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jueves, 22 de noviembre de 2007

La manipulacion de "Liberazione" y sus mentiras contra Chavez. Entre los medios mundiales en contra de Hugo Chávez destaca "Liberazione", organo oficial del Partito Italiano de la Rifundacion Comunista

Attilio Folliero, LPG, 22/11/2007 - Actualizado 13/12/2007 e 15/01/2008

La información mundial esta bajo el control de pocas agencias, que difunden la información que le agrada y en la manera que le párese. 

En los últimos meses, como hemos venido demostrando, la información mundial ha venido librando un ataque mezquino y falso hacia Hugo Chávez y el Venezuela. Mentiras, puras mentiras e invento descarado lo que viene difundido en contra de Hugo Chávez. Claramente este ataque se ha incrementado aun mas en los últimos días a raíz del proyecto de reforma constitucional, presentado por Chávez el pasado 15 de agosto.

Nosotros como italianos que somos hemos venido justamente analizando sobre todo la información y la prensa italiana. Diarios como La Stampa, La Repubblica o Corriere della Sera y muchos otros han siempre duramente atacado al presidente venezolano siempre con argumentos falsos y mezquinos.

Quello che la Nocioni non dice ...

Attilio Folliero, Caracas, 22/11/2007

Ancora una volta la Nocioni su Liberazione, per parlare male della Rivoluzione bolivariana.

Subito dopo l’apparizione delle caricature di Enzo Apicella da Caracas a favore della rivoluzione, ecco rispuntare la Nocioni, inviata a Caracas per parlare di Baduel passato all’opposizione. Una coincidenza l’articolo della Nocioni, subito dopo le vignette di Enzo Apicella a favore di Chávez?

In politica non essite l’ingenuità, ossia niente succede per caso, per cui non è sbagliato pensare che la Nocioni sia stata inviata a Caracas, da quella parte del partito della Rifondazione Comunista, di cui Liberazione è l’organo ufficiale, che si oppone fortemente al socialismo ed al progetto socialista di Hugo Chávez.

martes, 20 de noviembre de 2007

Venezuela, Baduel critica Chavez: «Così si tradisce la rivoluzione» (Angela Nocioni)

Angela Nocioni, Liberazione, 20/11/2007

L'eroe della "revolución bonita" contro la riforma costituzionale
Venezuela, Baduel critica Chavez: «Così si tradisce la rivoluzione»

Angela Nocioni. Caracas. Eccolo qui "il cavallo di Troia della rivoluzione". Così lo chiamano nei circoli chavisti gli stessi che fino a ieri lo osannavano come "l'eroe del Venezuela bolivariano". Teso, apparentemente sfinito, il generalissimo Raul Isaías Baduel soppesa le parole: «La rivoluzione sta diventando un progetto di potere senza controlli né contrappesi. Le modifiche alla Costituzione sono un passo molto grave verso l'autoritarismo. Attribuiscono al presidente poteri che sono del popolo». Ha la voce rotta, il generale. «Non abbiamo vissuto per questo. Non abbiamo combattuto per questo - dice - il progetto bolivariano è un sogno di liberazione, non un regime autoritario. La rivoluzione ha tradito se stessa. Questa deriva va fermata. Con metodi pacifici. L'unico strumento utile in mano al popolo è il voto. Chiedo ai venezuelani di partecipare al referendum del 2 dicembre sulla nuova Costituzione e di votare No». Baduel parla con l'amarezza del militare trattatato da traditore. Amico storico del presidente Chávez, ex capo dell'esercito ed ex ministro della difesa, è il primo critico interno di rilievo con cui il presidente venezuelano si trova a fare i conti. Le seconde file del governo gli hanno detto di tutto. Che è un venduto. Una spia. Un servo dell'opposizione. Chávez però fa fatica a liquidarlo in due parole. Baduel è molto amato nelle forze armate, adorato tra i militanti di sinistra nell'esercito. Ed è forse l'unico, nel chavismo, a non vivere della luce riflessa del presidente. segue a pagina 8

sábado, 6 de enero de 2007

La Patria Grande intervista Tito Pulsinelli

La Patria Grande (LPG), 06/01/2007
Pubblicato anche in "La Patria Grande"

Vedasi anche
D’Alema, “Populismo” e Sinistra  sudamericana


Il ministro degli Esteri D’Alema è stato in visita ufficiale in Brasile, Cile e Perù, ricominciando a tessere la trama di una politica estera inchiodata all’unidirezionalità con Washington e Bruxelles, ridotta a pura promozione delle esportazioni. L’Italia era praticamente scomparsa dalla scena latinoamericana, a tutto vantaggio della banca spagnola che è diventata la numero uno in questa latitudine.

Sul quotidiano “Liberazionedel 3 gennaio, Angela Nocioni intervista il ministro D’Alema di ritorno dai tre Paesi sudamericani guidati da governi definiti di sinistra “light”. Lo interroga sulle ragioni dell’esclusione del Venezuela, Argentina e Bolivia, con governi che caratterizza come sinistra radicale.

La Patria Grande entrevista Tito Pulsinelli

La Patria Grande (LPG), 06/01/2007
Pubblicato anche in "La Patria Grande"

Vedasi anche:
D’Alema, “Populismo” e Izquierda suramericana

El ministro de Relaciones Exteriores D’Alema ha estado en visitas oficiales en Brasil, Chile y Perú, recomenzando a tejer una trama de política exterior cimentada en la unidireccionalidad con Washington y Bruselas, reducida a la promoción de las exportaciones. Italia había prácticamente desaparecido de la escena latinoamericana, aventajando a la banca española que se convirtió en la número uno en esas latitudes.

En el diario “Liberazione” del 3 de enero, Angela Nocioni entrevista al ministro D’Alema sobre los tres países latinoamericanos llevados por gobiernos que define como “Light”, y lo interroga sobre las razones de la exclusión de Venezuela, Argentina y Bolivia, con gobiernos que caracteriza como de izquierda radical. LaPatriaGrande.net, preocupada por algunas valoraciones referentes a Venezuela –entre las que se incluye el recurso recurrente al cliché de “populismo”- entrevista a Tito Pulsinelli sobre ciertas afirmaciones superficiales de D’Alema.

miércoles, 3 de enero de 2007

"L'Italia sia ponte col Sudamerica" (Intervista di Angela Nocioni di Liberazione a Massimo D'Alema)

Angela Nocioni, Liberazione, 03/01/2007

Il ministro degli esteri Massimo D'Alema era a Brasiila a Capodanno per l'insediamento di Lula al suo secondo mandato. La settimana scorsa ha incontrato Michelle Bachelet in Cile e oggi è in Perù dove si vedrà con il presidente Alan Garcia.

D. Le tappe del suo viaggio sono nei Paesi della sinistra latinoamericana considerata meno radicale. E' una scelta politica?

R. "La scelta nasce anche da rapporti di simpatia ed amicizia, in particolare con la presidenta Bachelet e con il presidente Lula. In Perù, certamente, c'è l'interesse per il ritorno al governo di Alan Garcia, un esponente storico della sinistra. La visita a Lima ha poi ragioni specifiche: andiamo a firmare un accordo per la riconversione del debito".