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lunes, 3 de abril de 2017

I crimini dell'Esercito Tedesco in Italia durante la II Guerra mondiale. “Che gioia uccidere gli italiani”, i racconti shock della Wehrmacht (Amanti della storia)


Invasione della Polonia
Alcuni anni fa due storici tedeschi hanno raccolto in un libro da più di 500 pagine le conversazioni quotidiane registrate dai servizi segreti alleati durante il conflitto. Le informazioni vennero originariamente raccolte durante un’operazione segreta volta a svelare la psicologia del nemico.

L’enorme materiale prodotto è stato così analizzato dagli storici Neitzel e Welzer – oltre 150mila le pagine di archivio dell’Intelligence Service britannico e di quello statunitense – ed ha fornito nuove prove della brutalità nazista o se si vuole citare Hannah Arendt della “Banalità del Male”.

domingo, 2 de abril de 2017

I libri che smontano il mito del colonialismo buono degli italiani (I crimini dell'Esercito Italiano al tempo delle colonie)

Fonte: Igiaba Scego, Internazionale, 01/04/2017

Vedasi anche:
- I crimini degli Angloamericani in Italia durante la II Guerra Mondiale

Nota di Attilio Folliero: Tutti gli imperialisti commettono crimini. In guerra tutti gli eserciti commettono crimini contro l'umanità. Non esistono eserciti buoni. Non esistono paesi coloniali buoni. Non esistono eserciti d'occupazione giusti. Non esistono eserciti di liberazione. Tutti gli eserciti sono sempre al servizio degli interessi della loro classe dominante

Una nave della marina miliare italiana
diretta in Nordafrica, nel canale di Suez,
1937 circa. (Archivio Gbb/Contrasto)
La sera del 21 marzo 2017 la sala del cinema Farnese a Roma è piena. I giovani sono molti.

L’occasione d’altronde è di quelle da non perdere: la proiezione del documentario di Raoul Peck I’m not your negro, basato su uno scritto inedito di James Baldwin. Il documentario ripercorre con intelligenza e sentimento la stagione afroamericana dei diritti civili e le vicende di tre personaggi – Malcolm X, Martin Luther King, Medgar Evers – uccisi per il loro impegno contro il razzismo. Peck è un regista che non dà tregua. Ogni fotogramma è un invito a non abbassare la guardia, a non nascondersi dietro il velo del conformismo.

sábado, 25 de marzo de 2017

I crimini dimenticati degli Angloamericani. La Sicilia e l’Italia meridionale durante l’invasione alleata nella Seconda Guerra Mondiale (Intervista di Federico Dal Cortivo allo storico siciliano Giovanni Bartolone autore del libro “Le altre stragi”)

Federico Dal Cortivo, Italiasociale, 29/10/2012

Vedasi anche: Federico Dal Cortivo presenta il libro di Fabrizio Carloni sui crimini dimenticati delle truppe francesi in Italia

Federico Dal Cortivo ha intervistato lo storico siciliano Giovanni Bartolone (*) autore del libro revisionista “Le altre stragi”, da anni impegnato in ricerche sullo Sbarco alleato in Sicilia, la Mafia e la Seconda Guerra Mondiale.

D: Prof. Bartolone, oggi assistiamo alla sistematica violazione delle più elementari norme di comportamento in caso di guerra da parte degli Stati Uniti e dei suoi Alleati della Nato, a farne le spese le popolazioni afghane e libiche e prime ancora quelle irachene, serbe, somale, vietnamite ecc. Tutto cade nell’oblio mediatico, non se ne parla e al massimo è giustificato come “danni collaterali”. Eppure questo è già accaduto in Europa e nel nostro caso in Italia, dopo che le forze d’invasione Alleate furono sbarcate in Sicilia con l’Operazione denominata Husky (Colosso) nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943, 2500 navi e mezzi da sbarco, ottanta battaglioni di fanteria, 400 carri armati, 14000 veicoli e 1800 pezzi d’artiglieria. Sette le divisioni di fanteria, tre britanniche, una canadese e tre statunitensi, una divisione corazzata Usa, due brigate corazzate britanniche e una canadese, più truppe aerotrasportate e forze speciali, più ingenti forze aeree e navali. Lei descrive tutto questo nel suo libro “Le altre stragi”. Numerosi furono i crimini di guerra compiuti dai soldati angloamericani e canadesi, ma al seguito vi erano anche indiani, sudafricani, australiani neozelandesi, polacchi, truppe di colore francesi, greci, polacchi e anche brasiliani. Prima di addentrarci nello specifico ci illustri la situazione tattica e strategica in cui si trovava in quell’estate del 1943 lo scacchiere del Sud Italia.

I crimini dimenticati del corpo di spedizione francese in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale (Federico Dal Cortivo presenta il libro di Fabrizio Carloni sui crimini delle truppe francesi in Italia)

Federico Dal Cortivo, Digilander, 18/02/2006

Vedasi anche: I crimini dimenticati degli Angloamericani in Sicilia e nell'Italia meridionale.

Nota di Attilio Folliero, Caracas 25/03/2017. Riporto questo articolo di Federico Dal Cortivo in cui si denunciano i crimini dimenticati delle truppe francesi in mezza Italia, durante l'invasione alleata nella Seconda Guerra Mondiale. La denuncia prende spunto dalla presentazione del libro di Fabrizio Carloni (1) intitolato "Il corpo di spedizione francese in Italia 1943-1944", Mursia Editore, 2006. Il tema dei crimini commessi dagli Alleati in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale è praticamente stato rimosso sia dalla coscienza collettiva, sia dai libri di storia. E' bene parlarne perché i crimini contro l'umanità non possono essere sottaciuti, accantonati o dimenticati.

Dalla presentazione di Federico Dal Cortivo

Il perchè gli alleati chiesero aiuto alla Francia dopo lo sbarco in Sicilia, va ricercato nelle perdite notevoli che questi avevano già subito nel teatro italiano, dovute anche alla presenza di numerose malattie infettive che si propagavano con estrema facilità tra la truppa. Alla fine del 1943 la 5° Armata di Clark aveva subito perdite per 40.000 uomini, tra morti e feriti, oltre a 50.000 soldati messi fuori combattimento dalle malattie, molte di tipo sessuale e stress da combattimento. L’Ottava Armata britannica aveva perso 12.500 uomini a causa della malaria e 6.400 in battaglia.