Dante Lepore, 11/03/2017
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Quel che colpisce, in questo romanzo, è la sintonia che l’Autore riesce a creare tra il lettore e i suoi personaggi, esattamente tutti i personaggi. E s’intuisce anche bene che questa sintonia è coltivata da un atteggiamento dell’Autore fatto di propensione verso di essi.
Può apparire singolare che non ci sia una predilezione da parte di Gončarov per questo o quel personaggio, ma alla fine, dopo che li hai passati tutti in rassegna, pur nella loro profonda differenza e irripetibilità individuale, non ci sono nette assoluzioni o altrettanto nette condanne e, per lo più, per ognuno c’è sempre un angolo di simpatia. Persino in personaggi tra i più sordidi come il suo servo recalcitrante ma fedele Zachar ci sono espressioni di bonomia che alla fine li rendono simpatici.