Negli ultimi decenni dell'Ottocento la superiorità della teoria di Marx sulle altre forme di socialismo fu dimostrata, ma rimasero residui di concezioni precedenti, persino tra i bolscevichi, e costrinsero Lenin a polemici chiarimenti.
Risaliva ai proudhoniani la sottovalutazione della politica, soprattutto quella estera, e la tendenza a mettere sullo stesso piano tutte le potenze, grandi e piccole, ugualmente pericolose, secondo loro, per il proletariato.
I lassalliani erano fermi all'idea che i non proletari costituissero un'unica massa reazionaria, e quindi sull'impossibilità di trovare "compagni di strada" tra la piccola borghesia e i contadini.