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jueves, 28 de septiembre de 2017

Oro (Parte 1: Estrazione dell'oro fino al 1889)

Attilio Folliero, Caracas 27/09/2017

Vedasi anche: Estrazione di oro Dal 4500 a.C. (Tabella)

Una serie di articoli sull'oro. In questo primo articolo parlo dei dati riguardanti l'estrazione di oro.

Si stima che tutto l'oro estratto durante la storia umana ammonti a circa 190.000 tonnellate.

190.000 Tonnellate d'oro equivalgono a 190 milioni di chili, ossia 190 miliardi di grammi. Considerando che attualmente, secondo i dati ufficiali, la popolazione della Terra si aggiri attorno ai 7 miliardi di individui, se ne ricava che ognuno avrebbe a disposizione circa 27 grammi di oro a testa. Si comprende dunque quanto sia scarso l'oro. 

L'oro estratto durante la storia dell’umanità

L’oro a differenza di altri metalli non si consuma, non si spreca, può cambiare di forma, può diventare un gioiello, può essere usato in odontoiatria, ma alla fine non si butta mai, viene sempre riciclato e rimesso in circolazione. Oggi si conserva praticamente tutto l’oro estratto durante la storia dell’umanità, circa 190.000 tonnellate.

miércoles, 27 de septiembre de 2017

Estrazione di oro: dati storici dal 4500 a.C. ad oggi (Tabella)

Attilio Folliero, Caracas 27/09/2017


Di seguito si riportano i dati dell'estrazione di oro in tutto il mondo, dal 4500 a.C. ad oggi.

Dal 1900 in poi si riportano i dati annuali; per gli anni anteriori, i dati si riportano raggruppati per periodo. In fondo alla tabella si indica la fonte.

Estrazione di oro Dal 4500 a.C.
Dati in Tonnellate

viernes, 17 de julio de 2015

La Cina aumenta le riserve auree del 57%

Attilio Folliero, Caracas 17/07/2015


La Cina ha comunicato i dati relativi alle Riserve Internazionali ed alle riserve auree dell’ultimo trimestre (Aprile – Giugno 2015). Dall'analisi dei dati del mese di giugno risulta che le riserve auree cinesi sono arrivate a 1.658 tonnellate, con un aumento del 57% nell'ultimo mese, ovvero sono cresciute di 604 tonnellate. Le riserve internazionali al 30 giugno ammontano a 3.693 miliardi di dollari, più o meno in linea con i precedenti dati di marzo, ma in discesa di circa 300 miliardi rispetto al massimo storico di un anno fa, giugno 2014, quando erano 3.993 miliardi.

Sul dato riguardante la quantità di oro posseduto dai cinesi è necessario fare due considerazioni.

martes, 24 de febrero de 2015

La Russia verso l’abbandono del dollaro, aumenta le riserve in oro e si libera dei Bond USA

Attilio Folliero, Caracas 24/02/2015

Gli USA stanno conducendo una “guerra” contro la Russia (1). Per il momento, non si tratta di una guerra convenzionale con armi e bombe, ma a colpi di sanzioni, ritorsioni e soprattutto cercando di minare la sua economia alla base. La Russia è il principale produttore mondiale di petrolio (con oltre 10 milioni di barili al giorno) per cui – nei propositi degli USA – un crollo del prezzo del petrolio le avrebbe inferto un colpo mortale, come era successo con la ex Unione Sovietica (2). Gli USA, in alleanza con le monarchie arabe, grandi riserve e grandi produttori di petrolio, hanno fatto crollare i prezzi del petrolio (3); contemporaneamente, assieme ai paesi europei hanno imposto sanzioni ed impedito l’esportazione di prodotti agricoli verso la Russia con la scusa della crisi creata ad hoc in Ucraina. Insomma, gli USA ed i suoi alleati contano di stroncare la Russia, attaccandola políticamente, economicamente e mediaticamente.

miércoles, 24 de diciembre de 2014

Dal massimo storico del Dow Jones all’oro dei russi e dei cinesi

Attilio Folliero, Caracas 24/12/2014

Gli occidentali, statunitensi ed europei, credono ciecamente in Wall Street; anche ieri, il Dow Jones ha fatto segnare l’ennesimo massimo storico a 18.024,17. Sono abituati alle scartoffie. 

Anche quando comprano oro, non comprano oro fisico, il metallo giallo perchè pensano che tenere oro è demodé e ingombrante; preferiscono l’oro di carta, le scartoffie. Certo lo fanno anche per una questione pratica: guadagnare (poco) e via, ovvero speculare nell’immediato. Ma investire nella speculazione, nei titoli future non fa guadagnare tutti; certamente c’è chi guadagna a fronte degli altri che perdono, anche perchè ci sono da pagare le commisioni per poter operare; in definitiva a vincere, a guadagnare è sempre la banca.

Di fatto il mercato dell’oro di carta, il mercato dei contratti “future” ammonta a circa 350 miliardi ´di dollari al mese, mentre il mercato dell’oro fisico, del metallo giallo è inferiroe ai 300 milioni di dollari al mese. Una differenza abissale!

L’oro dei russi

lunes, 17 de noviembre de 2014

Tracollo Italia: Si avvicina il prelievo forzoso sui risparmi degli italiani e non si faranno sconti a nessuno

Attilio Folliero, Caracas 16/11/2014

Pubblicato da vari siti, tra i quali Luogocomune


Da tempo, l’informazione alternativa avverte sui pericoli di una manovra tendente a colpire i risparmi, ossia un prelievo forzoso.

Oggi  a parlarne è perfino “Il Giornale”, che in un suo articolo intitolato “Il prelievo forzoso in banca non farà sconti a nessuno” (1) parla della possibilità di un prelievo forzoso del 10%. La novità di oggi è che questo prelievo non riguarderebbe solo i conti correnti superiori a 100.000 euro, come per esempio attuato a Cipro, ma riguarderebbe tutti i risparmi. Insomma è probabile che a pagare non siano solo i più ricchi ma tutti, anche un povero disgraziato che abbia magari solo 10.000 euro faticosamente risparmiati.


miércoles, 30 de enero de 2013

La intervención en Mali

Attilio Folliero, Caracas 30/01/2013

En estos días estamos viendo otra vez como países occidentales intervienen en un país africano con la excusa de la intervención humanitaria y la lucha al terrorismo. Se trata del Mali y de la intervención francesa, con el apoyo directo o indirecto de los demás países occidentales.

Para entender los acontecimientos en pleno desarrollo y esta nueva intervención humanitaria, es necesario antes que todos analizar la distribución territorial, administrativa y poblacional del Mali y los recursos naturales presentes en el territorio y donde eventualmente se concentran para entender evidentemente si hay algún tipo de interés que justifique una intervención.

Como fuente para analizar la distribución administrativa del Mali hemos consultado documentos del Instituto Nacional de Estadísticas del Mali (1) y de la Presidencia de la Republica del Mali (2).

domingo, 27 de febrero de 2011

La febbre dell’oro in Cina, segnale di una crisi finanziaria mondiale? (Hu Jintao avverte Obama che il dollaro non è eterno)

Attilio Folliero e Cecilia Laya, Caracas 27/02/2011
Aggiornato 08/03/2011 e 22/05/2011 

In Cina sembra proprio che sia scoppiata la febbre dell’oro. Si sa che l’oro è uno dei metalli più rari, e dunque preziosi, esistenti al mondo. Secondo i dati del World Gold Council, il Consiglio Mondiale dell’Oro, sulla terra ci sono 165.000 tonnellate di oro, estratte durante tutto il corso della storia umana; per avere un’idea esatta di quanto sia poca la quantità d’oro esistente, basta dire che tutto l’oro del mondo entrerebbe in una stanza lunga 20 metri, larga sempre 20 metri e profonda ancora 20 metri, ossia un cubo. E’ dunque, la rarità a rendere l’oro un bene tanto prezioso.

Negli ultimi anni, la Cina sta sperimentando una veloce e iperbolica crescita economica, tanto che nel 2010 è diventata la seconda economia del mondo ed entro pochi anni diventerà la prima economia del mondo, sorpassando gli Stati Uniti.

viernes, 1 de octubre de 2010

Il debito pubblico statunitense al massimo storico e l'oro alle stelle

Attilio Folliero e Cecilia Laya, Caracas 01/10/2010

Pubblicato anche da Mario Gangarossa e Il pane e le rose

Obama e Bush
Al 30 settembre, il debito pubblico statunitense ha raggiunto l’ennesimo massimo storico, arrivando a 13.561,62 miliardi di dollari. Barack Obama, dal giorno dell’insediamento, il 20/01/2009 al 30 settembre ha totalizzato 618 giorni di presidenza. In così poco tempo è riuscito a far aumentare il debito pubblico statunitense di 2.934,75 miliardi, ossia esattamente il 60% del debito accumulato dal suo predecessore George Bush nei suoi 2.922 giorni (8 anni) di presidenza. Al ritmo attuale di crescita del debito statunitense di 4,75 miliardi al giorno, entro il novembre del 2011 e quindi in soli 2 anni e 10 mesi di presidenza l’attuale presidente avrà accumulato lo stesso debito di Bush nei suoi 8 anni di governo, ossia 4.899 miliardi.

sábado, 23 de mayo de 2009

La Cina aumenta le riserve auree del 75%

Attilio Folliero, Caracas, 23/05/2009 - Pubblicato anche in Selvas 

Dalla Cina, ulteriori segnali che sta andando verso l’abbandono del dollaro. Nel mese di aprile le riserve auree cinesi sono aumentate del 75%, passando da 600 tonnellate della fine di marzo, a 1.054 tonnellate, con un aumento del 75% (1).

Al di la del dato del forte aumento delle riserve auree va segnalato un altro elemento: negli ultimi dieci anni le riserve cinesi erano cresciute soprattutto in dollari, mentre l’accumulo di oro era rimasto praticamente fermo; alla fine del 1999 aveva riserve auree per 394 tonnellate; nel dicembre del 2001 passano a 500 ed arrivano a 600 nel dicembre del 2002. Da allora, ha smesso di accrescere le riserve auree, dedicandosi ad accumulare dollari.

miércoles, 6 de mayo de 2009

Fino a quando la Cina finanzierà gli USA? (Tito Pulsinelli di Selvas intervista Attilio Folliero)

Tito Pulsinelli, Selvas, 06/05/2009 - Intervista ad Attilio Folliero

Vedasi anche:
- Altri articoli di Selvas
- Altre interviste di Tito Pulsinelli ad Attilio Folliero
- Altre interviste ad Attilio Folliero

Art Martin Iglesias di Selvas
In principio fu che lo Stato non si doveva impicciare delle cose dell'economia, e che il centro di tutto era l'impresa, a favore delle quali doveva essere svenduta ogni proprietà pubblica. Più tardi, sotto l'egida del libero mercato, fu chiaro che il vero centro del tutto erano le Borse e il capitale finanziario.

Dopo il patatrac, si usano con disinvoltura le riserve e le finanze pubbliche per "intervenire", e lo Stato è legittimato a farlo, tirato per la giacca, però solo a favore.. delle banche e del settore finanziario, non per sostenere i consumi o il reddito lavorativi. Non per alimentare la domanda.