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martes, 24 de noviembre de 2015

17 Ottobre 1961, Il massacro di Parigi – La nuit oubliée ( A Parigi, un massacro in pieno centro, ma non quello di cui si parla oggi…)

Fonte: Aquiestoy, 17/10/2007


Quella “notte dimenticata” del 17 ottobre del 1961. Nella foto soldati francesi si mettono in mostra con una donna algerina catturata. Siamo ai tempi della guerra di liberazione in Algeria. 

Oggi voglio parlare di un avvenimento che, per una serie di eventi casuali,  ho conosciuto in questi giorni a Parigi e mi ha particolamente impressionato. Si tratta del massacro di centinaia di Algerini che volevano manifestare pacificamente per il centro di Parigi chiedendo l'indipendenza del loro Paese.

Si tratta del massacro di centinaia di Algerini che volevano manifestare pacificamente per il centro di Parigi chiedendo l’indipendenza del loro Paese.

jueves, 19 de noviembre de 2015

Caratteri e novità della «guerra tra la gente», ovvero: il nemico è pur sempre in casa.

Dante Lepore/PonSinMor, Torino, 16/11/2015

La locuzione ricorrente nei media mainstream dopo l’attacco mortifero in vari luoghi pubblici di Parigi del 16 novembre 2015 è che questa «è guerra!», la stessa che uscì dalla bocca di Sarkozy (1), dopo il blitz alla redazione di Charlie Hebdo. L’insistenza, più che a scarsa convinzione o a incredulità, sembra volta a rendere accettabili i ben più micidiali bombardamenti che il governo francese stava preparando e le relative misure interne di «sicurezza» che dovranno piovere sul fronte della guerra di classe. Ora, come si concili l’emblema della nonviolenza inalberato col canto militaresco della Marsigliese e i 5000 morti civili causati dai primi bombardamenti per rappresaglia bisognerebbe pure spiegarlo, ma non lo farà nessuno come non lo fecero l’ottobre 1961 in occasione dei massacri di centinaia di algerini. Questa è una faccenda che però è necessario comprendere.

miércoles, 18 de noviembre de 2015

Francia consegnò fucili d'assalto ai terroristi

Selvas, 17/11/2015

Un tweet del ministro Laurent Fabius del 14 agosto 2014! "Sono armi sofisticate, saranno consegnate nelle prossime ore", twuittava il massimo esponente della politica estera dell'Eliseo.

I beneficiati della generosa donazione erano terroristi "moderati" o radicali? Il minimo che si possa dire oggi, è che si è trattato di una scelta infelice, dettata da una politica errata o contraddittoria.