Mostrando entradas con la etiqueta Michele G. Basso. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta Michele G. Basso. Mostrar todas las entradas

jueves, 31 de agosto de 2017

Non è Maduro (Alcune precisazioni elementari di Michele G. Basso)

Michele G. Basso, Fonte: Pagina Facebook di Michele G. Basso


Non è Maduro

L'isterismo di massa porta a vedere nella situazione del Venezuela il problema più grande. Il paese, è vero, non è socialista, come dice la propaganda, anzi la produzione, basata soprattutto sul petrolio, è in gran parte quella tipica delle semicolonia. Ma non è Maduro che minaccia il mondo.

Non è Maduro che parla pubblicamente ogni giorno di sferrare il primo colpo atomico contro Russia e Cina, ripetendo su scale immensamente più grande, l'orribile crimine di Hiroshima e Nagasaki.

L’imperialismo, le grandi potenze e i paesi minori (Michele G. Basso)

Michele G. Basso, 19/08/2017 - Fonte: Facebook e Il pane e le rose

Altri interventi di Michele G. Basso

Negli ultimi decenni dell'Ottocento la superiorità della teoria di Marx sulle altre forme di socialismo fu dimostrata, ma rimasero residui di concezioni precedenti, persino tra i bolscevichi, e costrinsero Lenin a polemici chiarimenti.

Risaliva ai proudhoniani la sottovalutazione della politica, soprattutto quella estera, e la tendenza a mettere sullo stesso piano tutte le potenze, grandi e piccole, ugualmente pericolose, secondo loro, per il proletariato.

I lassalliani erano fermi all'idea che i non proletari costituissero un'unica massa reazionaria, e quindi sull'impossibilità di trovare "compagni di strada" tra la piccola borghesia e i contadini.

miércoles, 4 de enero de 2017

Le radici della guerra (Michele G. Basso)

Michele G. Basso, Sotto le bandiere del marxismo, 26 dicembre 2012

C'est l'argent qui fait la guerre

Il motto francese è molto più realistico di quanto si creda.

La guerra odierna non è frutto della malvagità della natura umana, di motivazioni psicanalitiche, di darwiniane selezioni.

L'aggressività naturale può spiegare una scazzottata tra due giovani per una ragazza, o anche una coltellata tra vicini, non  certo la metodica devastazione e il continuo assedio alle popolazioni civili. Tanto meno il vile, freddo e criminale utilizzo dei droni, che presentano le vittime come bersagli virtuali, da colpire a migliaia di chilometri di distanza. La guerra d'oggi è un frutto raffinato della “civiltà”, è un prodotto totalmente artificiale.

viernes, 29 de enero de 2016

Un appello etico non eretico agli intellettuali

Dante Lepore, Ponsinmor, 14/02/2009


Un interessante articolo (del 2009, ma attuale) sulla faccenda Olocausto. Si tratta di una polemica verso un Appello agli intellettuali lanciato dallo storico Angelo d'Orsi. In calce si riporta anche un intervento di Michele Basso, con relativa successiva risposta dell'autore. La vignetta a lato utilizata per illustrare questo articolo è stata scelta dal titolare del blog e riguarda una polemica opera di Enzo Apicella, per la quale ricevette critiche feroci da sionisti di tutto il mondo e perfino minacce di morte.

L’appello di Angelo D’Orsi agli intellettuali, affinché rompano «il silenzio» sul tentativo «genocidario» sionista nella guerra a Gaza è fatto in nome della «verità» e della «giustizia» ed è rivolto, come spiega nell’articolo del 23.01.09 riportato da Sotto le bandiere del marxismo, a coloro che appunto credono nella verità e nella giustizia (gli intellettuali, i chierici) ed hanno per questo il dovere di non tacere e di «trasmettere e suscitare la volontà di capire e di sapere».