domingo, 24 de septiembre de 2017

Antonio Peragine, direttore de "Il Corriere Nazionale" conversa con Attilio Folliero sul Venezuela

Venezuela chiude all’occidente!

Nota di Attilio Folliero. Di seguito riporto la conversazione avuta con Antonio Peragine, direttore del Corriere Nazionale. La pubblicazione qui presentata è leggermente diversa da quella pubblicata dal Corriere Nazionale, in quanto contiene alcune precisazioni sfuggite al momento della conversazione.

CARACAS – Caro Antonio, ti ringrazio per la possibilità che mi dai di parlare del Venezuela. Le sanzioni imposte al Venezuela sono purtroppo le più dure, le più crudeli che siano mai state imposte nella storia. Per esempio, le sanzioni imposte a Saddam Hussein si considerano durissime, ma non arrivarono al livello di quelle imposte al Venezuela oggi. All’Iraq di Saddam Hussein era comunque permesso vendere il petrolio per acquistare medicine. Il Venezuela può continuare a vendere petrolio, agli stessi Stati Uniti, incassa i soldi, ma i conti bancari in dollari sono bloccati, quindi in pratica non può disporre dei propri dollari, non può importare né cibo, né medicine, e non solo dagli USA ma da tutti i paesi. Prima delle durissime sanzioni (emanate lo scorso 25 agosto) già era in atto un blocco commerciale, anche se non dichiarato. Per esempio, il Venezuela comprava grano ad imprese argentine, pagava regolarmente in anticipo, ma le navi cariche di grano in partenza per il Venezuela quando dovevano salpare venivano bloccate!

Addirittura in Venezuela siamo senza soldi, senza banconote! Lo scorso anno, a causa della forte inflazione (tra il 1.000% e 2.000% all’anno), la Banca Centrale del Venezuela ha dovuto introdurre nuove banconote; dalla banconota a più alta denominazione da 100 Bolivares si è passati a quella da 20.000 Bolivares, che doveva entrare in circolazione dal mese di novembre 2016; la banconota a denominazione più bassa doveva essere da 500 Bolivares. Viene incaricata della stampa delle banconote la società Crane Currency (come riporta il Wall Streth Journal), alla quale è affidata la stampa dei dollari USA. Tale società in pratica fa capo alla CIA. Le banconote dovevano arrivare a inizio dicembre, ma dopo l’arrivo di un primo lotto (6 milioni di pezzi da 500 bs e 25 milioni di pezzi da 20.000 bs) l’invio dei seguenti lotti è stato bloccato evidentemente per l’intervento delle autorità statunitensi (CIA). In questo momento in Venezuela non ci sono sufficienti banconote (c’è in media una banconota da 500 Bs ogni 5 abitanti e nemmeno una a testa per la banconota da 20.000). Per avere una idea della situazione è sufficiente dire che un chilo di pane costa oltre 20.000 bs! Le banche stanno erogando al massimo 20.000 bs al giorno a persona, ma solo allo sportello e dopo lunghe file. I bancomat non stanno funzionano.

Anche le medicine scarseggiano e la gente usa, comprandole a caro prezzo perfino le medicine scadute. Tra l’altro, e va denunciato, le case farmaceutiche usano date di scadenza differenti. Una stessa medicina, fabbricata dalla stessa casa farmaceutica se comprata in Italia (o in Europa) prima di tutto costa meno e poi ha una data di scadenza molto più lunga; qua la stessa medicina costa di più e scade molto prima. Per esempio mia moglie deve prendere necessariamente l’Eutirox, prodotto da Merck, farmaco salvavita indispensabile per chi ha subito, appunto come mia moglie, l’asportazione della Tiroide. La medicina portataci dall’Italia da alcuni amici dura 3 o 4 anni e costa circa 2 euro; la stessa medicina venduta in Venezuela, ammesso che si riesca a trovare, dura al massimo due anni e costa almeno il doppio, a fronte di salari enormemente inferiori rispetto alla media italiana. Quindi stanno scarseggiando le medicine. Ammalarsi ormai anche di una malattia facilmente curabile sta diventando insopportabile per qualsiasi persona; avere un cancro, una malattia incurabile significa una enorme sofferenza fino al giorno della morte.

Sull'alimentazione c'è da dire che lo stato consegna mensilmente ad ogni famiglia e direttamente a domicilio un pacco con alimenti, per circa 20 Kg. Non è sufficiente, ma è un grosso aiuto. Gli alimenti vengono messi in una scatola di cartone, ebbene terminate le scatole, non c’era materia prima per la sua fabbricazione; l’invio della materia prima è stato bloccato. Siamo stati quasi due mesi senza ricevere il pacco.

I prezzi dei prodotti ovviamente continuano ad aumentare e gli unici prodotti a cui si riesce ancora ad accedere, comunque con difficoltà, sono quelli alimentari; tutto il resto è incomprabile, ha prezzi altissimi. Un computer, una macchina, un frigorifero, una lavatrice, una cucina, un cellulare, una TV, un pezzo di ricambio di qualsiasi prodotto non si può comprare.

I biglietti aerei poi, oltre ad essere introvabili sono costosissimi e acquistabili solo con carta di credito in dollari/euro. Io sono italiano ho la carta di credito emessa da una banca italiana ma non ho potuto acquistare due biglietti! Dovevo acquistare due biglietti per l'Italia, per me e mia moglie ma il credito era insufficiente.

Per rendersi conto della guerra economica in atto basta consultare proprio i prezzi dei biglietti aerei. Fino al giorno dell'elezione della Assemblea Costituente (31/07/2017), se si cercava di comprare un passaggio aereo per l'Italia, tramite Internet nel sito di una qualsiasi delle poche compagnie aeree che ancora viaggiano in Europa, o non c'erano biglietti disponibili o avevano prezzi altissimi. Subito dopo quella elezione i prezzi sono tornati "normali" (per modo di dire, visto che sono enormemente superiori a qualsiasi altra destinazione nel mondo).

A titolo di esempio riporto lo screenshot della ricerca effettuata nel sito della TAP. Il 31 luglio due biglietti aerei Caracas-Roma, con partenza il 4 agosto costavano ben 6.124,18$, ossia 3.062,09$ per persona. Subito dopo l'elezione, il 2 agosto un biglietto Caracas-Roma con partenza 4 agosto (o qualsiasi altra data successiva) era sceso a 1.953,98$.

Due biglietti Caracas-Roma con TAP, partenza 04/08/2017, costavano 6.124,18$, ossia 3.062,09$ per persona (Ricerca effettuata 31/07/2017 e giorni precedenti)

Un biglietto Caracas-Roma con TAP, partenza 04/08/2017 e successivi, costava 1.953,98$
 (Ricerca effettuata 02/08//07/2017)

Dunque se si effettua un viaggio Caracas-Roma-Caracas (o qualsiasi altra città d'Europa) ha un prezzo molto più alto di un viaggio Roma-Caracas-Roma (o qualsiasi altra città d'Europa), pur effettuato il viaggio con la stessa compagnia e nelle stesse date; unica differenza la città iniziale di partenza. Partire da Caracas comporta un prezzo notevolmente più alto. Chiunque può verificare entrando nel sito della TAP, IBERIA, AirEuropa, AirFrance (ormai le uniche compagnie che viaggiano verso l’Europa da Caracas) oppure nel sito di qualche agenzia online come Edreams. E' la dimostrazione che c'è una chiara volontà da parte delle compagnie aeree che aderiscono alla guerra economica di creare malcontento fra i cittadini residenti in Venezuela, con il fine unico di dare la colpa al Governo.

L’obiettivo delle sanzioni è affamare al popolo e mandare in default il paese. 

Fortunatamente nel mondo non esiste più una sola superpotenza, un solo blocco economico (l’Occidente); esistono i paesi del BRICS, Russia, Cina, India; esiste l’Iran, che per esempio ha automobili che non hanno niente da invidiare ad AUDI, Volkswagen, Ford, Fiat … L’altro giorno è arrivata una nave con 30.000 tonnellate di grano dalla Russia; non è molto perché in pratica 30.000 tonnellate sono 30 milioni di kg, ossia in media un Kg di farina di grano per ogni venezuelano; non è molto ma è una boccata d’ossigeno.

Alla fine, però, le sanzioni si ritorceranno contro gli stessi Stati Uniti. La Colgate per esempio era l’unica multinazionale a produrre dentifricio in Venezuela; mesi fa ha interrotto l'attività, lasciando l’intero paese senza dentifricio e costringendo la gente a pulirsi i denti col bicarbonato di sodio. Fortunatamente adesso si trova dentifricio cinese (due o tre marche differenti) che costa molto meno di colgate ed è migliore perché non contiene fluoro.

Il petrolio è il prodotto più commercializzato al mondo: la Cina è il primo paese importatore ed il Venezuela ha la riserva più grande al mondo, quindi lo vende alla Cina in Yuan. Lo Yuan non è ancora convertibile, ma è solo questione di tempo. Tra l’altro le due banche cinesi più importanti (la Banca della Cina, e ICBC, Banca Industria e Commercio della Cina, la più grande banca del mondo, almeno 3 volte Goldman Sachs per capitalizzazione) hanno aperto le loro filiali in Europa ed entrambe hanno scelto Milano come sede centrale per l’Europa ed offrono già conti in multivaluta (Yuan, Euro e Dollari). Ovviamente la scelta di Milano non è casuale, visto che anche le due squadre di calcio milanesi (Inter e Milan) sono finite ai cinesi. ICBC ha aperto anche la filiale a Roma. Un'altra banca cinese, Bank of Communications, la quinta per importanza, ha aperto la sede italiana a Roma. Infine, sul territorio italiano è presente anche la China Construction Bank.

Il Venezuela, oltre al petrolio ha tante altre risorse: il gas è la seconda riserva del mondo; anche l’oro è sicuramente la riserva più grande del mondo; probabilmente in Venezuela c’è tanto oro quanto tutto l’oro posseduto oggi da tutte le banche centrali del mondo; e poi c’e Uranio, Torio, Coltan, Bauxite e soprattutto acqua dolce. Anche per tutte queste risorse il Venezuela è nel mirino degli Stati Uniti.
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