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jueves, 26 de febrero de 2015

Europa: Da lunedí rischia di rimanere senza gas

Selvas, 26/02/2015

...se Kiev non paga la bolletta - Risposta dura ai nazi di Kiev che avevano chiuso le forniture all'Ucraina dell'est 

Vedasi anche: Il gas russo

I nodi vengono al pettine, e da lunedí l'Europa pagherá con l'interruzione delle forniture di gas la politica ad alto rischio di partecipare all'organizzazione di un golpe in Ucraina, e di dar man forte alla Giunta nazi di Kiev. Per l'Ucraina é finito il tempo di non pagare le bollette del gas e elettricitá russa e scatenare una guerra civile contro la popolazione russofona. Per gli USA, la "entitá UE" e la NATO si complica il gioco suicida di istallarsi in Ucraina e trasformarla in piattaforma per l'attacco militare alla Russia.

viernes, 11 de abril de 2014

La crisis ucraniana descubre las intenciones de Berlín

Lotta comunista, febrero de 2014
Durante la guerra fría, debido a la cercanía con la URSS, Finlandia estaba obligada a una línea de estricta neutralidad, incluso supeditando implícitamente su propia política interior. Era la finlandización, que se usará normalmente entre los conceptos ligados a la guerra fría a partir de los años Cincuenta y Sesenta. Como regla se entendía en el sentido negativo de pérdida o renuncia a la autonomía política respecto a Moscú, pero a veces fue utilizada como hipótesis intrusiva de reajuste político para forzar a la URSS en Europa del Este. En las polémicas ideológicas de esos años, para Washington toda Europa occidental habría corrido el riesgo de finlandización, si se hubiese dejado extraviar por las sirenas del desarme y de una negociación separada con Rusia. Pero también, según la retórica activista del secretario de Estado John Foster Dulles, el «modelo Finlandia» podía imponerse a Polonia, Hungría, o Checoslovaquia, si se hubiese perseguido el «rollback», una política ofensiva que obligase a la URSS a aflojar el yugo en Europa oriental.

martes, 18 de marzo de 2014

Golpe Ucraina: Crimea con la Russia, implosione nazionale

Tito Pulsinelli, Selvas, 17/03/2014

Limiti del trionfalismo USA, miopia dell'entità-UE


Tito Pulsinelli La Russia si è assicurata la Crimea e gli Stati Uniti hanno messo sullo scanno presidenziale un uomo di paglia che non controlla l'Ucraina. Ha innescato una reazione a catena in cui la frammentazione territoriale modificherà frontiere, economia e geopolitica. Odessa e Donetsk, la zona orientale e meridionale, con le miniere, complessi siderurgici, industrie e agroalimentari (qui)-nocciolo duro dell'economia nazionale- non potranno sfuggire all'attrazione gravitazionale esercitata dalla Crimea. Non si tratta solo di una questione di identità culturale, religiosa o linguistica -che comunque non è poca cosa- ma dei legami con la Russia come mercato naturale e storico delle esportazioni ucraniane. E' questione di una recente appartenenza all'universo che ha Mosca come epicentro, vista come un'opzione preferibile alle forche caudine prospettate dalla UE e alle incertezze del suo neoliberismo predatore.