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martes, 11 de octubre de 2016

Il massacro del capitalismo: un morto ogni 3 minuti e mezzo sul lavoro. Così ricordiamo Marcinelle (Quei 6.000 morti al giorno sul lavoro di cui nessuno parla...)

Fonte: Contromaelstrom, 08/08/2016 - Via La schiavitù del lavoro

Vedasi anche:

Il maggior numero di assassini nel mondo vengono provocati dal lavoro capitalista: 2 milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici vengono uccisi ogni anno dallo sfruttamento capitalista; circa 6.000 al giorno.

È questa la guerra più sanguinosa che dobbiamo fermare ad ogni costo.

E’ da questa contraddizione capitale/lavoro che generano la gran parte delle altre guerre. Un grande numero di queste morti sono lavoratori/trici immigrati/e.

Come è successo Sessanta anni fa a Marcinelle, qul maledetto 8 agosto 1956, in una miniera di carbone in Belgio a 975 metri di profondità, senza un sistema antincendio.

viernes, 26 de agosto de 2016

La classe operaia di Marcinelle non ha nazione (di Dante Lepore)

Dante Lepore, Ponsinmor, 24/08/2016


Cliccare per ingrandire e leggere
Come i caporali De Gasperi e il Vaticano istituirono la prima tratta di schiavi per la riconversione postbellica

Il messaggio elusivo inviato dal presidente della Repubblica Mattarella in occasione del 60° anniversario della tragedia di Marcinelle è riassuntivo di tutti i belati rievocativi degli altri politici italiani: «Sessanta anni fa, egli afferma, l’8 agosto del 1956, lavoratori di dodici diverse nazionalità, tra cui 136 italiani, persero la vita nelle profondità della terra al Bois du Cazier. La tragedia costituì uno dei più sanguinosi incidenti sul lavoro della storia italiana ed europea. Una tragedia assurta a simbolo delle sofferenze, del coraggio e dell’abnegazione dei nostri concittadini che lottavano – attraverso il duro lavoro – per risollevare se stessi e le loro famiglie dalla devastazione del secondo conflitto mondiale».

Giorgia Meloni è stata ancora più originale: «Marcinelle rappresenta un luogo altamente simbolico per la memoria dell’Italia che ci fa riflettere su valori assoluti e irrinunciabili come la nostra identità nazionale».