lunes, 1 de mayo de 2006

Primo Maggio Internazionalista a Caracas (01/05/2006)

Attilio Folliero, Caracas 01/05/2006 - Foto Attilio Folliero e Cecilia Laya

Quest'anno alla marcia del Primo Maggio di Caracas era presente anche una delegazione del Partito Comunista Italiano, che ha sfilato assieme al Circolo Bolivariano Italo-venezuelano "Antonio Gramsci" di Caracas ed al Foro "Costitucion y Paz", presieduto dal Vice Ministro degli Interni Venezuelano, Augusto Montiel.

La marcia di Caracas ha connotati che vanno ben oltre la frontiera del Venezuela; è una marcia internazionalista.


Nella foto i rappresentanti dei "Venezuelani del Mondo", riuniti sotto la bandiera della Patria Grande, ovvero cittadini stranieri residenti in Venezuela che appoggiano il processo bolivariano. Di questi, numerosi sono coloro che in passato sono scampati alle persecuzioni di qualche dittatura presente praticamente ovunque in America Latina. Qui, in Venezuela, col Governo democratico di Hugo Chavez hanno incontrato la libertà.

Alla marcia, come dicevamo, oltre agli italo-venezuelani del Circolo Bolivariano "Antonio Gramsci" di Caracas, sempre presenti in tutte le manifestazioni, ha assistito anche una delegazione del partito italiano della Rifondazione Comunista, tra i quali Marco Trapassi, dirigente nazionale, Walter Aiello, Capogruppo Consiliare al Consiglio Provinciale di Parma e Francesco Samuele, dirigente parmigiano. 

I tre sono in Venezuela per conoscere la realtà della Rivoluzione bolivariano; stanno girando in lungo e largo il paese, incontrando ed intervistando quante più persone possibili, persone di tutti gli strati sociali, dal ministro, al parlamentare, alla persona più umile che vive nei barrios, ai membri della classe media. 


La delegazione italiana presente alla marcia di Caracas: Francesco Samuele (a destra), Valter  Aiello (al centro) e Marco Trapassi (a sinistra); all'estrema sinistra Eunice Velez, del Foro "Costitucion y Paz"

Sono rimasti impressionati dell'enorme seguito che riscuote il presidente Chavez a tutti i livelli. Pensavano che Chavez avesse un seguto solo tra le classi più umili ed invece hanno scoperto che riscuote una fiducia incondizionata anche tra gli appartenenti alla classe media. Si sono imbattuti nella "Asociacion Clase Media en Positivo" che sta raccogliendo le circa 700.000 firme necessarie per legalizzarsi come partito, il partito ufficiale della Classe media che appoggia Chavez.

Sono rimasti impressionati anche dall'incondizionata fiducia che ripone la gente in Hugo Chavez. Nel loro documentario raccontano del perché la gente ama cosi tanto al Comandante Chavez; della speranza in un futuro migliore che questo carsimtico presidente è riuscito a dare a milioni di persone, che fino al momento della sua apparizione sulla scena politica, erano invisibili; milioni di uomini, milioni di donne che non avevano nessun tipo di diritto; non avevano diritto neppure alle briciole più piccole delle immense ricchezze di cui ha goduto e gode il Venenzuela; milioni di uomini, milioni di donne, milioni di bambini che non avevano diritto nemmeno alla speranza; in una parola erano: esclusi!

La marcia, pur immensa non era neppure lontanamente paragonabile alle marce gigantesche di appoggio al Presidente Chavez del 2003 e 2004, alla delegazione italiana è sembrata impressionante, con centinaia di migliaia di partecipanti. Certo, se paragonata alle sfilate italiane del Primo maggio a cui sono abituati i tre delegati italiani, la marcia del primo Maggio di Caracas appare immensa.

La marcia oltre agli aspetti soindacali, aveva connotati politici e non può essere diversamente visto che quest'anno, a dicembre, ci sono le elezioni presidenziali. Il problema non è l'incertezza di chi le vincerà: è scontata la vittoria di Chavez, che stando ad alcuni recenti sondaggi di una società statunitense, ha un grado di approvazione attorno al 66%. La sfida lanciata dal Presidente Chavez è il raggiungimento dei dieci milioni di voti, per dimostrare al mondo intero l'enorme accettazione che gode presso il popolo venezuelano. Dieci milioni di voti rapprsentano il 75% dell'intero elettorato, ma considerando una astensione non inferiore al 20%, il risultato rappresenterebbe praticamente il 90% dei voti. Questa la sfida di Chavez.

Un'altro elemento che ha impressionato i delegati italiani, la simpatia della gente e la disponibilità a qualsiasi livello. All'interno della chilometrica marcia non sono mancati momenti per socializzare e intercambiare opinioni. 

Alla fine, una delegazione del Partito Comunista del Venezuela, Sezione Tachira, ha regalato agli italiani la bandiera del Partito Comunista Venezuelano.

Nelle seguenti foto, alcuni momenti della manifestazione.

Donne, due bandiere, un solo ideale

   
Bandiere dei comunisti italiani mischiate a quelle venezuelane

Alla manifestazione erano presenti anche personaggi famosi, che non potevano sfuggire alle richieste di autografo dei propri fans. Nelel foto seguenti, i membri del gruppo musicale "Lloviznando canto", gruppo venezuelano-salvadoregno, famoso in tutta l'America Latina.

Vilma Garce de "Lloviznando cantos"

Wilson Barba de "Lloviznando cantos" firmando l'autografo a Cecilia Laya

I rappresentai del Partito Comunista Venezuelano che hanno regalato la bandiera agli italiani. Tra di loro, al centro, la scrittrice Yuri Weki, veneuelana di origini polacche.

La delegazione del Partito della Rifondazione Comunista presente alla marcia di Caracas: Francesco Samuele (a destra), Valter  Aiello (al centro) e Marco Trapassi (a sinistra); all'estrema sinistra Eunice Velez, del Foro "Costitucion y Paz"
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