

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  3. Sono l'autore dell'articolo. Ho letto un commento nell'originale del blog che fa parlare un Anonimo così nominato che esordisce con queste parole <"Egregi Signori, non si può essere così superficiali e dogmatici.....Galileo, padre del metodo scientifico delle "logiche deduzioni e certe dimostrazioni" nel famoso processo ...">. A cui ho tentato di rispondere ma il blog non ha registrato la mia risposta. La riprendo da qui. Innanzitutto chi dà del superficiale e dogmatico è uno che sostiene di citare Galilei. Si dà il caso che Galilei nella famosa lettera a Benedetto Castelli definisce il suo metodo come quello che parte dalle "sensate esperienze" e perviene alle "necessarie dimostrazioni" Il nostro anonimo gli fa dire qualcosa di incomprensibile o se si vuol dare un senso a quel che scrive, esattamente l'opposto del metodo scientifico. Sempre lo stesso Anonimo prosegue a confermare il mito sindonico sull'energia radiante divina che avrebbe impresso l'immagine sul lino con una "recente prova" scientifica (appunto) senza data né fonte, allundendo semplicemente ai raggi ultravioletti.....Il resto lo lascio a voi, perché fa davvero ridere...

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