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jueves, 29 de septiembre de 2016

C'è chi la chiama libertà, 8 ore chiuso in fabbrica (di Daniele Reale)

Daniele Reale, La schiavitù del lavoro, 26/09/2016

A questo punto siamo ridotti, confondere la vera libertà con la libertà di scegliere un lavoro e il proprio padrone, roba da far rivoltare sulla tomba tutti i grandi rivoluzionari e libertari del mondo che hanno sacrificato la propria vita con al cuore il pensiero fisso di un mondo nuovo, felice, senza sfruttati e senza sfruttatori.

Ma del resto che ne sanno i giovani oggi degli ideali libertari?
Di cosa significa sacrificarsi per il bene degli altri?

Perché un domani nessuno debba più morire di fame o accettare un lavoro di merda perché perennemente ricattato dall'oscuro concetto del "Se non lavori non mangi?"