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viernes, 15 de julio de 2016

UE: troppi nemici, nessun onore

Tito Pulsinelli, Selvas, 12/07/2016

Che senso ha un "polo europeo" se è passivo e subalterno? 

L'elite britannica è avanti di un decennio rispetto ai yesman che mantengono sotto occupazione le istituzioni sovranazionali europee, concepite dall'origine come risorse appartenenti a Goldman Sachs, Wall Street e Pentagono. A Londra guardano avanti, oltre l'UE, oltre il Regno Unito ed agiscono di già come forza che ha varcato la soglia dell'unipolarismo. Ripartono puntando sulla fortezza finanziaria della City, con le mani libere, consapevoli del suo potere storico. Ha già sottoscritto con la Cina il patto sul nuovo yuan basato sull'oro e sull'economia reale. Cosa per nulla gradita a Washington, che ha inasprito le relazioni bilaterali. Il siluro contro Blair significa distanziamento dal passato più compromettente.

martes, 26 de abril de 2016

UE: Mediocrità di Obama o miseria morale degli USA?

Tito Pulsinelli, Selvas, 25/04/2016


Non son tare personali ma decadenza di un impero. Dare a Cesare quel che è di Cesare.

L'Europa a trazione tedesca è un rimorchio agganciato agli USA, né più né meno. Il prolungato controllo di tutte le utenze telefoniche -istituzionali e private- effettuato alla signora Merkell ha evidentemente sortito effetto. Il tribalismo finanziario che ha forgiato gli USA come sua principale piattaforma territoriale, dispone degli strumenti idonei per trattare la signora Angela come una yeswoman qualsiasi. L'arrogante  Obama in visita sul limes europeo, fa ormai fatica a caricare la croce per smerciare come personale mediocrità quel che è la propria decadenza dell'impero. Dare a Cesare quel che è di Cesare.

viernes, 22 de octubre de 2010

La crisi del Regno Unito

Attilio Folliero e Cecilia Laya, Caracas 22/10/2010

Un paese fortemente impegnato a finanziare il debito pubblico degli Stati Uniti. Un governo che “spreme” i propri cittadini per trovare le risorse da passare agli USA

Qualche mese fa, in un nostro articolo per Selvas intitolato “La crisi bussa alla porta inglese” (1) avevamo preannunciato l’arrivo della crisi in Inghilterra. La crisi è arrivata. Il governo inglese, infatti, ha annunciato tagli record alla spesa pubblica per 83 miliardi di sterline, equivalenti ad oltre 130 miliardi dollari! E’ il più grande taglio alla spesa pubblica dai tempi della seconda guerra mondiale. Questo taglio significa il licenziamento di quasi mezzo milione di impiegati pubblici, tra i quali 20.000 militari inglesi dislocati in Germania.

Migliaia di persone sono scese in strada a protestare, ma ovviamente di ciò non c’è praticamente traccia nei grandi organi di informazione italiani. I principali media italiani stanno censurando le grandi manifestazioni di protesta che stanno avvenendo ovunque in Europa, dalla Francia all’Inghilterra, alla Romania, fino alla Polonia, dove scesi in strada perfino i poliziotti.

domingo, 16 de mayo de 2010

La crisi bussa alla porta inglese

Attilio Folliero, Caracas 16/05/2010

Prima pubblicazione in Selvas Blog

Mappa coloniale inglese
In questi ultimi mesi c’e stato un grande affanno per cercare di salvare la piccola Grecia. Cosa succederà quando si dovrà tentare di salvare non un piccolo paese di circa 11 milioni di abitanti come la Grecia, ma un grande paese di sessanta milioni di abitanti e oltre come il Regno Unito o l’Italia?


Tutto sembra indicare che il prossimo paese ad essere colpito da una grave crisi del debito sarà proprio il Regno Unito. Ma sullo sfondo già si intravede la grave crisi che sta per abbattersi sul più grande paese capitalista del mondo, ovvero gli USA. Se per trovare i 110 miliardi necessari a salvare la piccola Grecia si è dovuta muovere praticamente l’intera Europa, cosa succederà quando sarà necessario trovare somme di denaro dell’ordine delle migliaia di miliardi?