Mostrando entradas con la etiqueta Teologia della Liberazione. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta Teologia della Liberazione. Mostrar todas las entradas

sábado, 16 de abril de 2016

¿Nunca mas o todavia? 1976 – 2016: A quarant’anni dall’inizio del terrorismo di stato in Argentina la violenza istituzionale riprende vigore

Gian Carlo Zanon, I Giorni e le Notti, 16/04/2016


Vedasi anche:
Nel 1981 Julio Cortázar scrisse poche righe di un racconto mai dato alle stampe in cui si parlava di città costruita sopra un cimitero del quale non era rimasta nessuna traccia visibile. In questa città, costruita sull’annullamento, dopo qualche tempo gli abitanti cominciano a sentire i sintomi di una strana inquietudine: «Finalmente i più sensibili si rendono conto di abitare sopra la morte e che i morti a loro modo sanno come tornare, come entrare nelle loro case, nei loro sogni, nella felicità degli abitanti. Ciò che sembrava la realizzazione dell’ideale dei nostri giorni, cioè il trionfo della tecnologia, della vita moderna avvolta nell’ovatta dei televisori e dei frigoriferi, nell’abbondanza di denaro e nella autosoddisfazione patriottica, si sveglia lentamente nel peggiore degli incubi, nella fredda e viscida presenza di una maledizione che non si esprime con parole … ma tinge di un indicibile orrore tutto ciò che quegli uomini hanno eretto su una necropoli

sábado, 19 de marzo de 2016

Giravolte religiose: da Teologia della Liberazione a Teologia della consolazione

Giulia De Baudi, I giorni e le notti, 19/03/2016

Vedasi: 

Ci dev’essere qualcosa nel pensiero dei religiosi, chessò, un istinto, una pulsione, una compulsione, che li esime dalla coerenza comportamentale e dall’unità ontologica. Per questi tizi timorati di dio la duplicità, l’incoerenza, la scissione tra pensiero cosciente, prassi di vita e realtà interiore è la norma.

Anni fa dovetti uscire dalla redazione di un giornale – che si definiva laico anche nel titolo –  perché paragonavo i cosiddetti preti “controcorrente” a Starsky & Hutch, gli eroi della fortunata serie televisiva giunta sui nostri schermi alla fine degli anni ’70: poliziotto cattivo e poliziotto buono, in mezzo quello che va fottuto ad ogni costo.