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jueves, 5 de enero de 2017

Le mega-banche di Wall Street si stanno comprando l'acqua del mondo (Globalresearch)

Jo-Shing Yang, Globalresearch, 21/12/2012
Traduzione: Anacronista - Controinformazione.info - Via Informazione Consapevole

Si sta accelerando una tendenza preoccupante: le banche di Wall Street e i multimiliardari dell’elite stanno acquistando l’acqua in tutto il mondo ad un ritmo senza precedenti.

Note mega-banche e colossi d’investimento come Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Citigroup, UBS, Deutsche Bank, Credit Suisse, Macquarie Bank, Barclays Bank, the Blackstone Group, Allianz, e HSBC Bank, tra le altre, stanno consolidando il loro controllo sull’acqua. Anche magnati come T. Boone Pickens, l’ex presidente George H.W. Bush e la sua famiglia, Li Ka-shing di Hong Kong, Manuel V. Pangilinan delle Filippine e altri stanno comprando migliaia di ettari di terreno con falde acquifere, laghi, diritti di sfruttamento, aziende di erogazione, azioni in compagnie di ingegneria e tecnologia dell’acqua.

jueves, 21 de enero de 2016

¿Qué es lo que saben en “Wall Street” sobre Venezuela, que nosotros aún no sabemos?

Carlos E. Lippo, Ensartaos, 21/01/2016

Como es sabido por muchos “Wall Street”, que es el asiento principal de la bolsa de valores de Nueva York, es además un término utilizado para referirse al mercado financiero estadounidense y a veces por extensión al mercado financiero capitalista mundial.

Considero que Wall Street no ha sido ajeno a la guerra de cuarta generación que nos han venido aplicando desde hace ya muchos años, tantos como los años transcurridos desde que el Comandante Chávez declarase de manera expresa el carácter anti imperialista de nuestra revolución, a mediados del año 2.004.

miércoles, 12 de noviembre de 2008

Due crisi a confronto: la crisi del 1929 e quella del 2008

Attilio Folliero e Cecilia Laya, Caracas 12/11/2008 - Attualizzato 15/11/2008

L’indice più evidente per misurare le crisi ricorrenti del capitalismo è quello delle borse. In particolare l’indice borsistico più importante è il Dow Jones della Borsa di New York, i cui dati sono disponibili dal 1895. Si tratta dunque di un indice che abbraccia oltre un secolo di storia del capitalismo, in cui ha predominato essenzialmente l’economia statunitense.

In questi 113 anni, dal 1895 ad oggi, vi sono state nuemerose e ricorrenti crisi, che trovano riscontro nella caduta dell’indice Dow Jones.

La prima grave crisi si ebbe nei primi anni del secolo: fra il 1901 ed il 1903, quando l’indice perse il 33%. Ma tutto il primo decennio del secolo XX è un periodo di forte instabilità e crisi economica. La prima guerra mondiale è la conseguenza diretta di questa crisi.

miércoles, 10 de octubre de 2007

L’indice Dow Jones della borsa di New York al massimo storico ma noi prevediamo una imminente crisi

Attilio Folliero, Caracas 10/10/2007 (1)

Ieri, il Dow Jones, l’indice del NYSE, la borsa di New York, ha chiuso la giornata a 14.164,53. Si tratta del massimo storico assoluto per quanto riguarda la chiusura di una giornata borsistica a Wall Street. C’è da dire che l’euforia di New York si trasmette a tutte le altre borse del mondo, anche esse ai massimi storici o molto vicine ai massimi.

Dall’inizio dell’anno, la borsa di New York sta guadagnando il 13,65%. Quasi tutte le borse del mondo, con poche eccezioni, stanno guadagnado (Vedasi Tabella 1 al finale dell'articolo). Alcune stanno facendo fare guadagni stratosferici agli investitori. Basta pensare alla borsa della Mongolia che dall’inizio dell’anno sta crescendo del 471%. Anche la borsa cinese di Shenzen (+190%), quella ucraina (+119%), quella del Montenegro (+115%) e quella cinese di Shanghai (+113%) hanno margini di crescita superiori al 100%. Insomma, una euforia generalizzata che ha coinvolto quasi tutte le borse del mondo. Rispetto alla chiusura dello scorso anno, solo dodici borse stanno in terreno negativo, ossia stanno perdendo. La borsa italiana è praticamente stabile: l’indice MIBTEL aveva chiuso il 2006 a 31.892 punti e ieri ha chiuso a 31.925; sta guadagnando un misero 0,10%; è dunque stabile. Ricordiamo che la borsa italiana lo scorso 18 maggio ha fatto segnare il suo massimo storico a 34.365, pertanto rispetto a tale data sta perdendo il 7,10%. Quindi, possiamo dire che la borsa italiana è tra le poche che dopo la sbornia della grande crescita di maggio ha cominciato la discesa.

Anche se il Dow Jones e la maggior parte delle borse del mondo vivono momenti di grande euforia, noi pensiamo che, molto presto, il mondo si ritoverà a vivere una grave crisi economica, di cui nessuno sembra essere consapevole.