Mostrando entradas con la etiqueta Crisi economica. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta Crisi economica. Mostrar todas las entradas

sábado, 4 de febrero de 2017

Italia: In arrivo patrimoniale forzosa su immobili e conti correnti. Salasso da 400 miliardi (Roberto Casalena)

Roberto Casalena, 03/02/2017 - Fonte: L'Economico - Via Il Sapere è potere

Invito a leggere anche i seguenti articoli di Attilio Folliero:

La Troika  (Bce, Fmi, e UE) è in arrivo, spinge l’Italia al varo di una cruenta patrimoniale rispettivamente del 15% e del 10% su immobili, c/c, e sulle attività finanziarie. 

Apripista è stata Cipro, a ruota Grecia, Portogallo e Spagna. Ora sembra scoccare l’ora X anche per l’Italia, del salasso finale. Bruxelles ha chiesto di correggere i conti per 3,4 miliardi di euro, lo 0,4% del Pil, siamo all’aperitivo, una manovrina da varare entro Aprile, al di là delle dichiarazioni di facciata di Padoan e del premier Gentiloni.

martes, 1 de marzo de 2016

La guerra è alle porte (Video con l'intervento di Marinella Correggia)

Il 23 ottobre del 2015 presso la Camera del Lavoro di Milano si è svolta una iniziativa contro la NATO e le esercitazioni Trident che in quel periodo si stavano svolgendo nel sud Europa, soprattutto in Italia.

Ripropongo il video dell'intervento di Marinella Correggia perché il pericolo di una guerra, in cui è coinvolta l'italia ed il territorio italiano, è sempre più concerto.

lunes, 16 de noviembre de 2015

L'attentato di Parigi e l'ipocrisia infinita dell'occidente

Attilio Folliero, Caracas 16/11/2015 - Aggiornato 17/11/2015

Prima di tutto la mia solidarietà ai familiari di tutte le vittime. Ancora una volta, con una immensa tristezza nel cuore e le lacrime agli occhi siamo costretti a commentare la morte di tanti esseri umani, di tante vite spezzate, di tante persone, soprattutto giovani andati a teatro o a ristorante per divertirsi, per passare una bella serata ed invece hanno incontrato la morte.

La sera del 13 novembre vari attentati sincronizzati hanno sconvolto Parigi: tre esplosioni nei pressi dello stadio, dove era in corso una partita tra Francia e Germania, in cui era presente anche il presidente francese, prontamente evacuato con un elicottero, e sei sparatorie in diversi luoghi pubblici di Parigi, la più cruenta delle quali all'interno del teatro Bataclan, dove sono rimaste uccise oltre cento persone. E' veramente triste dover assistere a simili fatti.

sábado, 7 de noviembre de 2015

Ecco la condanna a morte che ci attende. Pubblicato il testo del TPP.

Claudio Messora, Byoblu, 06/11/2015

“Peggiore di qualunque cosa avessimo mai immaginato“. “Un atto di guerra al clima“. “Un omaggio all’agricoltura intensiva“. “Una condanna a morte per la libertà della rete“. “Il peggior incubo“. “Un disastro”. 

Questo è il tenore dei commenti di chi ha letto e studiato il testo del TPP, il fratello gemello del TTIP, l’accordo di libero scambio commerciale tra Usa e Ue, negoziato in segreto, di cui vi ho parlato mercoledì sera a La Gabbia.

sábado, 17 de octubre de 2015

Italia verso la Bancarotta: Finita la Festa dell’Export

Fonte Rischio Calcolato, 17/10/2015

Invito a leggere anche:
State attenti perché il rimbalzino (del gatto morto) congiunturale/ciclico che ha investito l’Italia negli ultimi 9-12 mesi è finito.
Le condizioni di tassi bassi, prezzi del petrolio ai minimi, svalutazione dell’Euro sono state assorbite e da ora i nostri aggrgati macroeconomici tornano allegramente a sfracellarsi al suolo.
I più attenti forse avranno notato un certo qual silenzio sui dati del “mitologico” commercio estero italiano, ovvero l’unica cosa che ha tenuto a galla l’Italia negli ultimi 24 mesi. Io partirei proprio dal comunicato (ultra aggiustato pro governo) di Istat:

domingo, 19 de julio de 2015

Il debito pubblico italiano al massimo storico e le profezie del ministro Padoan

Attilio Folliero, Caracas 18/07/2015


Annualmente, in primavera c’è la riunione del Fondo Monetario Internazionale. Quest’anno si è svolta a Washington dal 16 al 18 aprile. Nel corso di questi lavori è intervenuto per l’Italia il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che come riportato da tutti i media (1) ha dichiarato: “Non è vero che il debito italiano sale… il debito pubblico quest'anno si stabilizzerà e dall'anno prossimo scenderà in maniera sostenuta, rispettando le regole".

Il 18/06/2015, Padoan in una conferenza stampa, rispondendo a chi gli chiedeva se un default greco comportasse dei rischi per l’Italia asseriva: “L'ho già detto e lo ripeto: l'Italia è assolutamente solida, l'euro è assolutamente solido, non siamo sicuramente nel 2012" (2).

lunes, 6 de julio de 2015

Debito di stato e classi sociali: il caso greco

Dante Lepore, PonSinMor, 04/07/2015

Forse il miglior modo di trovare come il debito affetta la nazione sarebbe quello di considerare il popolo in generale, come diviso in due classi, una di gente industriosa, e l’altra di oziosi ... (1)
Chi detiene il debito pubblico di Atene (2)

Con eventi come questa miserabile trattativa con la Troika su come, quanto e a quali condizioni debba esserci restituzione del debito da parte del “popolo greco” ai creditori europei (entro il 30 giugno, 1,6 miliardi di euro al FMI, il cui direttore, la signora C. Lagarde, è sopran-nominata la “commare secca”, ossia “la morte”, perché ossessionata dal rischio longevità, ovvero dal fatto che, se la vita continua ad allungarsi, sarà un problema pagare le pensioni; 6,7 miliardi alla BCE entro il 20 luglio, in realtà sulla ristrutturazione di complessivi 280 miliardi di debito), ci si può convincere, con un po’ di attenzione, di quanto sia forte l’occultamento dell’essenziale e l’ostentazione di ciò che è ingannevole e secondario, pur di favorire col terrore una sequela di manovre di spremitura continua dei redditi da lavoro. Né si riflette abbastanza sul fatto che quando le banche concedono prestiti non è per aiutare i bisognosi, in realtà si garantiscono delle entrate e dei tassi aggiuntivi sul capitale nel tempo, come quando il pivello va a chiedere il mutuo per la casa e deve sottoscrivere decine di fogli di garanzia, i diritti di carta che la vezzosa funzionaria gli sottopone dandogli l’immagine visiva del capitale fittizio.

sábado, 4 de julio de 2015

Una lettera dal Venezuela ... che illustra la situazione di crisi (e di fiesta)

Lettera firmata, 09/06/2015

Pubblico questa lettera inviatami da un italiano che vive in Venezuela con 1.000 euro di pensione al mese. Per lui è una "fiesta", per i venezuelani una tragedia, che tra l'altro non hanno minimamente coscienza del valore del loro stipendio e del loro lavoro. La lettera essendo di circa un mese fa è ormai datata: le patate, per esempio costano praticamente il doppio e per un euro occorrono 550 Bolivares. In Venezuela, chi ha la fortuna di avere un reddito in euro, per esempio una pensione mensile di 1.000 euro al cambio ufficiale, alla data odierna (03/07/2015) ottiene 198.373 bs, al cambio in nero ottiene 550.000 bs. Nel primo caso equivale a 27 salari minimi, nel secondo caso ad oltre 75 salari minimi. Ricordiamo che in Venezuela almeno la metà della popolazione vive con un salario minimo. Una persona che vive con 1.000 euro in Venezuela e che potrebbe sembrare un nababbo (e lo è se si rapporta ad un venezuelano) in realtà vive dignitosamente, potendosi permettere di bere un bicchiere di vino a pranzo, mangiare carne, mangiare una pizza; può comprare un elettrodomestico, lavatrice, televisore, computer... tutto ormai negato a chi vive con un salario minimo. Ad esempio una pizza costa attorno a 1.000 bs, per cui un lavoratore con 7.000/10.000 bs di stipendio difficilmente può permettersela. In realtà anche un alto funzionario dello stato o un professore universitario di ruolo con oltre 20 anni di servizio che prende 20.000/25.000 bs di stipendio mensile, oggi non può permettersi un computer (150.000/200.000 bs), un TV 32 (150.000 bs), un frigorifero (250.000 bs), una lavatrice (250.000 bs). Per le auto ormai non si riportano più neppure i prezzi; avere un auto, anche con più di 10 anni di vita significa avere un tesoro. I link ai prezzi rimandano a prodotti in vendita in Mercadolibre, la consociata di Ebay per l'America Latina. Nei negozi i prezzi sono generalmente più alti.

... Ho fatto delle analisi attualizzate per avere visione della tragedia economica dei venezuelani (per me invece é una grande fiesta). In Colombia, paese che ha quasi la metà del PIL pro capita di Venezuela, il salario minimo è di 644.000 pesos e le patate costano mediamente 2.000 pesos al chilo. Vuol dire che un colombiano puó comprare 322 chili di patate ogni mese.

Un venezolano, salario minimo 7.000 bolivar e costo delle patate 200 bs al chilo (le ho comprate ieri), puó comprarsi 35 chili di bellissime papas. RIDICOLO?

viernes, 3 de julio de 2015

Una lettera dall'Italia ... che illustra la situazione di crisi

Lettera firmata, 22/06/2015

Ho deciso di pubblicare, in modo anonimo, questa lettera ricevuta da un amico italiano perché illustra la situazione che si vive in Italia. Un cittadino italiano pur avendo un reddito fisso, una pensione, ed una casa di proprietà ha grandi difficoltà a causa di uno stato che estorce denaro con multe e balzelli pretestuosi.

… Quest'anno io andrò per i 70, e un po' mi spaventa quel 7.. nelle condizioni generali di salute e di crisi esterna alla mia persona fisica...

Questo inverno con la mia compagna ho sofferto il freddo. Grazie all'aiuto di un mio compagno in America ho avuto qualche "dollaro" per pagare qualche debito (tra compagni si sviluppa solidarietà). Però la situazione generale non migliora. Il problema è che di lavori non posso più farne, perché la disoccupazione giovanile qui è sopra il 40%. Non posso prendere il posto di giovani senza lavoro... 

Qui non si riesce a campare con 1.100 euro al mese. Io ho casa in proprio ma non basta. Lo stato le inventa tutte per fare cassa sui poveri cristi. Escogita sempre nuove forme di tassazione a partire dal bene di consumo principale, quello dell'abitazione. Poi estorce denaro con multe e balzelli pretestuosi.

sábado, 2 de mayo de 2015

Inizia il declino del dollaro con un segnale storico: la Cina non è più il maggior detentore dei titoli del debito pubblico statunitense

Attilio Folliero, Caracas 15/04/2015 – Aggiornato 29/04/2015 e 01/05/2015


Si avvicina il collasso e il collasso sarà economico, político, ambientale e sociale come scrive Dane Wigington (1). In particolare, gli Stati Uniti, come abbiamo scritto tante volte in passato (2) sono immersi in una grave crisi che diventerà terminale con il crollo del valore della sua moneta. A titolo di esempio sulla situazione attuale degli USA diamo solamente due dati: il debito pubblico statunitense è superiore ai 18.000 miliardi (3); la Federal Reseve, la Banca Centrale degli USA, una banca privata, nel 2007 aveva un bilancio di 869 miliardi ed oggi è attorno ai 4.500 miliardi (4). La Federal Reserve come ha potuto accrescere il proprio bilancio di ben 5/6 volte in pochissimi anni? Stampando dollari!

sábado, 21 de febrero de 2015

Invito a rileggere un vecchio articolo del 2004: Il dollaro, l'Euro, il petrolio e l'invasione nordamericana (Italiano/Español)

Invito a rileggere un vecchio articolo del 2004, di grande attualità oggi; si parla delle vere ragioni ell'invasione dell'Iraq per frenare l'abbandono del dollaro da parte di Saddam Hussein:

Il dollaro, l'Euro, il petrolio e l'invasione nordamericana.
Invito a leer un viejo articulo del año 2004, todavia actual; en este articulo se trata de las verdaderas razones de la invasión a Iraq para frenar el abandono del dolar por parte de Saddam Hussein:

El dolar, el Euro, el petroleo y la invasión norteamericana.

_________________

Para un blog es muy importante que el lector haga el esfuerzo de clicar en los botones sociales "Me gusta", "Tweet”, “G+”, etc. que están por debajo o a lado. Gracias.

Per un blog è molto importante che il lettore faccia lo sforzo di cliccare sui tasti social "Mi piace", "Tweet", “G+”, etc. che trovate qui sotto o a lato. Grazie

miércoles, 24 de diciembre de 2014

Dal massimo storico del Dow Jones all’oro dei russi e dei cinesi

Attilio Folliero, Caracas 24/12/2014

Gli occidentali, statunitensi ed europei, credono ciecamente in Wall Street; anche ieri, il Dow Jones ha fatto segnare l’ennesimo massimo storico a 18.024,17. Sono abituati alle scartoffie. 

Anche quando comprano oro, non comprano oro fisico, il metallo giallo perchè pensano che tenere oro è demodé e ingombrante; preferiscono l’oro di carta, le scartoffie. Certo lo fanno anche per una questione pratica: guadagnare (poco) e via, ovvero speculare nell’immediato. Ma investire nella speculazione, nei titoli future non fa guadagnare tutti; certamente c’è chi guadagna a fronte degli altri che perdono, anche perchè ci sono da pagare le commisioni per poter operare; in definitiva a vincere, a guadagnare è sempre la banca.

Di fatto il mercato dell’oro di carta, il mercato dei contratti “future” ammonta a circa 350 miliardi ´di dollari al mese, mentre il mercato dell’oro fisico, del metallo giallo è inferiroe ai 300 milioni di dollari al mese. Una differenza abissale!

L’oro dei russi

domingo, 21 de diciembre de 2014

Cause e conseguenze dei prezzi bassi del petrolio. Gli USA all’attacco di Russia e Venezuela - Terza parte


Attilio Folliero e Cecilia Laya (*), Caracas 17/12/2014

Terza parte: L’attacco al Venezuela

Mentire è manipolare, veritare è rivoluzionare

Lunga coda in una farmacia di Caracas
Per il Venezuela, i prezzi bassi del petrolio determinano una situazione difficilissima, che potrebbe sfociare anche in forti tensioni sociali. L’economia venezuelana è fortemente legata al petrolio, anzi negli ultimi quindici anni è cresciuta la sua dipendenza dal petrolio.

Se analizziamo i dati dell’ultimo quarto di secolo (1989-2013), il Venezuela non è mai stato così dipendente dal petrolio come attualmente (Vedasi tabella 7).

Nel 1998, alla vigilia dell’avvento di Hugo Chavez al governo, le esportazioni di petrolio ammontavano a 12 miliardi di dollari; nel 2013 hanno superato gli 85 miliardi e nel 2012 erano arrivate ad oltre 96 miliardi. Quindi negli ultimi 15 anni si è registrato un considerevole aumento delle esportazioni di petrolio in termini economici, essendo aumentati i prezzi; è altrettanto vero, però che le esportazioni petrolifere rappresentavano meno del 69% delle esportazioni totali nel 1998, mentre nel 2013 rappresentano più del 96%. Oggi, a parte il petrolio, il Venezuela esporta ben poco, mentre importa tantissimo. Le importazioni sono passate dai 17 miliardi del 1998 agli oltre 65 miliardi del 2012; nel 2013 si sono contratte del 33%, passando appunto da 65 a 43 miliardi.

viernes, 19 de diciembre de 2014

Cause e conseguenze dei prezzi bassi del petrolio. Gli USA all’attacco di Russia e Venezuela - Seconda parte


Attilio Folliero e Cecilia Laya (*), Caracas 17/12/2014

Seconda parte: La guerra degli USA contro la Russia



Gli USA con l’aiuto degli stati produttori lacchè stanno conducendo una guerra contro Russia e Venezuela.

La Russia è una potenza in ascesa, che alleatasi apertamente con la Cina sta minacciando da vicino gli interessi statunitensi. Il Venezuela è nella mira degli USA per essere la principale riserva energetica del pianeta e soprattutto per essere vicinissima agli Stati Uniti.

Si tratta chiaramente di una tattica politica. Secondo molti esperti petroliferi internazionali la mossa dell’Arabia, di non ridurre la produzione, sarebbe finalizzata ad indurre i produttori statunitensi del petrolio di scisto ad abbandonare questa produzione e tornare al petrolio; in sostanza se cade il prezzo del petrolio – dicono gli esperti petroliferi – gli statunitensi non avrebbero più convenienza a produrre il petrolio di scisto, il cui costo di produzione è molto più alto rispetto all’estrazione di petrolio e quindi tornerebbero ad acquistare petrolio agli arabi.

jueves, 18 de diciembre de 2014

Cause e conseguenze dei prezzi bassi del petrolio. Gli USA all’attacco di Russia e Venezuela. Prima parte

Prima parte - Seconda parte - Terza parte


Attilio Folliero e Cecilia Laya (*), Caracas 17/12/2014

Prima parte: Cause e conseguenze dei prezzi bassi del petrolio.

Dal mese di giugno ad oggi, il prezzo del petrolio venezuelano, cosi come il prezzo del petrolio in generale (OPEC, West Texas e Brent) è sceso del 40% circa. Il Ministro degli Esteri venezolano, Rafael Ramirez, nel tentativo di arrivare ad un accordo per il taglio della produzione in seno ai paesi produttori (OPEC e non), nei giorni anteriori l’ultima riunione dell'OPEC ha intrapreso un giro internazionale, visitando Algeria, Qatar, Iran e Russia; il ministro venezuelano ha cercato di convincere i paesi produttori a ridurre la produzione al fine di far risalire il prezzo.

Tutti gli sforzi di Venezuela, Iran ed Ecuador per far adottare dall’OPEC una riduzione della produzione sono stati vani. Nell’ultima riunione dei paesi produttori dell’OPEC, svoltasi a Vienna  il 27 novembre scorso si è deciso di lasciare invariata la produzione, ossia 30 milioni di barili giornalieri.

lunes, 17 de noviembre de 2014

Tracollo Italia: Si avvicina il prelievo forzoso sui risparmi degli italiani e non si faranno sconti a nessuno

Attilio Folliero, Caracas 16/11/2014

Pubblicato da vari siti, tra i quali Luogocomune


Da tempo, l’informazione alternativa avverte sui pericoli di una manovra tendente a colpire i risparmi, ossia un prelievo forzoso.

Oggi  a parlarne è perfino “Il Giornale”, che in un suo articolo intitolato “Il prelievo forzoso in banca non farà sconti a nessuno” (1) parla della possibilità di un prelievo forzoso del 10%. La novità di oggi è che questo prelievo non riguarderebbe solo i conti correnti superiori a 100.000 euro, come per esempio attuato a Cipro, ma riguarderebbe tutti i risparmi. Insomma è probabile che a pagare non siano solo i più ricchi ma tutti, anche un povero disgraziato che abbia magari solo 10.000 euro faticosamente risparmiati.


lunes, 7 de julio de 2014

La bolla dei derivati

Attilio Folliero, Caracas 06/07/2014

Nessuno ne parla; nessun media a livello mondiale parla della bolla dei derivati. La bolla dei derivati sta crescendo e prima o poi esploderà. Secondo gli ultimi dati pubblicati da BIS, al 31 dicembre 2013 il valore nominale di tutti i contratti derivati del mondo ammontava a 710.182 miliardi di dollari, in aumento del 12% rispetto al dicembre anteriore. Il dato del 31 dicembre rappresenta il massimo storico, ossia il valore più alto mai raggiunto dai contratti derivati.

Il PIL di tutti i paesi del mondo al 31 dicembre del 2013, secondo gli ultimi dati pubblicati dal FMI, era pari a 73.982 miliardi di dollari. L’ammontare dei derivati è quindi circa dieci volte il valore del PIL mondiale.

domingo, 23 de marzo de 2014

Verso la fine del predominio del dollaro e il tramonto dell’occidente

Il giro di Barack Obama in Europa e Arabia Saudita nel tentativo di isolare Russia e Cina e frenare l'abbandono del dollaro. 

Attilio Folliero, Caracas 23/03/2014

Barack Obama lunedi (24/03/2014) comincia un giro per l’Europa e l’Arabia Saudita. Mentre i media ufficiali parlano dell’incontro di Obama con il papa e del vertice del G7 per aumentare la pressione sulla Russia e risolvere la situazione dell’Ucraina, noi riteniamo che i veri motivi di questa visita siano ben altri.

Lunedi ci sarà il vertice del G7, ma prima Obama incontrerà il leader ciñese Xi Jinping, presente in Olanda per partecipare alla riunione sulla sicurezza nucleare. Il giorno dopo ci sarà un incontro trilaterale tra Obama, la presidente sudcoreana Park Geun-hye ed il primo ministro giapponese, Shinzo Abe. Sempre martedi Obama incontrerà il príncipe ereditario degli Emirati Arabi, Mohamed Bin Zayed Al Nahyan.

Il giro di Obama, dopo aver visitato Olanda, Belgio e Italia, terminerà in Arabia Saudita dove incontrerà il re Abdalá Bin Abelaziz per parlare ufficialmente e come sempre dei negoziati di pace in Medio Oriente e l’appoggio all’opposizone siriana. Ma facciamo un passo indietro. 

miércoles, 14 de noviembre de 2012

Debito pubblico italiano al massimo storico nel silenzio assoluto dei media di regime

di Attilio Folliero, Caracas 14/11/2012

Nel più assoluto silenzio generale dei media ufficiali, il debito pubblico italiano, alla fine di settembre ha fatto registrare il massimo storico: 1.995,14 miliardi di Euro! E’ quanto emerge dall’analisi dei dati pubblicati dalla Banca d’Italia nell’ultimo Bollettino mensile "Finanza pubblica, fabbisogno e debito", n. 61 del 13/11/2012, che riporta i dati al 30/09/2012.

Nell’ultimo mese il debito è cresciuto di ben 19,51 miliardi. Per avere una idea dell’ammontare di questa cifra basta considerare che è superiore all’intero monto pagato dagli italiani per l’IMU/ICI.

sábado, 20 de agosto de 2011

Il punto sulla crisi economica e le banche italiane

Attilio Folliero, Caracas 20/08/2011

Tutte le principali banche italiane sono in profonda crisi; la perdita di valore delle azioni di alcune banche, rispetto all’inizio della crisi è superiore all’80/90%.

Chi ci segue, sa che noi abbiamo assunto come data di partenza della crisi il 09/10/2007, giorno in cui il Dow Jones aveva fatto segnare il suo massimo storico per quanto riguarda la chiusura di una giornata borsistica; in quella occasione avevamo scritto circa la possibilità di una grande crisi economica, paragonabile a quelle del 1929 e del 1873.

La crisi è puntualemente scoppiata in tutta la sua virulenza nell’autunno del 2008. I governi dei paesi in crisi reagirono trasferendo alle imprese in fallimento grandi quantità di capitali. Il Governo USA, il paese maggiormente coinvolto nella crisi, assieme all’Europa, ufficialmente trasferì oltre 700 miliardi di dollari. In realtà i trasferimenti furono molto più alti, migliaia di miliardi di dollari, come evidenziò una inchiestra di Bloomberg. Noi dicevamo che gli aiuti avrebbero certamente potuto frenare la crisi, ma solo momentaneamente.