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lunes, 28 de agosto de 2017

Dal Venezuela (Intervista al professor Attilio Folliero a cura di Stefano Zecchinelli)

Stefano Zecchinelli, L'Interferenza, 24 agosto 2017
Intervista al professor Attilio Folliero a cura di Stefano Zecchinelli

Professor Folliero, prima di tutto le chiedo di descriverci le caratteristiche, politiche e sociopolitiche, della destra venezuelana. Il paragone col neofascismo europeo è corretto?

La destra venezolana si caratterizza per una forte componente fascista. Il fascismo è l’azione política di una classe violenta che si fa strada all’interno della società nei momenti di crisi, come appunto sta succedendo in Venezuela. Quando la classe borghese, la classe dominante, temendo una rivoluzione del proletariato, appoggia gruppi dell’estrema destra, la cui funzione è in definitiva salvaguardare l’ordine sociale esistente. Certamente è corretto un paragone col neofascismo europeo, che non si differenzia troppo dal fascismo classico, dal fascismo sorto nel ventesimo secolo, dopo la I Guerra mondiale.

jueves, 10 de marzo de 2016

Chiesa e capitale pianificano la sterilità programmata nelle prossime generazioni

Sergio Martella, L'Interferenza, 10/03/2016

Vedasi anche:

Il modello di “sacra famiglia” proposto dalla chiesa è senza padre, senza madre, senza sesso, e il figlio nasce per immacolata fecondazione. Nulla di più compatibile con le coppie di fatto. Nulla di più incompatibile con la coppia genitoriale. Impossibile negarlo!

Si aggiunga poi che la gran parte dei preti è omosessuale (e di certo non a caso!), mentre nella restante parte molti sono i pedofili; si ha ben chiaro quindi il carattere perverso dell’intera campagna di medicalizzazione sulla riproduzione umana sostenuta da tutti gli enti mediatici e politici del creazionismo imperialista, il quale affida proprio alla chiesa (sic!) il falso compito di gestire l’opinione pubblica che si oppone ai programmi di medicalizzazione dell’utero e di abolizione delle differenze sessuali.

martes, 8 de marzo de 2016

La farsa dell’8 marzo

Fabrizio Marchi, L'Interferenza, 07/03/2016

Da molto tempo la festa dell’8 marzo è diventata come il Natale (anzi, peggio), ricorrenza religiosa ridotta per lo più a kermesse consumistica. La sola differenza fra le due consiste nel fatto che a Natale si compra il panettone mentre l’8 marzo si comprano le mimose.  Altro non c’è.

Anzi c’è. Il 25 dicembre di duemilasedici anni fa pare che sia nato Gesù Cristo ma non ne siamo sicuri. Mentre,  e a quanto pare ormai ne siamo certi, per lo meno stando alle ricerche di  due storiche femministe, Tilde Capomazza e Marisa Ombra (a cui tributiamo onore e rispetto perché non è da tutti/e un simile tasso di onestà intellettuale) che hanno scritto un libro dal titolo “Storie, miti e riti della giornata internazionale della donna” (nuova edizione Jacobelli), sembra proprio che la ricorrenza dell’8 marzo, data scelta per la Festa internazionale della Donna, sia stata costruita su una bufala, su un falso storico.