Mostrando entradas con la etiqueta Dante Lepore. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta Dante Lepore. Mostrar todas las entradas

jueves, 6 de julio de 2017

Inchieste nelle campagne dal Sud al Nord Italia (Anteprima dal Cap. VI del libro "Schiavitù del Terzo Millennio" di Dante Lepore)

Dante Lepore, 01/04/2017 - Fonte: PonSinMor e Facebook

Vedasi
Altri capitoli del Libro "Schiavitù del Terzo Millennio"
- Sito Associazione PonSinMor

Inoltre sul tema dell'agricoltura invito a leggere alcuni articoli di Attilio Folliero (in spagnolo), che parlano di temi e luoghi trattati in questo capitolo: "Los nuevos esclavos en Italia"; La crisis alimentaria en el sistema capitalista"El fin de la Agricultura en Europa".


VI. Inchieste nelle campagne (e non solo) dal Sud al Nord Italia (e non solo) [Anteprima dal cap. VI del libro Schiavitù del Terzo Millennio di Dante Lepore, di prossima pubblicazione]

*Quella che segue è una semplice raccolta di materiale documentario, nei propositi non casuale ma selettiva e senza alcuna pretesa di esaustività, del resto impossibile dove regnano il lavoro nero, quello grigio, la clandestinità, l’irregolarità, nonché il razzismo. Registra casi tanto nascosti che conclamati di schiavitù economica e super-sfruttamento spesso illegali, ma redditizi e tollerati (anche se a volte offuscati nelle definizioni più strampalate).

viernes, 24 de marzo de 2017

Perché le superstizioni sopravvivono a dispetto della scienza (A proposito della Sindone, un articolo di Dante Lepore)

Dante Lepore, PonSinMor, 06/05/2010
NOTA. È importante e utile precisare che il brano che segue è tratto da un libro scritto nel 1999 (*). A sua volta esso fa riferimento a fatti e personaggi di dodici anni prima. Ciò non toglie nulla, anzi aggiunge forza alle sue argomentazioni.

«[…] Basterebbero queste poche considerazioni sulle vicissitudini, un po’ beffarde, di questa antica idea [l’anima], per far luce sulla sua natura materiale. Ma esse non sono sufficienti a sradicare la superstizione, né i rituali macabri connessi, in un’epoca e in un paese del mondo come l’Italia, in cui persino le statue grondano lacrime e sangue! (1)

Basti pensare che un sindaco partenopeo (2), militante di un partito che si denominava “comunista”, si lascia riprendere dalle cineprese nell’atto di baciare l’ampolla contenente una sostanza presentata come la reliquia del sangue di S. Gennaro, offertagli per l’occasione da un cardinale (3in odore di un vizio tanto deprecato dalla chiesa e sinonimo di giudaismo, come l’usura.

domingo, 19 de marzo de 2017

Schiavi né vecchi né nuovi: «iSlaves» o «Schiavi 2.0». Nel regno della schiavitù supertecnologica (Dante Lepore)

Dante Lepore, 18/03/2017 - Estratto in anteprima dal Cap. V del libro "Schiavitù del terzo millennio"

Vedi anche "Italia: si è arrivati a pisciarsi addosso per paura di perdere il lavoro"

Nota di Attilio Folliero, Caracas 19/03/2017. Pubblico in anteprima, col consenso dell'autore, questo estratto del Cap. V del libro "Schiavitù del terzo millennio" per l'enorme importanza e l'attualità che riveste il tema trattato. Io vivo in Venezuela e qualcuno qua pensa che i lavoratori europei, statunitensi, i lavoratori dei paesi altamente sviluppati siano dei privilegiati, con orari di lavoro ridotti, tantissimi giorni di ferie, permessi retribuiti a non finire; pensano che le donne, quando rimangono incinte, abbiano diritto a non si sa bene quanti mesi di permesso retribuito prima e dopo il parto e lo stesso permesso viene esteso anche ai mariti. Insomma il lavoro nei paesi sviluppati è visto come una specie di hobby. Recentemente ho avuto una discussione in Facebook con qualcuno che ha postato tutti i benefici, o meglio i presunti benefici di cui godrebbero i lavoratori italiani. Questo libro interviene a fare chiarezza. Il lavoro salariato è sempre stato duro ed oggi, come mai nella storia, è ancora più duro. Con la caduta progressiva dei saggi di profitto, il capitale non fa altro che aumentare lo sfruttamento del proletariato, con turni di lavoro sempre più massacranti e riducendo e smantellando, col consenso dei politici di turno, quei diritti che i lavoratori avevano ottenuto con anni di dure lotte, scioperi, morti, feriti, denunce e condanne a lunghissime pene detentive.

Cap. V. Schiavi né vecchi né nuovi: «iSlaves» o «Schiavi 2.0». Nel regno della schiavitù supertecnologica 

Confesso che ci ho impiegato un po’ a capire cosa fossero gli «iSlaves» e tutto ciò che è «2.0» o, come pure si scrive, «due punto zero». Poi sono dovuto entrare (virtualmente, s’intende!) in Foxconn e in Amazon… (chiamata pure la …4.0, ma qui mi fermo davvero!) ed ho capito la stupidità di questo linguaggio che, usato dalla propaganda, ancora una volta, evita, finché può, di contrassegnare gli elementi di questa figura sociale dello schiavo degli anni dal 2000.

sábado, 11 de marzo de 2017

Ma l’Oblomovismo è proprio russo? Appunti per una recensione mai pubblicata a Ivan Gončarov, Oblomov (Dante Lepore)

Dante Lepore, 11/03/2017


Quel che colpisce, in questo romanzo, è la sintonia che l’Autore riesce a creare tra il lettore e i suoi personaggi, esattamente tutti i personaggi. E s’intuisce anche bene che questa sintonia è coltivata da un atteggiamento dell’Autore fatto di propensione verso di essi.

Può apparire singolare che non ci sia una predilezione da parte di Gončarov per questo o quel personaggio, ma alla fine, dopo che li hai passati tutti in rassegna, pur nella loro profonda differenza e irripetibilità individuale, non ci sono nette assoluzioni o altrettanto nette condanne e, per lo più, per ognuno c’è sempre un angolo di simpatia. Persino in personaggi tra i più sordidi come il suo servo recalcitrante ma fedele Zachar ci sono espressioni di bonomia che alla fine li rendono simpatici.

jueves, 23 de febrero de 2017

Il nodo storico di 80 anni fa fra Bordiga e Gramsci: il problema della necessità e urgenza del partito rivoluzionario (Dante Lepore)

Dante Lepore, Inchiesta Operaia, Anno II, n. 4, novembre-dicembre 2000Pubblicato anche in Facebook, 16/02/2017


La rottura con il riformismo opportunista e con il centrismo come problema dei tempi

Le tragiche conseguenze della prima guerra imperialistica mondiale sul proletariato europeo accelerano, nel movimento operaio, sia pure in modo faticoso, la coscienza della natura opportunista del riformismo. Nel corso della carneficina della guerra e nell'infocato dopoguerra maturano le condizioni per la storica rottura nel socialismo della II Internazionale e per la nascita dell'Internazionale Comunista.

sábado, 14 de enero de 2017

Lettera di un suicida (Il suicidio di "Pacho" Eduardo Dellagiovanna dovrebbe essere la prima notizia dei TG, ma non lo sarà)

Lettera di Eduardo Dellagiovanna, Brescia 07/01/2017
Fonte: Dante Lepore, 13/01/2017

Pubblico e diffondo questa lettera con profonda tristezza.

Dante Lepore ha scritto: "Ecco la lettera che Pacho (soprannome di Eduardo Dellagiovanna) ha scritto ad alcuni amici e a una radio locale di Brescia. La riporto perché è una forte presa di coscienza su una realtà che sempre più contraddistinge il lavoratore che si indebita nella fase più critica del capitalismo, dell'economia del valore di scambio in agonia. Eppure è elementare: il debito uccide! Il movimento per l'uscita dal capitalismo, dall'economia del mercimonio deve partire da qui, dall'abolizione del valore di scambio e del debito. Altrimenti il capitalismo continuerà a vivere della nostra morte".

Stefano Zecchinelli ha aggiunto "Pacho era un combattente del PRT-ERP, spina dorsale della Giunta Rivoluzionaria Latino-Americana (guevarista) e della Resistenza armata contro la dittatura di Videla. Per questo il dolore della sua morte è doppio ed è una ferita aperta per tutti i comunisti del mondo. Come disse il Comandante Santucho ''il capitalismo è la tomba di ogni speranza di redenzione umana''. Tocca a noi vendicare Pacho seguendo fino in fondo la via della Rivoluzione, la strada che Lenin e Guevara ci hanno indicato".

"ALL’AUTORITA’ LEGALE CHE CORRISPONDA:

domingo, 1 de enero de 2017

Regala o regalati un libro delle Ediizoni PonSinMor

Attilio Folliero, Caracas 01/01/2017
Un libro è sempre un regalo intelligente. Adesso puoi regalare ai tuoi amici, ai tuoi cari, o a te stesso un libro delle Edizioni PonSinMor con lo sconto del 50%. Per acquisti ed informazioni contatta direttamente la casa editrice.

Io consiglio non solo i miei amici ed i miei lettori italiani, ma anche i gestori delle librerie presenti in italia (e librerie all'estero che diffondono libri in italiano) a prendere contatto con la PonSinMor al fine di poter esporre e rivendere nei propri spazi opere sicuramente scomode ed originali pubblicate da questa casa editrice.

cliccare sull'immagine per ingrandire

lunes, 5 de diciembre de 2016

Referendum costituzionale in Italia: Chi ha vinto. Chi ha perso non c'è? (Dante Lepore)

Dante Lepore, 05/12/2016

Ancora una volta han vinto tutti, persino Renzi che dice che ha vinto la democrazia (quella che prima chiamava l'accozzaglia) perché un po' più votanti che agli altri referendum ci sono stati, poi hanno vinto a destra e a sinistra da Salvini a D'Alema, da Berlusconi a SEL al mostricciattolo Brunetta ai pentastellati. Soprattutto hanno vinto tanti giovani senza partito incazzati e delusi e anche un po' spaventati dal governo del chierichetto scoutista allievo di Baden Powell. In definitiva, come in Inghilterra con la Brexit, come in USA con Trump, il NO "sociale" si è fatto sentire ma alla fine a raccoglierne i frutti saranno i sacerdoti della democrazia incancrenita. E lo faranno in modo sempre più spietato contro quei giovani delusi che oggi han votato NO e che nel frattempo cercano lavoro in Germania o ovunque meno che in questa Italia fradicia solo per i lavoratori.

domingo, 27 de noviembre de 2016

La super polizia europea



Da Le nuove coordinate della «guerra tra la gente», in Dante Lepore, Gemeinwesen o Gemeinschaft? Decadenza del capitalismo e regressione sociale, PonSinMor, Gassino Torinese, Febbraio 2011, pp. 47-56

A proposito di super polizia europea nel Grande fratello

[…] Lasciamo ad altri documentare e studiare gli innumerevoli episodi d’insorgenza sociale di questa fine anno 2010 e inizio 2011, attestanti l’insofferenza generalizzata verso questo stato di cose, ora incarognita anche dalla crisi economica. Ci basterà descrivere qualche episodio significativo, in un contesto che denota come la specie umana, pur nella maniera sempre lacerata internamente dagli antagonismi, anziché assuefarsi in una comunità totalmente alienata, si sia già mossa per questo «rintocco funebre» del dominio totalizzante del capitale, in barba a chi, stanco di teorizzare l’«integrazione» di una forza-lavoro (che per definizione è già parte integrante del rapporto capitalistico) ora va immaginando una «de-integrazione», altrettanto paranoica se concepita come semplice fatto economico.

jueves, 13 de octubre de 2016

Il Premio Nobel Dario Fo è morto. Il mio personale ricordo (e quello di Dante Lepore e Roberto Quaglia). Video dell'intervento di Dario Fo alla presentazione a Milano il 16/11/2007 del libro di Roberto Quaglia


Dario Fo con Roberto Quaglia in un foto di Dante Lepore
Oggi è deceduto il Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo

Ho un gradito ricordo di lui. Lo conobbi personalmente nel dicembre del 1985, in occasione di una protesta studentesca all'Università "La Sapienza" di Roma. Io facevo parte di quel movimento studentesco denominato "I ragazzi dell'85", movimento che non è certo passato alla storia. Tale movimento era impegnato contro le riforme dell'allora Ministro della Pubblica Istruzione, la democristiana Franca Falcucci.

Dario Fo stava tenendo uno spettacolo o per meglio dire una sua "lezione magistrale" nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università "La Sapienza". Il "movimento studentesco" propose l'iniziativa di andare a parlare con Dario Fo, per chiedergli di farci intervenire brevemente all'interno del suo spettacolo per spiegare le ragioni della nostra protesta agli studenti lì presenti ed all'opinione pubblica in generale; sapevamo che l'iniziativa poteva essere una importante cassa di risonanza, dato che al suo spettacolo erano presenti i rappresentanti della stampa dei più importanti giornali italiani.

lunes, 10 de octubre de 2016

President Trump? (Loren Goldner)

Loren Goldner, Insurgent Notes, 09/10/2016
It just might happen. What seemed, a year ago, like a laughingstock candidacy is now a plausible winner in the wildest political year (and there is still the forthcoming “October surprise”) since 1968. No matter what happens, the old US party system is broken. Donald Trump is like no major candidate in living memory. Just as one had to reach back to Eugene Debs to find a candidate as seemingly radical as Bernie Sanders, finding a serious precursor to Trump is even more difficult. The quiet eclipse of Sanders in August guaranteed that many of his ex-supporters will stay home or vote for the Green Party. Respectable official society, including a good swath of the Republican establishment and even the normally “apolitical” military, is either in withdrawal or openly supporting Clinton. Generals, diplomats, foreign policy wonks and the New York Times all agree that a Trump presidency will be a disaster. The Financial Times sheds tears over the possible demise of the “internationalist” (read: US-dominated) world order in place since 1945. Such declarations make no difference; if anything, they only add to Trump’s “anti-establishment” credentials and panache.

Trump Presidente? (di Loren Goldner; tradotto in italiano da Dante Lepore)

Loren Goldner, Insurgent Notes, 09/10/2016 (in inglese)
Traduzione all'italiano di Dante Lepore per PonSinMor

Loren Goldner
Vedasi anche:

Potrebbe proprio succedere. Ciò che sembrava, un anno fa, come una candidatura da spettacolo, è ora un vincitore plausibile nell'anno politico più selvaggio dal 1968 (e c'è ancora la prossima "sorpresa di ottobre").

Qualunque cosa accada, il vecchio sistema dei partiti degli Stati Uniti è rotto. Donald Trump non è assimilabile ad alcun candidato presidenziale a memoria d'uomo. Come bisogna risalire all’indietro, esattamente fino a Eugene Debs per trovare un candidato apparentemente radicale come Bernie Sanders, così, trovare un precursore serio di Trump è ancora più difficile. La tranquilla eclissi di Sanders in agosto ha garantito che milioni di suoi ex-tifosi rimarranno a casa o voteranno per il partito dei verdi. La rispettabile società ufficiale, compresa una buona fetta dell'establishment repubblicano e persino i militari normalmente "apolitici", sono in ritirata o apertamente sostengono la Clinton. Generali, diplomatici, esperti di politica estera e il New York Times: tutti d'accordo sul fatto che una presidenza di Trump sarà un disastro. Il Financial Times versa lacrime sull'eventuale scomparsa dell’ordine mondiale "internazionalista" (leggi: dominato dagli USA) in atto dal 1945. Dichiarazioni di questo genere non fanno differenza; se non altro, esse aggiungono soltanto credenziali "anti-establishment" di Trump e stile brioso.

viernes, 26 de agosto de 2016

La classe operaia di Marcinelle non ha nazione (di Dante Lepore)

Dante Lepore, Ponsinmor, 24/08/2016


Cliccare per ingrandire e leggere
Come i caporali De Gasperi e il Vaticano istituirono la prima tratta di schiavi per la riconversione postbellica

Il messaggio elusivo inviato dal presidente della Repubblica Mattarella in occasione del 60° anniversario della tragedia di Marcinelle è riassuntivo di tutti i belati rievocativi degli altri politici italiani: «Sessanta anni fa, egli afferma, l’8 agosto del 1956, lavoratori di dodici diverse nazionalità, tra cui 136 italiani, persero la vita nelle profondità della terra al Bois du Cazier. La tragedia costituì uno dei più sanguinosi incidenti sul lavoro della storia italiana ed europea. Una tragedia assurta a simbolo delle sofferenze, del coraggio e dell’abnegazione dei nostri concittadini che lottavano – attraverso il duro lavoro – per risollevare se stessi e le loro famiglie dalla devastazione del secondo conflitto mondiale».

Giorgia Meloni è stata ancora più originale: «Marcinelle rappresenta un luogo altamente simbolico per la memoria dell’Italia che ci fa riflettere su valori assoluti e irrinunciabili come la nostra identità nazionale».

martes, 2 de agosto de 2016

Dialettica e alienazione in Karl Marx (Recensione di Dante Lepore)

Dante Lepore, Associazione Culturale PonSinMor, Agosto 2010

Recensione a: KARL MARX, L’alienazione, a cura di Marcello Musto, Donzelli ed., Roma, 2010. pp. 125, € 7,00

Vedasi altri lavori di Dante Lepore

Da alcuni anni si riscontra un interesse crescente per le opere di Karl Marx, che ricompaiono nelle librerie di tutto il mondo, accompagnate da una fioritura di studi su questo o quell’aspetto del grande rivoluzionario di Treviri, il quale vede finalmente prospettarsi l’edizione critica della sua opera, mai data sistematicamente alla stampa e lasciata in gran parte, quando era in vita, «alla critica roditrice dei topi».

Questa antologia dell’editore Donzelli ha il pregio di essere curata da uno dei massimi studiosi di Marx, Marcello Musto, impegnato nell’edizione critica integrale delle sue opere. Essa è veramente «essenziale» (come indica il titolo della collana in cui è inserita), divulgativa e agile, ma al contempo rigorosa e aderente all’intero percorso della riflessione marxiana dal 1844 fino alla sua morte.

lunes, 4 de julio de 2016

Da Prato al Bangladesh… di classe (Di Dante Lepore)

Dante Lepore, PonSinMor, 03/07/2016

Vedasi anche

Si piange per un pugno imprenditori del «Made in Bangladesh» uccisi, ma non si fa parola sullo stillicidio di migliaia di schiavi e bambini che muoiono in quel genere di fabbriche.

Dopo la rivolta della «comunità cinese» di Prato, ecco, come per un fatale contrappasso, la strage di imprenditori tessili italiani a Dhaka, capitale del «Made in Bangladesh»! Prato è centro tradizionale dell’industria tessile «Made in Italy», passato in larga parte alla rampante imprenditoria cinese, e dove già un disastroso incendio mortifero, avvenuto lo stesso anno 2013 di quello del Raza Plana in Bangladesh, anch’esso dovuto all’assenza di sicurezza a salvaguardia degli schiavi cinesi che lavoravano e dormivano nei loculi del soppalco di una delle fabbriche-dormitorio del Macrolotto-1, dove se ne contavano almeno 2000, la quasi metà delle 5000 fabbriche «orientali», cosiddette dalla camera di commercio, e addette all’abbigliamento.

sábado, 28 de mayo de 2016

L'emigrazione nell'intervento di Dante Lepore al "Sacco e Vanzetti Memoral Day" del 2013 a Torremaggiore (Video, foto e testo completo dell'intervento)

Attilio Folliero, Caracas 28/05/2016 - Aggiornato 29/05/2016
Foto: Dante Lepore e Associazione "Sacco e Vanzetti"
Il tema dell'emigrazione è di gran attualità. Ma cos'è l'emigrazione? Perché esiste l'emigrazione? Su tale importante argomento, segnaliamo l'intervento di Dante Lepore, scrittore ed editore, che al al "Sacco e Vanzetti Memoral Day" del 2013, a Torremaggiore, ha espresso concetti di somma importanza, ma oggi del tutto trascurati.

Riassumendo, Dante Lepore dice: "Da quando l'uomo esiste, cammina, si sposta sul territorio alla ricerca di cibo, per sopravvivere, per lavorare, per produrre. Se non esistessero gli stati, non esisterebbe neppure l'emigrazione; dunque l'emigrazione, i migranti esistono perché esistono gli stati". 

Di seguito il video dell'intervento di Dante Lepore e al finale (dopo le foto), la trascrizione dell'intero intervento.

miércoles, 10 de febrero de 2016

Giubileo 2016: il mercimonio sulla miseria che avanza. L’immane edificio cattolico è ormai una massa escrementizia, espressione della putrefazione imperialista, che tuttavia immancabilmente galleggia imperterrita.

Dante Lepore, Ponsinmor/Facebook, 10/02/2016

Parto dall’ultima notizia, appena sciorinata da «La Stampa» (1), secondo la quale la Guardia di finanza di Bolzano ha arrestato monsignor Patrizio Benvenuti, alto prelato 64enne di origini argentine, accusato di una truffa da 30 milioni di euro ai danni di quasi 300 persone, prevalentemente residenti all'estero, per lo più in età avanzata. Benvenuti è stato bloccato a Genova, da dove stava partendo per le Canarie. I devoti beoti versavano i propri soldi al sacerdote, destinati alla sua fondazione umanitaria Kepha, che finivano però in un articolato meccanismo di riciclaggio tra persone, società estere e italiane.

miércoles, 3 de febrero de 2016

QUESTIONE PALESTINESE E INTERNAZIONALISMO PROLETARIO

Dante Lepore, Inchiesta Operaia, II, n. 4, Novembre-dicembre 2000

Pubblichiamo questo interessante articolo di sedici anni fa sulla questione palestinese. Vedasi anche: Evoluzione della mappa della Palestina

Gli accordi di Oslo di 7 anni fa (*) avrebbero dovuto avviare un "processo di pace" in Medio Oriente, con la costituzione di uno Stato sovrano palestinese. Di fatto, però, la sistematica installazione di coloni ebrei a Gerusalemme, nei territori palestinesi occupati in Cisgiordania e nella striscia di Gaza, non si è mai arrestata. Si verifica dunque un'annessione di fatto tendente a rafforzarsi giuridicamente e a consolidarsi militarmente al punto che la Cisgiordania si è trasformata in un puzzle di 9 enclave nelle quali la così detta Autorità di Arafat è paradossalmente infeudata ai governi d'Israele contro lo stesso popolo palestinese. Gli interessi delle frange di coloni ebrei, che si esprimono politicamente come forze di estrema destra sionista, condizionano il parlamento (la Knesset) e tutti i governi israeliani, da quello del massacratore di Sabra e Chatila Sharon a quelli di Rabin, di Netanyahu, di Barak.