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domingo, 24 de septiembre de 2017

USA: Delirio e castigo (Il discorso di Donald Trump all'ONU)

Coriolanis, Selvas, 22/09/2017

Coriolanis - La tribuna dell'Assemblea Generale dell'ONU è l'ambito scenario annuale dei governanti, in cerca di rating o effimera gloria mediatica, come sulla passerella di Cannes o l'assegnazione degli Oscar. Trump, sempre più ruspante, ha rincarato le dosi del vertigini apocalittiche e le consuete minacce contro l'intero mercato-mondo. Ha rieditato il genere western e le truculenze del "vado, l'ammazzo e torno", solo che il mondo è cambiato, e di molto. Nemmeno "salvate il soldato Ryan" è credibile dopo i 14 anni trascorsi infruttuosamente tra l'Afganistan e l'Iraq, più di quanto ci misero per avvassallare l'Europa occidentale.

martes, 19 de septiembre de 2017

Trump vuole la guerra al Venezuela

Attilio Folliero, Caracas 19/09/2017
Oggi, ancora una volta il Presidente USA, Donald Trump è intervenuto sul Venezuela. Come riportato poco fa da Televideo RAI, Trump ha detto: "Vogliamo che sia restaurata la democrazia e la libertà in Venezuela, e lo vogliamo subito".

Ovviamente i governanti statunitensi quando parlano di democrazia intendono riferirsi al loro concetto di democrazia, in cui tutto il potere è nelle mani degli oligarchi e il popolo escluso totalmente e rilegato in miseria e quando parlano di libertà intendono la libertà di appropriarsi al minor prezzo possibile (ossia rubando) di tutte le risorse del Venezuela, come facevano prima dell'avvento di Chávez e come fanno con le risorse degli altri paesi poveri del mondo.

A margine dell'Assemblea Generale dell'ONU, Trump si è incontrato con i Leader Latinoamericani, ai quali ha chiesto la massima collaborazione per affrontare la crisi venezuelana.

viernes, 25 de agosto de 2017

Pesanti sanzioni degli Stati Uniti contro il Venezuela (Excetuve Orden del 25/08/2017)

Attilio Folliero, Caracas 25/08/2017

Oggi, il Governo degli Stati Uniti ha decretato pesanti sanzioni contro il Venezuela, tendenti in pratica a paralizzare l'attività finanziaria del paese caraibico e portarlo al default.

Tali sanzioni hanno vari fini: bloccare l'accesso a nuovi finanziamenti sui mercati internazionali sia da parte dello stato venezuelano, che di PDVSA, l'impresa petrolifera statale; imperdire la compravendita dei titoli di PDVSA (Bond), legalmente emessi a livello internazionale; impedire allo stato venezuelano di riscuotere i guadagni realizzati da CITGO, la filiale di PDVSA negli Stati Uniti. Tutti i conti bancari in dollari di PDVSA sono bloccati

In definitiva si impedisce a Pdvsa ed al Venezuela sia di accedere a nuovi finanziamenti internazionali sia di poter disporre degli introiti in dollari derivanti dalla vendita del proprio petrolio negli USA. In definitiva il Venezuela vende il petrolio negli USA, incassa i dollari derivanti dalla vendita, ma poi i soldi non possono essere trasferiti in Venezuela; sono bloccati.

Di seguito si riporta il decreto (Executive Orden) del 25 agosto in inglese, così come pubblicato dalla Casa Bianca.

sábado, 19 de agosto de 2017

USA: Vicepresidente Pence chiede una "pressione economica" mondiale contro il Venezuela (Selvas)

Fonte: Selvas, 18/08/2017


Curioso nesso tra democrazia e calorie

Nella tournée che ha portato il vicepresidente USA Mike Pence in quattro capitali dell'America latina, ha incassato un rifiuto esplicito e pubblicamente manifestato, a qualsiasi tipo di intervento contro il Venezuela. A Santiago del Cile, Buenos Aires, in Colombia e in Panama Pence ha raccolto l'indisponibilità anche dei governi attualmente più docili verso Washington -e più ostili verso Caracas- a imbarcarsi o fiancheggiare avventure che siano una riedizione o che richiamino alla memoria l'epopea neocoloniale delle invasioni o spedizioni militari.

E' molto lontano il 1954: spedizione per abbattere Jacobo Árbenz e salvare il Guatemala -e la United Fruit Company- dalla riforma agraria, impropriamente definita "comunismo". O le bombe natalizie del 1989 sul quartiere popolare del Chorrillo di Città del Panama.

sábado, 29 de julio de 2017

Industriali petrolieri gringos: Sanzioni contro il Venezuela danneggeranno gli USA (Selvas)

Fonte: Selvas, 29/07/2017

Vedasi altri articoli di Selvas

Lettera della AFPM mette in guardia Trump & Tillerson (All'interno versione in spagnolo)

Il documento segnala che ben 20 raffinerie funzionano con il greggio pesante proveniente dal Venezuela. Precisa che il processo di raffinazione ha reso necessario investimenti e l'introduzione di opportune e specifiche modificazioni tecnologiche. Fanno presente a Trump, inoltre, che praticamente non esistono altre fonti di approvvigionamento di questo tipo di petrolio greggio. La AFPM indica che una eventuale sospensione degli acquisti al Venezuela, destabilizzerebbe il mercato mondiale degli idrocarburi, e sicuramente determinerà un aumento dei prezzi per i consumatori.

jueves, 13 de julio de 2017

US-China Relations in the Era of Trump (Loren Goldner)

Loren Goldner, Insurgent Notes, Seoul, 08/07/2017
Source: Break their haughty power

Loren Goldner in this site

(The following purports to be, not so much an article, but more an outline of major themes or theses presented at the June 24-25 2017 International Worker Activists conference in Seoul)

Donald Trump and China’s President Xi Jinping
1. U.S. policymakers often discuss,as an analogy to the current situation of US-China relations, the “Thucydides trap”, where a newly-ascending power, ancient Athens, challenged the then-current hegemon, Sparta, leading to their long mutually destructive war. Other examples are the rise of Germany in the late 19th century at the expense of Britain, then the dominant world power, leading to 1914.

I do not feel that there is much danger of a direct war between the U.S. and China, in the short or medium term. I do think we may see “proxy wars”, as was the case between the USSR and America during the Cold War (Korea, Vietnam, Afghanistan).

miércoles, 24 de mayo de 2017

Un'ennesima prova che siamo colonia degli USA (Foto, video di Hamid Masoumi Nejad e intervento di Marinella Correggia)



La mattina del 24 maggio Donald Trump è a Roma ed il lungo corteo di auto blindate passava per Via Nazionale.

Tre attivisti del gruppo No War, tra i quali Marinella Correggia (nostra amica, della quale pubblichiamo spesso i suoi articoli e opinionista in Russia Today in Spagnolo) al passaggio del corteo esponevano un cartello contro la guerra (Nella foto il "corpo del reato" è mostrato dalla polizia).

I tre attivisti immediatamente bloccati dalla polizia sono stati portati in caserma. Per Marinella Correggia, residente fuori Roma oltre alla denuncia per lesione e resistenza a pubblico ufficiale è scattato il foglio di via e per un anno non potrà rimettere piede a Roma, pena l'arresto immediato.

miércoles, 5 de abril de 2017

¿Para qué sirve la OEA? (Sergio Rodríguez Gelfenstein)



El problema de fondo no es que haga hoy o mañana la OEA con éste u otro secretario general, quien finalmente tiene que hacer lo que Estados Unidos dice si quiere mantener su cargo. Como recordó la Canciller Delcy Rodríguez, el 60% de los recursos de funcionamiento de la OEA provienen de Estados Unidos. Hace unos años, cuando la Organización de Naciones Unidas para la Educación, la Ciencia y la Cultura (Unesco) tomó medidas favorables al desarrollo cultural de los países del mundo subdesarrollado y en particular de Palestina, Estados Unidos y Gran Bretaña amenazaron con retirarse y lo hicieron, ejerciendo un vulgar chantaje contra el mundo.

jueves, 23 de febrero de 2017

Riflessione di Loren Goldner su Donald Trump

Loren Goldner, New York 11/02/2017
Originale in inglese dal titolo "On the Current Situation in the United States" - Traduzione all'italiano Cortocircuito 

Article in English

Donald Trump con Ronald Reagan
Tanto per cominciare, è bene precisare che l’elezione di Trump è avvenuta nonostante, in novembre, il voto popolare si fosse espresso a suo svantaggio: 62 contro 65 milioni di voti.

La sua vittoria è stata resa possibile grazie all’antiquato Collegio Elettorale per 304 voti contro 227. Questo sistema fu adottato alla fine del Settecento, per garantire che i piccoli Stati (in maggior parte agrari e schiavisti) potessero tenere sotto controllo il potere degli Stati a maggiore urbanizzazione industriale. Trump ha perso tutto il Northeast (stato di New York, Massachusetts, ecc.) e la West Coast (California, ecc.) e ha vinto nella maggior parte degli Stati centrali.

On the Current Situation in the United States (Loren Goldner)

Loren Goldner, Insurgent Notes, 12/02/2017

Articolo in italiano

Let’s begin with the purely electoral aspect of Trump’s victory in November. He lost the popular vote by 65 million to 62 million, but that didn’t matter because he won the archaic Electoral College by 304 to 227. The Electoral College was established in the late eighteenth century to appease the slaveholding states: it was a device to turn the non-votes of the slaves who counted to determine the number of representatives in the House into votes that would count in the presidential election. The trick was to use the number of representatives plus the two senators as the basis for determining the number of electors—thereby enshrining the deep fraud of the three-fifths compromise into the presidential election system.

jueves, 9 de febrero de 2017

La política intervencionista de Trump en contra de Venezuela se encuentra ya en pleno desarrollo (Carlos E. Lippo)

Carlos E. Lippo, Ensartaos, 09/02/2017

Otros articulos de Carlos E. Lippo

En un artículo publicado en este mismo portal (1) pocos días después de la victoria electoral de Donald Trump, especulábamos en relación a que su presidencia podría representar al menos una discontinuidad en la política de ataque frontal a nuestro país desarrollada por el trío Obama-Clinton-Kerry en los últimos ocho años; especulábamos  también en relación que nuestra contrarrevolucion había recibido un duro golpe con la derrota de la señora Clinton, ya que necesariamente habría de ver temporalmente suspendido el flujo de billetes verdes que se le ha hecho tan necesario para poder activar, tanto como lo es el oxígeno para la inmensa mayoría de los seres que hacen vida en nuestro planeta.

miércoles, 30 de noviembre de 2016

Loren Goldner su Donald Trump (Intervista di Radio Blackout)

Radio Blackout, 10/11/2016 - Aggiornato 15/11/2016

Verso una guerra civile a bassa intensità? 

Il militante e studioso marxista americano Loren Goldner aveva intravisto la possibilità di una vittoria elettorale di Donald Trump, mettendo in fila una serie di elementi in un editoriale uscito il mese scorso sulla rivista online Insurgent Notes (Tradotto in italiano da Dante Lepore).

L’erompere del Tycoon dallo stile politically incorrect sulle scene politico-mediatiche veniva letto specularmente all’inaspettato exploit di Bernie Sanders tra le file dei Democratici. Due “intrusi” incrinavano per la prima volta da quasi un secolo stabilità, funzionamento e sitemicità del bipolarismo a stelle e strisce, il primo incarnando i rancori della working class bianca declassata, il secondo le speranze delle nuove generazioni radicali finalmente liberate dal condizionamento anti-socialista (non riuscendo però a sfondare tra le minoranze razzializzate).

sábado, 29 de octubre de 2016

Clinton, sondaggi gonfiati. Wikileaks: eccovi le prove

Fonte: Libre, 29/10/2016 - Via AltraInformazione

Sondaggi manipolati, istruzioni per l’uso: le impartisce John Podesta, coordinatore della campagna elettorale di Hillary Clinton. Obiettivo, letteralmente: “sovra-rappresentare” settori del campione, per gonfiare il risultato. La segnalazione proviene da “Zero Hedge”, che parte da una recente email del comitato elettorale della Clinton, hackerata da Wikileaks, da cui emerge come «almeno dall’inizio dell’anno siano presumibilmente in corso manipolazioni dei sondaggi statunitensi pubblicati dagli organi di stampa allineati all’establishment democratico (quasi tutti), al fine di scoraggiare l’elettorato avversario», riporta “Voci dall’Estero”. 

lunes, 10 de octubre de 2016

President Trump? (Loren Goldner)

Loren Goldner, Insurgent Notes, 09/10/2016
It just might happen. What seemed, a year ago, like a laughingstock candidacy is now a plausible winner in the wildest political year (and there is still the forthcoming “October surprise”) since 1968. No matter what happens, the old US party system is broken. Donald Trump is like no major candidate in living memory. Just as one had to reach back to Eugene Debs to find a candidate as seemingly radical as Bernie Sanders, finding a serious precursor to Trump is even more difficult. The quiet eclipse of Sanders in August guaranteed that many of his ex-supporters will stay home or vote for the Green Party. Respectable official society, including a good swath of the Republican establishment and even the normally “apolitical” military, is either in withdrawal or openly supporting Clinton. Generals, diplomats, foreign policy wonks and the New York Times all agree that a Trump presidency will be a disaster. The Financial Times sheds tears over the possible demise of the “internationalist” (read: US-dominated) world order in place since 1945. Such declarations make no difference; if anything, they only add to Trump’s “anti-establishment” credentials and panache.

Trump Presidente? (di Loren Goldner; tradotto in italiano da Dante Lepore)

Loren Goldner, Insurgent Notes, 09/10/2016 (in inglese)
Traduzione all'italiano di Dante Lepore per PonSinMor

Loren Goldner
Vedasi anche:

Potrebbe proprio succedere. Ciò che sembrava, un anno fa, come una candidatura da spettacolo, è ora un vincitore plausibile nell'anno politico più selvaggio dal 1968 (e c'è ancora la prossima "sorpresa di ottobre").

Qualunque cosa accada, il vecchio sistema dei partiti degli Stati Uniti è rotto. Donald Trump non è assimilabile ad alcun candidato presidenziale a memoria d'uomo. Come bisogna risalire all’indietro, esattamente fino a Eugene Debs per trovare un candidato apparentemente radicale come Bernie Sanders, così, trovare un precursore serio di Trump è ancora più difficile. La tranquilla eclissi di Sanders in agosto ha garantito che milioni di suoi ex-tifosi rimarranno a casa o voteranno per il partito dei verdi. La rispettabile società ufficiale, compresa una buona fetta dell'establishment repubblicano e persino i militari normalmente "apolitici", sono in ritirata o apertamente sostengono la Clinton. Generali, diplomatici, esperti di politica estera e il New York Times: tutti d'accordo sul fatto che una presidenza di Trump sarà un disastro. Il Financial Times versa lacrime sull'eventuale scomparsa dell’ordine mondiale "internazionalista" (leggi: dominato dagli USA) in atto dal 1945. Dichiarazioni di questo genere non fanno differenza; se non altro, esse aggiungono soltanto credenziali "anti-establishment" di Trump e stile brioso.