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martes, 26 de septiembre de 2017

I palestinesi ricordano Sabra e Chatila

Maurizio Musolino, Nena News, 18/09/2015 (*) 
Via Voci dalla Strada, 25/09/2017

Sono trascorsi 35 (*) anni dal massacro nel campo profughi di Beirut, dove le condizioni di vita restano inumane e sono aggravate dall'arrivo di tanti rifugiati dalla Siria. Una storia di persecuzioni e di fuga che si ripete.

Beirut – Sono passati trentacinque anni da quei drammatici giorni del settembre dell'82, quando le falangi fasciste, con la complicità dell'esercito israeliano, fecero strage di palestinesi nei campi di Sabra e Chatila. Anni che non hanno cancellato il dolore e la rabbia nel vedere i carnefici di allora restare impuniti. Non dimenticare Sabra e Chatila significa non dimenticare le tante stragi compiute in questa regione negli ultimi decenni, significa non dimenticare Deir Yassin, Jenin, Bourj Shamaly, Gaza… un elenco lunghissimo. Non dimenticare quella strage, significa però, innanzitutto, non dimenticare i vivi, i rifugiati palestinesi che continuano a vivere in condizioni inumane dentro campi che sono ora prigioni e ora formicai indescrivibili.

sábado, 8 de julio de 2017

Siria y Venezuela, similitudes que forjan peligros e interrogantes (Sergio Rodríguez Gelfenstein)


A quien le interese el tema y tenga tiempo para investigarlo le recomiendo que lea los medios de comunicación serios y decentes que todavía quedaban en enero de 2011 cuando comenzó la llamada “primavera árabe”. Casualmente yo estaba en Argelia, invitado por la Academia Diplomática de ese país para dictar unas conferencias sobre América Latina, de manera que pude vivir el fenómeno en su nacimiento, sobre todo porque me encontré con un diputado colombiano que estaba en Argel y debía viajar a Túnez justo ese día 14 de enero cuando el autoritario presidente de ese país, Abidine Ben Ali dimitió. Le aconsejamos al parlamentario del país vecino que interrumpiera su travesía y regresara a Bogotá, ante el riesgo, posteriormente comprobado que significaba el inicio de las revueltas.

domingo, 7 de mayo de 2017

TeleSUR's exclusive interview with Syrian President Bashar al-Assad (English)

Full Transcript of teleSUR's Exclusive Interview with Syrian President Assad, Telesur, 27/04/2017



TeleSUR (TS): Mr. President, thank you for receiving us.
President Bashar al-Assad (BA): I welcome you and teleSUR TV in Syria. You are welcome.
TS: Let’s start directly with the latest developments. Russia has warned that there might be other alleged chemical attacks. What are the precautionary measures that Syria has taken in order to prevent that?

sábado, 6 de mayo de 2017

Entrevista especial de Telsur con el presidente de Siria, Bashar Al-Assad (Video en español)

Rolando Segura, Telesur, 27/04/2017
Entrevista con Bashar Al-Assad en español

Interview with Syrian President Bashar al-Assad (English)


Al Assad: nosotros continuamos luchando contra los terroristas

El mandatario sirio expresó que generalmente el sentimiento en Siria es de preocupación por el futuro, "más que miedo por nosotros mismos, y la prueba es que los proyectiles de mortero caen en cualquier lugar, entran en cualquier casa, pero la vida sigue en Siria".

En entrevista exclusiva para teleSUR el presidente de Siria, Bashar Al-Assad, aseguró que su Gobierno no posee armas químicas y enfatizó que su país ha extendido una invitación a la Organización para la Prohibición de las Armas Químicas (OPAQ) para que investigue lo sucedido el pasado 7 de abril en la provincia de Idlib.

domingo, 16 de abril de 2017

Comunicato della Rete No War, della Lista No NATO e ISM-Italia sui pericoli di guerra incombenti

Comunicato Rete No War, Lista No NATO e ISM-Italia, 09/04/2017


Le dichiarazioni della rappresentante degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, secondo cui gli USA potrebbero scatenare un intervento militare diretto in Siria anche senza l'autorizzazione dell'ONU, le analoghe dichiarazioni bellicose della UE e della NATO, le minacce al Presidente siriano Assad di Israele e Turchia, prefigurano un drammatico scenario di guerra ed allontanano ogni soluzione alla crisi siriana e Medio Orientale.

Già nel 2013, in occasione di un presunto attacco chimico dell'Esercito Siriano alla periferia di Damasco, rivelatosi poi una  provocazione  organizzata dai gruppi terroristi in difficoltà per causare un intervento armato degli USA a loro favore, si sfiorò una guerra aperta con il coinvolgimento di varie potenze. Il precipitare della crisi fu evitato da un oculato intervento della diplomazia russa. Pur incolpevole, la Siria accettò di eliminare per intero tutto il suo arsenale di sostanze e armi chimiche.

domingo, 26 de marzo de 2017

Deir ez Zor, Siria. Un nome che dovrebbe far vergognare tutto l’Occidente

A cura di Enrico Vigna, Saker Italia, 14 marzo 2017

Una catastrofe umanitaria nascosta, la complicità verso una tragedia ignobile

Padre Elias Janji, prete armeno cattolico siriano sui mezzi di informazione occidentali: “I media europei ci hanno tradito, non dicono la verità”.

Deir ez Zor o Deir Ezzor, una città nel governatorato omonimo della Siria orientale, era la settima più grande città del Paese; situata a circa 450 km da Damasco, situata sulle rive del fiume Eufrate, aveva circa 215.000 residenti. La maggioranza dei suoi abitanti è formata da arabi musulmani, oltre a una forte e radicata comunità armena siriana; a Deir ez Zor convivevano tutti insieme sunniti, assiri siriaci, arabi e kurdi e cristiani.

Siria resiste (Video)

Marinella Correggia, 21/03/2017



¡A mirarnos en el espejo de Siria! (Carlos E. Lippo)

Carlos E. Lippo, Ensartaos 25/03/2017


Como es sabido por muchos, Siria es un pequeño país localizado en el Medio Oriente que tiene como límites: Turquía al norte; Iraq al este; Jordania al sur y el Mar Mediterráneo, Líbano e Israel, al oeste. Siria advino a su independencia de manos de Francia en 1946, pero no fue sino hasta 1963 que adoptó su actual sistema de gobierno republicano. Su Constitución define su modelo político como una República Democrática, Popular y Socialista.

domingo, 19 de febrero de 2017

Senza prove, Amnesty International continua a condannare la Siria (Marinella Correggia)

Marinella Correggia, 16/02/2017

Vedasi anche:
- Altri articoli riguardanti "I mercenari dei diritti umani"
- Altri articoli riguardanti la guerra in Siria
- Altri articoli di Marinella Correggia

Nota di Attilio Folliero: Molte ONG, Organizzazioni Non Governative, organizzazioni umanitarie e pseudo umanitarie che fanno finta di difendere i diritti umani, o l'ambiente, o fingono di lottare contro questa e quella ingiustizia sono al servizio della classe dominante, del sistema. Nei loro "rapporti" documentano o inventano violazioni dei diritti umani ed ingiustizie dove fa comodo. Nulla dicono per esempio delle violazioni dei diritti umani commessi dall'imperialismo statunitense, delle loro invasioni, dei colpi di stato, degli eccedi e di ogni sorta di violazione. Loro guardano solo in certe direzioni e trovano, spesso inventando, violazioni che fanno comodo a chi li finanzia. Cosa ci si può aspettare da Amnesty International e dal suo leader guerrafondaio, Zbigniew Brzezinski? Solamente accuse e violazioni di quei governanti che danno fastidio ai loro burattinai. Ogni tanto ci siamo occupati anche noi di queste organizzazioni pseudoumanitarie e dei suoi leader che abbiamo definito "Mercenari dei diritti umani": Amnesty InternationalHuman Rights WatchReporteros sin FronterasAVAAZ, Greenpeace ed altre.

Amnesty International, la nota, grande e ricca organizzazione internazionale per i diritti umani, è infallibile come il papa? I suoi rapporti sono verità anche quando non hanno alcuna prova a supportarli? Se Amnesty fa una denuncia contro le carceri siriane dobbiamo crederle anche se perfino un oppositore rifugiato all’estero risponde punto per punto all’organizzazione smontandone metodologia, procedure e verosimiglianza dei fatti riferiti?

Sin pruebas Amnistía Internacional sigue condenando a Siria (Marinella Correggia)

Marinella Correggia, Sibialiria, 16/02/2017

Ver tambien:

- Lo stesso articolo in Italiano
- Otros articulos sobre "Los mercenarios de los derechos humanos"
- Otros articulos relacionados con la guerra en Siria
- Otros articulos de Marinella Correggia

Nota de Attilio Folliero: Muchas ONG, Organizaciones No Gubernamentales, organizaciones humanitarias y pseudo humanitarias que dicen defender los derechos humanos, el ambiente y luchar contras las injusticias; en realidad muchas de estas ONG están al servicio de la clase dominante. En sus relaciones, donde documentan violaciones a menudo inventan cada tipo de violación e injusticia para justificar alguna “intervención humanitaria”. Nada dicen en relación a las violaciones de los derechos humanos por parte del imperialismo estadounidense, nada por los atropellos, invasiones y golpe de estado cometido por Los Estados Unidos. Ellos miran solamente en algunas direcciones y encuentran, a menudo inventando, violaciones que convienen a sus amos. ¿Qué podemos esperar, por ejemplo de Amnesty International y de su líder belicista, Zbigniew Brzezinski? De veces en cuando nos hemos ocupado de estas organizaciones pseudo humanitarias y de sus líderes que hemos definido “los mercenarios de los derechos humanos”: Amnesty International, Human Rights Watch, Reporteros sin Fronteras, AVAAZ, Greenpeace y otras.

¿La conocida, grande y rica organización para los derechos humanos  Amnistía Internacional es infalible como el papa? ¿Sus informes son verdad aun cuando no haya prueba que los apoye? ¿Si Amnistía hace una denuncia debemos creerle aunque se vea de lejos que se trata de informaciones contradictorias y no fidedignas?

miércoles, 11 de enero de 2017

Vana autoassoluzione di Obama (Tito Pulsinelli)

Tito Pulsinelli, Selvas, 11/01/2017

Barack Hussein Obama si congeda con una lezione generica di "democrazia", recitando la parte di un grande statista che lascia un Paese che scoppia di salute e stabilità. Davvero? La cosa è possibile solo con un abbondante abuso di retorica, facendo ricorso alla demagogia riguardante i miti fondativi. Esimendosi dal vincolare a fatti concreti il generoso e interessato bilancio di otto anni grigi.

BHO si pavoneggia come un ardito dei diritti umani, proprio lui che era impegnato a bombardare -simultaneamente- ben sette nazioni, forse per superare G.W.Bush in materia bellica. Proprio lui che ogni martedi firmava la lista delle esecuzioni extra-giudiziarie via drone. Il premio Nobel della pace non ha lesinato sforzi nelle arti marziali, distinguendosi in guerre non vinte, nè perse, però ad alta distruttività per la popolazione civile, l'economia e le strutture di sette Paesi.

lunes, 2 de enero de 2017

La destruction d'Alep et la barbarie du monde capitaliste

Alep agonise sous les bombes. Depuis plusieurs mois, les habitants de cette ville grande comme Marseille sont pilonnés par l’armée syrienne soutenue par la Russie. « Les rues sont pleines de gens sous les décombres. Ils meurent parce qu’on ne peut pas les sortir de là », expliquent les secouristes. Même les hôpitaux sont pris pour cible, tandis que l’armée reprend rue par rue les quartiers qui lui échappaient encore.

Les grandes puissances se renvoient la balle. Le rôle de la Russie est certes révoltant ; et que penser de politiciens comme Le Pen ou Fillon qui font l’éloge de Poutine ! Mais Hollande et Obama sont bien mal placés pour s’indigner et crier aux crimes contre l’humanité. Car les grandes puissances ont une responsabilité écrasante dans l’évolution qui a conduit à la situation actuelle.

martes, 27 de diciembre de 2016

Arcivescovo di Aleppo: "Sulla Siria i media internazionali calpestano la verità" (Video)

Fonte: Pandora Tv YouTube, 09/10/2016 - Via Mario Rossi Network

Di fronte alla commissione esteri del senato l'Arcivescovo maronita di Aleppo, Joseph Tobji, ha sconfessato completamente la narrazione dei media mainstream: "In Siria non c'è alcuna guerra civile".

Vedasi il video del suo intervento.

¡Los mass media nos mienten sobre Siria!

Fuente: YouTube, 24/12/2016



La Battaglia di Aleppo: un doveroso chiarimento (Stefano Zecchinelli)

Stefano Zecchinelli, L'Interferenza, 20/12/2016

Il giornalista israeliano Gideon Levy, che svolge un importante ruolo d’informazione sui crimini israeliani nei territori occupati della Palestina, nel suo ultimo articolo intitolato “Gli ipocriti piangono Aleppo” ha, quanto meno, travisato le ragioni della destabilizzazione – proveniente dall’esterno – della Siria baathista. L’articolo di Levy ha diversi punti deboli che è bene criticare citando numerose fonti.

Ecco cosa scrive il bravo (e da me più volte apprezzato) giornalista israeliano: ‘’Gli israeliani sono divisi sulla Siria... Arabi che uccidono arabi è sempre una buona notizia per loro. Non solo per il piacere che siano uccisi arabi, ma perché questo dimostra il vero volto dei nostri nemici. Guarda mondo  con chi  abbiamo a che fare. Con quali animali. Questo è ciò che sarebbe accaduto a Israele se si fosse ritirato  dalle alture del Golan. Questo è ciò che sarebbe accaduto a Israele se si fosse ritirato dalla Cisgiordania. Questo  è ciò che accadrà se si ritira da Amona. Aleppo serve a sminuire gli orrori della occupazione’’ (1).

sábado, 17 de diciembre de 2016

Su Aleppo (Lettera aperta di Marinella Correggia a Corrado Formigli, Piazza pulita, La 7)

Marinella Correggia, Torri in Sabina (Ri), 16/12/2016 


Dr Nabil Antaki, Aleppo, Siria
Gentile Formigli,
l’attenzione alle fonti e alle “prove” delle notizie è fondamentale, soprattutto nelle guerre, dove la prima vittima è la verità. Menzogne e notizie non verificate hanno provocato o alimentato tragici conflitti. Ma mi focalizzo su Aleppo, v. Piazza pulita del 15 dicembre 2016.

Sulle immagini da voi mostrate: le immagini mostrano esponenti del corpo dei “White Helmets” mentre soccorrono persone estratte dalle macerie. Quali le fonti? Fonti di parte: “attivisti” locali dell’opposizione. Dove sono state girate? Quando? Non si sa. Qual è stata la causa del crollo, erano forse scudi umani (come denunciato da più parti e dagli stessi abitanti una volta usciti da Aleppo Est) che l’opposizione armata tratteneva, nelle migliori tradizioni dei terroristi di tutto il mondo? Chi ha bombardato? In quali circostanze?

miércoles, 18 de noviembre de 2015

Francia consegnò fucili d'assalto ai terroristi

Selvas, 17/11/2015

Un tweet del ministro Laurent Fabius del 14 agosto 2014! "Sono armi sofisticate, saranno consegnate nelle prossime ore", twuittava il massimo esponente della politica estera dell'Eliseo.

I beneficiati della generosa donazione erano terroristi "moderati" o radicali? Il minimo che si possa dire oggi, è che si è trattato di una scelta infelice, dettata da una politica errata o contraddittoria. 

martes, 6 de octubre de 2015

¿Qué está ocurriendo en Oriente Medio?

Jose Luis Camacho/Mundo Desconocido, 06/10/2015

In italiano, vedasi anche:
La opinión de José Luis Camacho sobre los acontecimientos en Siria y Oriente Medio

La situación en esta parte del mundo está al rojo vivo, gran parte de los acontecimientos que en un futuro cercano se suceda a nivel mundial, saldrán del irresoluble problema que aparentemente se ha planteado en la zona.

En el siguiente videoprograma, os contamos nuestra versión de lo que posiblemente esté ocurriendo en como telón de fondo en un mundo donde la verdad difícilmente se abre paso en la densa mentira, que como ya sabemos, en las guerras la primera víctima es la verdad.

lunes, 14 de septiembre de 2015

Comunicado de la Red No War: Dos días en Plaza Montecitorio por Siria y Yemén

Publicamos el Comunicato que nos ha enviado la "RED No WAR" de Italia

Red No War promueve en Roma el 15 y 16 de septiembre, de las 3 a las 9 de la noche, una sentada frente al Parlamento italiano.

Italia tiene que disociarse de la nefasta política de guerra en Siria y Yemén

PEDIMOS


Que Italia se compromita para que se acabe con las sanciones de la Unión Europea contra el pueblo sirio, ya arrasado por más de 4 años de guerra fomentada desde el exterior. Y para que se restablezcan las relaciones diplomáticas con la Siria, de acuerdo con una interrogación parlamentaria de julio 2015, todavía sin respuesta;

jueves, 3 de septiembre de 2015

Emilio Lambiase recuerda el amistoso encuentro con Khaled al Asaad

Attilio Folliero, Caracas 03/09/2015
Foto: Cortesia Emilio Lambiase

En relación a Khaled al Asaad véase: 

Véase también:

Khaled al Asaad de 82 años era el director del Museo Arqueologo de Palmira en Siria. El 18 de agosto fue bárbaramente asesinato por los terroristas del Estado Islámico (EI); Khaled al Asaad fue degollado con un cuchillo ante la mirada de decenas de personas, luego de haber pasado un mes de cautiverio en manos de los extremistas. Enfin, su cadáver fue colgado en una antigua columna.

Emilio Lambiase, presidente de ANROS Italia y héroe nacional cubano tuvo la ocasión de encontrar Khaled al Asaad el 13 de agosto de 2001, durante su viaje en bicicleta de Damasco a Bagdad. Lambiase, campeón en el deporte de la bicicleta (con varios record mundial) y campeón de la solidaridad, emprendió en 2001 este viaje hacia Bagdad para denunciar la agresión imperialista estadounidense y occidental contra el Iraq.