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martes, 26 de septiembre de 2017

I palestinesi ricordano Sabra e Chatila

Maurizio Musolino, Nena News, 18/09/2015 (*) 
Via Voci dalla Strada, 25/09/2017

Sono trascorsi 35 (*) anni dal massacro nel campo profughi di Beirut, dove le condizioni di vita restano inumane e sono aggravate dall'arrivo di tanti rifugiati dalla Siria. Una storia di persecuzioni e di fuga che si ripete.

Beirut – Sono passati trentacinque anni da quei drammatici giorni del settembre dell'82, quando le falangi fasciste, con la complicità dell'esercito israeliano, fecero strage di palestinesi nei campi di Sabra e Chatila. Anni che non hanno cancellato il dolore e la rabbia nel vedere i carnefici di allora restare impuniti. Non dimenticare Sabra e Chatila significa non dimenticare le tante stragi compiute in questa regione negli ultimi decenni, significa non dimenticare Deir Yassin, Jenin, Bourj Shamaly, Gaza… un elenco lunghissimo. Non dimenticare quella strage, significa però, innanzitutto, non dimenticare i vivi, i rifugiati palestinesi che continuano a vivere in condizioni inumane dentro campi che sono ora prigioni e ora formicai indescrivibili.

domingo, 19 de marzo de 2017

In ricordo di Rachel Corrie

Attilio Folliero, Caracas 18/03/2017
Il 16 marzo 2003 a Rafah, in Gaza, un bulldozer dell'esercito israeliano ha travolto ed ucciso Rachel Corrie, cittadina statunitense di soli 23 anni.

Rachel Corrie era nata ad Olympia, nello Stato di Washington, Stati Uniti, il 10 aprile del 1979 ed era un'attivista del Movimento di Solidarietà Internazionale (ISM, per la sigla in Inglese dell'International Solidarity Movement).

All'inizio del 2003 aveva deciso di andare a Rafah, nella striscia di Gaza, durante l'Intifada di Al Aqsa. Rachel era partita il 18 gennaio del 2003 ed al suo arrivo a Gaza, dopo aver partecipato ad un corso di tecniche di resistenza non-violenta, si unisce agli altri attivisti dell'ISM per partecipare ad azioni dirette. Infatti nei mesi di febbraio e marzo partecipa a diverse azioni.

sábado, 1 de octubre de 2016

Facebook e Israele annunciano una collaborazione per censurare i contenuti sui social media

Whitney Webb, Activiste Post, 16/09/2016 - Tradotto in italiano da Simonetta Lambertini - Fonte: Tlaxcala-int.org - Via Voci dalla Strada

Dopo le polemiche seguite alla censura che Facebook ha fatto di una fotografia famosa in tutto il mondo della guerra del Vietnam, Facebook ha accettato di “lavorare insieme” al governo di Israele per censurare contenuti che funzionari israeliani ritengano essere impropri. Facebook ha annunciato ufficialmente l’accordo di “cooperazione”, dopo un incontro che ha avuto luogo l’11 settembre tra ministri del governo israeliano e alti dirigenti di Facebook. La spinta frenetica del governo israeliano a monitorare e censurare i contenuti di Facebook che ritiene inadeguati è conseguenza del successo virale di BDS, Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni, un movimento non violento globale che lavora per denunciare le violazioni dei diritti umani israeliani.

lunes, 4 de julio de 2016

jueves, 25 de febrero de 2016

Roger Waters, el líder de Pink Floyd, explica por qué los músicos tienen miedo de criticar a Israel

Paul Gallagher, The Independent, 19/02/2016 - Traducido del inglés para Rebelión por J. M, 25/02/2016 - Via Resumen Latinoamerica

Exclusiva Rebelión“Si dicen algo, se acaba su carrera. Me han acusado de nazi y antisemita”

Según Roger Waters, hay músicos estadounidenses que apoyan el boicot a Israel en la cuestión de los derechos de los palestinos pero están aterrorizados de hablar por temor a ver sus carreras destruidas.
El líder de Pink Floyd -destacado partidario de la campaña de boicot, desinversión y sanciones (BDS) contra Israel desde su creación hace 10 años- dijo que la experiencia de verle constantemente etiquetado de nazi y antisemita asustó a la gente y la llevó al silencio.

domingo, 21 de febrero de 2016

Stefano Zecchinelli all'IRIB: Israele non è uno Stato nazionale ma un'entità militarista (AUDIO)

IRIB, 16/02/2016

Vedasi:

TEHERAN (IRIB) - Stefano Zecchinelli, giornalista e redattore del sito "L'interferenza" è stato intervistato dai nostri microfoni esaminando la nuova ondata della repressione sionista contro i civili inermi nei Territori Occupati palestinesi.

Con Zecchinelli abbiamo trattato anche l'eco mediatico pro-israeliana dei crimini israeliani contro i ragazzini e le donne palestinesi.

Di seguito la versione integrale del suo intervento.

miércoles, 3 de febrero de 2016

QUESTIONE PALESTINESE E INTERNAZIONALISMO PROLETARIO

Dante Lepore, Inchiesta Operaia, II, n. 4, Novembre-dicembre 2000

Pubblichiamo questo interessante articolo di sedici anni fa sulla questione palestinese. Vedasi anche: Evoluzione della mappa della Palestina

Gli accordi di Oslo di 7 anni fa (*) avrebbero dovuto avviare un "processo di pace" in Medio Oriente, con la costituzione di uno Stato sovrano palestinese. Di fatto, però, la sistematica installazione di coloni ebrei a Gerusalemme, nei territori palestinesi occupati in Cisgiordania e nella striscia di Gaza, non si è mai arrestata. Si verifica dunque un'annessione di fatto tendente a rafforzarsi giuridicamente e a consolidarsi militarmente al punto che la Cisgiordania si è trasformata in un puzzle di 9 enclave nelle quali la così detta Autorità di Arafat è paradossalmente infeudata ai governi d'Israele contro lo stesso popolo palestinese. Gli interessi delle frange di coloni ebrei, che si esprimono politicamente come forze di estrema destra sionista, condizionano il parlamento (la Knesset) e tutti i governi israeliani, da quello del massacratore di Sabra e Chatila Sharon a quelli di Rabin, di Netanyahu, di Barak.

viernes, 29 de enero de 2016

Un appello etico non eretico agli intellettuali

Dante Lepore, Ponsinmor, 14/02/2009


Un interessante articolo (del 2009, ma attuale) sulla faccenda Olocausto. Si tratta di una polemica verso un Appello agli intellettuali lanciato dallo storico Angelo d'Orsi. In calce si riporta anche un intervento di Michele Basso, con relativa successiva risposta dell'autore. La vignetta a lato utilizata per illustrare questo articolo è stata scelta dal titolare del blog e riguarda una polemica opera di Enzo Apicella, per la quale ricevette critiche feroci da sionisti di tutto il mondo e perfino minacce di morte.

L’appello di Angelo D’Orsi agli intellettuali, affinché rompano «il silenzio» sul tentativo «genocidario» sionista nella guerra a Gaza è fatto in nome della «verità» e della «giustizia» ed è rivolto, come spiega nell’articolo del 23.01.09 riportato da Sotto le bandiere del marxismo, a coloro che appunto credono nella verità e nella giustizia (gli intellettuali, i chierici) ed hanno per questo il dovere di non tacere e di «trasmettere e suscitare la volontà di capire e di sapere».

sábado, 9 de enero de 2016

Israele vuole cancellare la Costituzione italiana?


Il totale asservimento dei media italiani ai governi guerrafondai di Israele, proprio in questi giorni, ha trovato una nuova conferma: i direttori di alcuni fra i più autorevoli organi di stampa, come Repubblica, Rainews e Corriere della Sera, hanno subito pressioni (presumiamo da ambienti filoisraeliani molto influenti, perché solo questi hanno la forza di fare questo) per licenziare decine di giornalisti colpevoli – citiamo direttamente dal sito di Progetto Dreyfus licenziamenti di massa nelle redazioni  – “di aver riportato, in forme totalmente stravolte, gli attentati commessi dai terroristi palestinesi in Israele”.

domingo, 22 de noviembre de 2015

Giovane palestinese bruciato vivo da coloni sionisti

IRIB, 22/11/2015

Al Quds - Un giovane palestinese è stato bruciato vivo da un gruppo di coloni israeliani, nel nord dei territori occupati.

Lo riferisce la Press Tv. Il 22enne Fadi Hoosh, è morto dopo essere stato violentemente percosso e arso vivo dentro la sua auto dagli estremisti ebrei, nei pressi del villaggio Kafr Kanna, in Galilea, come ha scritto il Yedioth Ahronoth citando i testimoni. 

lunes, 12 de octubre de 2015

Israele: Evoluzione della mappa della Palestina

AF, Caracas 12/10/2015
Fonte: Solo se que no se nada via Selvas Blog
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domingo, 14 de junio de 2015

Vile attacco ad Attilio Folliero ed al sito “Sa Defenza”

Attilio Folliero, Caracas 14/06/2015

Israele e gli "ordigni nucleari mediatici". Degli attacchi israeliani con bombe al neutrone sullo Yemen ne parla anche Famiglia Cristiana con un articolo del 13/06/2015 intitolato "Nel golfo venti di guerra nucleari". Il signor Sergio Di Cori Modigliani prima di sparare sentenze, prima di fare l'inquisitore dovrebbe informarsi.

Da mesi sto seguendo le vicende dello Yemen, pubblicando vari articoli miei o di terzi ed appoggiando iniziative umanitarie contro i bombardamenti dell’Arabia Saudita a danno di civili inermi, soprattutto donne, bambini ed anziani.

Recentemente ho pubblicato sul mio blog una notizia (sia in italiano, che in spagnolo) che segnalava Israele come responsabile di aver lanciato un ordigno nucleare sullo Yemen. Entrambi gli articoli sono ripresi da altri siti, di cui cito la fonte, autore e link, come è mia abitudine quando riprendo articoli di terzi.

Io firmo ogni testo che scrivo con il mio nome e cognome paterno, però sono stato definito a freddo dal raffinato Sergio+Di+Cori+Modigliani come un "anonimo professore, certo Attilio Folliero". L'illustre Sergio dai tre cognomi si lancia in spericolate acrobazie per screditare e denigrare. Con foga mi segnala come fonte prima e originaria - spalleggiato da una "poetessa Sarda", del sito Sa Defenza (1) che deride ottusamente - come responsabile unico della incriminata notizia. E mette mano senza risparmiarsi agli "effetti speciali" più grezzi della retorica propagandistica: "potrebbe trattarsi di un ordigno nucleare mediatico ovvero un clamoroso falso… ".

lunes, 12 de enero de 2015

Quando Israele volò fino a Londra per sparare ad un vignettista…


E’ il quotidiano israeliano Haaretz a comunicarci che domani in piazza, a Parigi, alla mastodontica manifestazione “per la libertà di espressione e la democrazia” sarà presente anche Benyamin Netanyahu.

Sotto il drappo nero e la scritta “Je suis Charlie” abbiamo visto scorrere, in queste giornate, tra le più terrificanti immagini di questi tempi e sicuramente domani, sull’asfalto parigino, assisteremo alla sagra della mostruosità.