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viernes, 8 de septiembre de 2017

Argentina: Signori Benetton, dov’è Santiago Maldonado?

Fonte: Cronache Latinoamericane, 04/09/2017 - Via Selvas

Potrebbe essere questa che vedete l’immagine per il lancio della nuova campagna pubblicitaria Benetton: il volto un po’ arruffato di un giovane ragazzo argentino, capelli scompigliati, dreadlock in vista e sguardo penetrante su sfondo nero – monocromo -, proprio come quelli che piacciono tanto al bravo Oliviero Toscani, e poi, immancabile, il logo con il motto della celebre azienda italiana, United Colors of Benetton, divenuto, grazie ad abili strategie di marketing, sinonimo di apertura, multiculturalismo, integrazione tra i popoli e le culture.

sábado, 16 de abril de 2016

¿Nunca mas o todavia? 1976 – 2016: A quarant’anni dall’inizio del terrorismo di stato in Argentina la violenza istituzionale riprende vigore

Gian Carlo Zanon, I Giorni e le Notti, 16/04/2016


Vedasi anche:
Nel 1981 Julio Cortázar scrisse poche righe di un racconto mai dato alle stampe in cui si parlava di città costruita sopra un cimitero del quale non era rimasta nessuna traccia visibile. In questa città, costruita sull’annullamento, dopo qualche tempo gli abitanti cominciano a sentire i sintomi di una strana inquietudine: «Finalmente i più sensibili si rendono conto di abitare sopra la morte e che i morti a loro modo sanno come tornare, come entrare nelle loro case, nei loro sogni, nella felicità degli abitanti. Ciò che sembrava la realizzazione dell’ideale dei nostri giorni, cioè il trionfo della tecnologia, della vita moderna avvolta nell’ovatta dei televisori e dei frigoriferi, nell’abbondanza di denaro e nella autosoddisfazione patriottica, si sveglia lentamente nel peggiore degli incubi, nella fredda e viscida presenza di una maledizione che non si esprime con parole … ma tinge di un indicibile orrore tutto ciò che quegli uomini hanno eretto su una necropoli

viernes, 25 de marzo de 2016

Argentina dopo Macri: Barack Obama il giorno dell’inizio del golpe più sanguinario della storia argentina inaugura un nuovo golpe liberista


Come ha scritto ieri Claudio Tognonato su il Manifesto, «il premio Nobel per la Pace Barack Obama arriva insieme a un esercito di 500 imprenditori» e calpesta il Parco della Memoria di Buenos Aires dedicato ai desaparecidos nonostante che las Madres e las abuela de Plaza de Mayo e centinaia di intellettuali argentini avessero scritto al presidente USA di evitare la visita il giorno in cui 40anni fa iniziava, sotto copertura della CIA, il golpe più sanguinario della storia argentina.