Fonte Radio Blackout, 21/10/2015
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Formatosi su Marx, arricchitosi della lezione luxemburghiana e di Amedeo Bordiga, Loren Goldner conduce da diversi decenni, una rigorosa ricognizione sulle trasformazioni del Capitale, rileggendo la nozione marxiana di “Capitale fittizio” alla luce della lunga crisi del dollaro (che per Goldner non inizia solo nel 1973, ma già nel 1958).
In sintesi, la critica di Goldner è che la maggiornaza dei marxisti si limita a leggere il vol. I del Capitale (al massimo l’inizio del vol.II), fermandosi al “sistema chiuso”, in cui compaiono solo capitalisti e proletari, mentre nel III vol. Marx analizza il capitale sotto forma di titoli cartacei (azioni, obbligazioni, titoli di proprietà fondiaria). Questa richhezza, solo nominalmente “fittizia”, pesa come un macigno sul lavoro vivo e sulla riproduzione sociale, abbassando il salario della forza lavoro.
