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sábado, 25 de marzo de 2017

I crimini dimenticati degli Angloamericani. La Sicilia e l’Italia meridionale durante l’invasione alleata nella Seconda Guerra Mondiale (Intervista di Federico Dal Cortivo allo storico siciliano Giovanni Bartolone autore del libro “Le altre stragi”)

Federico Dal Cortivo, Italiasociale, 29/10/2012

Vedasi anche: Federico Dal Cortivo presenta il libro di Fabrizio Carloni sui crimini dimenticati delle truppe francesi in Italia

Federico Dal Cortivo ha intervistato lo storico siciliano Giovanni Bartolone (*) autore del libro revisionista “Le altre stragi”, da anni impegnato in ricerche sullo Sbarco alleato in Sicilia, la Mafia e la Seconda Guerra Mondiale.

D: Prof. Bartolone, oggi assistiamo alla sistematica violazione delle più elementari norme di comportamento in caso di guerra da parte degli Stati Uniti e dei suoi Alleati della Nato, a farne le spese le popolazioni afghane e libiche e prime ancora quelle irachene, serbe, somale, vietnamite ecc. Tutto cade nell’oblio mediatico, non se ne parla e al massimo è giustificato come “danni collaterali”. Eppure questo è già accaduto in Europa e nel nostro caso in Italia, dopo che le forze d’invasione Alleate furono sbarcate in Sicilia con l’Operazione denominata Husky (Colosso) nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943, 2500 navi e mezzi da sbarco, ottanta battaglioni di fanteria, 400 carri armati, 14000 veicoli e 1800 pezzi d’artiglieria. Sette le divisioni di fanteria, tre britanniche, una canadese e tre statunitensi, una divisione corazzata Usa, due brigate corazzate britanniche e una canadese, più truppe aerotrasportate e forze speciali, più ingenti forze aeree e navali. Lei descrive tutto questo nel suo libro “Le altre stragi”. Numerosi furono i crimini di guerra compiuti dai soldati angloamericani e canadesi, ma al seguito vi erano anche indiani, sudafricani, australiani neozelandesi, polacchi, truppe di colore francesi, greci, polacchi e anche brasiliani. Prima di addentrarci nello specifico ci illustri la situazione tattica e strategica in cui si trovava in quell’estate del 1943 lo scacchiere del Sud Italia.

sábado, 14 de mayo de 2016

La situazione in Venezuela (Maggio 2016). Emergenza in Venezuela tra siccità, scarsità di cibo, guerra economica e improvvisazione delle politiche economiche del governo

Attilio Folliero, Caracas 14/05/2016

Yeimy del Carmen Gomez Gil (foto a lato) era la rappresentate (vocero) di un Consiglio Comunale (Consejo comunal) a Guatire, città dormitorio nell'estrema periferia di Caracas. E' stata vilmente assassinata da mafiosi che pretendevano controllare la distribuzione del cibo.

In Venezuela il cibo è diventato uno dei principali affari delle mafie organizzate, che ovunque lo rivendono di contrabbando, a prezzo enormemente superiore a quello normale. Un Kg di farina di mais marca "Juana", prodotto da una impresa statale ha un prezzo di vendita al pubblico di 19 Bolivares (Bs); il Bolivar è la moneta venezuelana. Al mercato nero, di contrabbando la farina di mais è venduta fino a 1.500 Bs il kg.

miércoles, 20 de abril de 2016

Venezuela: Vile omicidio di una attivista impegnata contro la mafia ed il contrabbando di alimenti

Attilio Folliero, Caracas 20/04/2016 - Modificato 14/05/2016 

Il 16 aprile scorso è stata vilmente assassinata a Guatire, città dormitorio all'estrema periferia di Caracas, Yeimy del Carmen Gomez Gil. E' stata assassinata per essersi coraggiosamente opposta al contrabbando ed alla mafia degli alimenti.

In Venezuela, il popolo sta soffrendo per la scarsità di cibo, che la mafia organizzata vende di contrabbando a prezzi esorbitanti. Per reagire a queste mafie il popolo, favorito dalla politica governativa, si sta organizzando distribuendo il cibo attraverso un programma sociale denominato "casa per casa".