Stefano Zecchinelli, Osservatorio Anticapitalista/L'Interferenza, 27/11/2015
Vedasi anche: L’Islam sunnita diventa ancella di Casa Saud?
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Mentre l’attenzione della maggioranza delle persone è – giustamente – rivolta alla Siria, in Arabia Saudita, nel silenzio dei mass media occidentali, il poeta palestinese Ashraf Fayadt, 35 anni, viene condannato a morte perché colpevole di aver scritto questi versi “Rifugiato: stare in fondo alla fila in attesa di un pezzo di patria/ Stare in piedi: attività che svolgeva tuo nonno senza sapere il perché / Quel pezzo di patria: sei tu / Patria: una tessera che si mette nel portafoglio / Banconote: pezzi di carta con l’effigia del re / Il ritorno: una leggenda che la nonna era solita raccontare”.
