Tito Pulsinelli, Selvas, 11/01/2017
Barack Hussein Obama si congeda con una lezione generica di "democrazia", recitando la parte di un grande statista che lascia un Paese che scoppia di salute e stabilità. Davvero? La cosa è possibile solo con un abbondante abuso di retorica, facendo ricorso alla demagogia riguardante i miti fondativi. Esimendosi dal vincolare a fatti concreti il generoso e interessato bilancio di otto anni grigi.
BHO si pavoneggia come un ardito dei diritti umani, proprio lui che era impegnato a bombardare -simultaneamente- ben sette nazioni, forse per superare G.W.Bush in materia bellica. Proprio lui che ogni martedi firmava la lista delle esecuzioni extra-giudiziarie via drone. Il premio Nobel della pace non ha lesinato sforzi nelle arti marziali, distinguendosi in guerre non vinte, nè perse, però ad alta distruttività per la popolazione civile, l'economia e le strutture di sette Paesi.


