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martes, 26 de septiembre de 2017

I palestinesi ricordano Sabra e Chatila

Maurizio Musolino, Nena News, 18/09/2015 (*) 
Via Voci dalla Strada, 25/09/2017

Sono trascorsi 35 (*) anni dal massacro nel campo profughi di Beirut, dove le condizioni di vita restano inumane e sono aggravate dall'arrivo di tanti rifugiati dalla Siria. Una storia di persecuzioni e di fuga che si ripete.

Beirut – Sono passati trentacinque anni da quei drammatici giorni del settembre dell'82, quando le falangi fasciste, con la complicità dell'esercito israeliano, fecero strage di palestinesi nei campi di Sabra e Chatila. Anni che non hanno cancellato il dolore e la rabbia nel vedere i carnefici di allora restare impuniti. Non dimenticare Sabra e Chatila significa non dimenticare le tante stragi compiute in questa regione negli ultimi decenni, significa non dimenticare Deir Yassin, Jenin, Bourj Shamaly, Gaza… un elenco lunghissimo. Non dimenticare quella strage, significa però, innanzitutto, non dimenticare i vivi, i rifugiati palestinesi che continuano a vivere in condizioni inumane dentro campi che sono ora prigioni e ora formicai indescrivibili.

domingo, 16 de abril de 2017

Comunicato della Rete No War, della Lista No NATO e ISM-Italia sui pericoli di guerra incombenti

Comunicato Rete No War, Lista No NATO e ISM-Italia, 09/04/2017


Le dichiarazioni della rappresentante degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, secondo cui gli USA potrebbero scatenare un intervento militare diretto in Siria anche senza l'autorizzazione dell'ONU, le analoghe dichiarazioni bellicose della UE e della NATO, le minacce al Presidente siriano Assad di Israele e Turchia, prefigurano un drammatico scenario di guerra ed allontanano ogni soluzione alla crisi siriana e Medio Orientale.

Già nel 2013, in occasione di un presunto attacco chimico dell'Esercito Siriano alla periferia di Damasco, rivelatosi poi una  provocazione  organizzata dai gruppi terroristi in difficoltà per causare un intervento armato degli USA a loro favore, si sfiorò una guerra aperta con il coinvolgimento di varie potenze. Il precipitare della crisi fu evitato da un oculato intervento della diplomazia russa. Pur incolpevole, la Siria accettò di eliminare per intero tutto il suo arsenale di sostanze e armi chimiche.

miércoles, 4 de enero de 2017

Le radici della guerra (Michele G. Basso)

Michele G. Basso, Sotto le bandiere del marxismo, 26 dicembre 2012

C'est l'argent qui fait la guerre

Il motto francese è molto più realistico di quanto si creda.

La guerra odierna non è frutto della malvagità della natura umana, di motivazioni psicanalitiche, di darwiniane selezioni.

L'aggressività naturale può spiegare una scazzottata tra due giovani per una ragazza, o anche una coltellata tra vicini, non  certo la metodica devastazione e il continuo assedio alle popolazioni civili. Tanto meno il vile, freddo e criminale utilizzo dei droni, che presentano le vittime come bersagli virtuali, da colpire a migliaia di chilometri di distanza. La guerra d'oggi è un frutto raffinato della “civiltà”, è un prodotto totalmente artificiale.

viernes, 11 de marzo de 2016

Sul Sahara Occidentale spirano venti di guerra

Francesco Cecchini, Pressenza, 11/03/2016

La notte del 26 febbraio 1976 la Spagna abbandonò definitivamente il Sahara Occidentale. Il giorno dopo, il 27 febbraio, il Fronte Polisario proclamò la Repubblica araba democratica saharawi (Rasd). La reazione del Marocco fu subito violenta fino ad usare, a un certo punto, bombe al napalm, ma non riuscì a spegnere la resistenza, anche armata, del popolo saharawi. 

Il Fronte del Polisario nel 1979 firmò la pace con la Mauritania che riconobbe l’indipendenza del Sahara Occidentale. Il Marocco invase allora tutto il territorio del Sahara Occidentale, costringendo all’esodo numerosi combattenti e famiglie sahrawi. Nel 1991, dopo anni di scontri armati, vi fu un accordo per la pace con il cessate il fuoco e l’ONU inviò in missione una delegazione (MINURSO) col compito di vigilare sulla tregua e organizzare un previsto (e mai tenuto) referendum di autodeterminazione (indipendenza o autonomia). Ad oggi l’intesa non è ancora stata raggiunta. Il nodo rimane il referendum su cui ancora non esiste un punto di incontro tra Marocco e Fronte Polisario.

martes, 1 de marzo de 2016

Guerra in Libia, pronta operazione italiana via terra

Fonte: InfoAut, 24/02/2016

Pare proprio che quello che si stia preparando all’orizzonte sia un intervento di terra in una Libia nel caos.
Non sarà quindi solo l’appoggio dato da parte del governo all’uso della base di Sigonella, da dove partiranno i droni americani, ma in realtà si tratterebbe di un piano che prevede anche l’invio di forze di terra.

La guerra è alle porte (Video con l'intervento di Marinella Correggia)

Il 23 ottobre del 2015 presso la Camera del Lavoro di Milano si è svolta una iniziativa contro la NATO e le esercitazioni Trident che in quel periodo si stavano svolgendo nel sud Europa, soprattutto in Italia.

Ripropongo il video dell'intervento di Marinella Correggia perché il pericolo di una guerra, in cui è coinvolta l'italia ed il territorio italiano, è sempre più concerto.

martes, 9 de febrero de 2016

200.000 yankis ocupando 100 países


Imagen: Montecruz Foto

EE.UU. invade militarmente el mundo entero. Aquí un breve resumen de las ofensas:
  • 9.800 invasores en Afganistán.  El presidente Barack Obama, anunció el 15 de octubre pasado su decisión de mantener los 9.800 militares que están en Afganistán actualmente y reducir esa cantidad a 5.500 a principios de 2017, después que termine su mandato como jefe de la Casa Blanca.  Todo ello ha supuesto bastantes bajas humanas a EE.UU., por lo que parece asumibles por sus políticos apoltronados:  desde el inicio de la guerra en Afganistán en octubre de 2001, murieron más de 2.400 oficiales y soldados estadounidenses, y otros 20.000 resultaron heridos.

lunes, 1 de febrero de 2016

La Guerra No Convencional (Coronel Hernán Márquez)

CNEL (GNB) Hernán Márquez, 01/02/2016

La guerra no convencional esta conceptualizada en el documento TC 1801 del Estado Mayor del Departamento del Ejercito de EEUU, publicado en noviembre 2010, el cual es un recetario del gobierno norteamericano donde define las etapas y estrategias para invadir a Venezuela y a los países izquierdistas y progresistas del continente americano y del Caribe. 

En atención a ello, define la guerra no convencional: “…como el conjunto de actividades dirigidas a posibilitar el desarrollo de un movimiento de resistencia o la insurgencia, para coaccionar, alterar o derrocar a un gobierno…”, p.6.

sábado, 9 de enero de 2016

Clamorosa intercettazione: la guerra di Sarkozy a Gheddafi e all’Italia

Sono oramai note – ai più avveduti – le vere ragioni dell’attacco a Gheddafi del 2011 da parte di Sarkozy e Blair e della NATO, al fianco di una titubante ma obbediente Italia, attacco militare che portò alla morte del dittatore libico e all’attuale caos di tipo ‘irakeno’ alle porte di casa nostra. Ragioni che non vengono certo spiegate sui TG e sulla stampa mainstream, in questo vergognoso regime europeo che sacrifica le nostre libertà e i nostri interessi nazionali in nome dell’ideologia e degli interessi di un’élite transnazionale.
Elite che non esitano a scatenare guerre con centinaia di migliaia di morti, a fabbricare prove e creare pretesti per abbattere governi stranieri, a bombardare per lustri popolazioni civili in plaghe remote, a creare imperi del male per procura come Daesh e poi ritirarsi magari a vita privata senza rendere conto a nessun tribunale. Nuove potenze coloniali, ancora peggiori se possibile di quelle ottocentesche.

miércoles, 7 de octubre de 2015

C’è ancora chi se la sente di chiamare questo tempo “Secondo dopoguerra”?

Dante Lepore, 29/09/2015

Non si tratta di dopo-guerra! Non c'è un giorno che sia un giorno in cui non ci sia guerra. Ciò conferma l'assunto marxista secondo cui nel capitalismo la guerra è la condizione "permanente" dell'umanità.


1945-1989
  • Guerra civile greca giugno 1946 – 16 ottobre 1949
  • Guerra d'Indocina 19 dicembre 1946 – 1º agosto 1954
  • Prima guerra arabo-israeliana novembre 1947 – marzo 1949

miércoles, 15 de abril de 2015

Yemen, l’Onu benedice la guerra saudita. La strage continua

Marco Santopadre/Contropiano, 15/04/2015

Vergognosa risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione sulla guerra yemenita proposta dalla Giordania (presente nel Consiglio) e scritta dagli stessi paesi del Golfo che stanno bombardando lo Yemen. Nella risoluzione non si condanna l'aggressione militare straniera (opera di chi ha scritto la risoluzione) e si pone l'embargo solo alle armi per i combattenti Houti. La Russia ha criticato il documento ma si è astenuta, permettendone l'approvazione.

Si ingarbuglia ulteriormente la situazione nello Yemen mentre continuano sul terreno i combattimenti tra i due schieramenti e i bombardamenti navali e aerei da parte dell’Arabia Saudita e degli altri paesi della coalizione sunnita nata su iniziativa di Riad allo scopo di riportare al potere l’esecutivo fantoccio rimosso nei mesi scorsi dai ribelli Houthi.

jueves, 1 de junio de 2006

Venezuela y OPEP evalúan la posibilidad de utilizar otras monedas para el intercambio petrolero

Attilio Folliero, Caracas 01/06/2006

El ministro venezolano del petróleo, en una entrevista hodierna, contempla que dentro la OPEP se ha planteado la posibilidad de romper la dependencia absoluta del dólar en la cotización del petróleo.


El Ministro de Energía y Petróleo de Venezuela, Rafael Ramírez, en una entrevista hodierna a la televisora venezolana VTV, afirma que en la Organización de Países Exportadores de Petróleo (OPEP) hay quienes se ha planteado el cambio del patrón referencial del dólar al euro. El ministro venezolano ha claramente dicho que en la OPEP se esta estudiando la posibilidad de abandonar el dólar como moneda de referencia por el intercambio petrolero.

viernes, 10 de marzo de 2006

LA PRÓXIMA GUERRA: IRÁN EN LA MIRA

Attilio Folliero, Caracas 10/03/2006 (*

El posible ataque a Irán analizado por John Pilger y William Clark. Todo párese indicar que Irán esta en la mira de los Estados Unidos. Pronto una nueva guerra? La próxima guerra será contra Irán? Si esta análisis son justas, después de Irak e Irán, en la mira caerá el Venezuela.

La Editorial Bantam Press Ltd de Londres ha anunciado que en el próximo mes de Junio saldrá a la venta el nuevo libro de John Pilger, titulado "Freedom Next Time”. Es un libro importante porque trata de la agenda secreta del ataque a Irán. Tony Blair, que con sus mentiras sobre las armas de destrucción masiva de Irak ha enviado a la muerte un centenar de militares ingleses y ha provocado la masacre del pueblo iraquí, antes de salir de la escena política, parece estar dispuesto a tomar parte en un nuevo crimen, la guerra a Irán.

jueves, 14 de junio de 1984

C'è anche chi vorrebbe una bella guerra! La guerra Iran-Iraq

Attilio Folliero, Qui Foggia, 14/06/1984, Pagina 5

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