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sábado, 14 de enero de 2017

Lettera di un suicida (Il suicidio di "Pacho" Eduardo Dellagiovanna dovrebbe essere la prima notizia dei TG, ma non lo sarà)

Lettera di Eduardo Dellagiovanna, Brescia 07/01/2017
Fonte: Dante Lepore, 13/01/2017

Pubblico e diffondo questa lettera con profonda tristezza.

Dante Lepore ha scritto: "Ecco la lettera che Pacho (soprannome di Eduardo Dellagiovanna) ha scritto ad alcuni amici e a una radio locale di Brescia. La riporto perché è una forte presa di coscienza su una realtà che sempre più contraddistinge il lavoratore che si indebita nella fase più critica del capitalismo, dell'economia del valore di scambio in agonia. Eppure è elementare: il debito uccide! Il movimento per l'uscita dal capitalismo, dall'economia del mercimonio deve partire da qui, dall'abolizione del valore di scambio e del debito. Altrimenti il capitalismo continuerà a vivere della nostra morte".

Stefano Zecchinelli ha aggiunto "Pacho era un combattente del PRT-ERP, spina dorsale della Giunta Rivoluzionaria Latino-Americana (guevarista) e della Resistenza armata contro la dittatura di Videla. Per questo il dolore della sua morte è doppio ed è una ferita aperta per tutti i comunisti del mondo. Come disse il Comandante Santucho ''il capitalismo è la tomba di ogni speranza di redenzione umana''. Tocca a noi vendicare Pacho seguendo fino in fondo la via della Rivoluzione, la strada che Lenin e Guevara ci hanno indicato".

"ALL’AUTORITA’ LEGALE CHE CORRISPONDA:

jueves, 24 de marzo de 2016

Argentina: 40 años entre una y otra dictadura

Carlos Aznárez, Resumen Latinoamericano, 23 de marzo 2016




El golpe cívico-militar-empresarial-religioso-mediático gestado por la oligarquía, con importante apoyo de los Estados Unidos fue coronado en marzo de 1976 pero venía siendo gestado desde mucho tiempo atrás, en función de los desvaríos y las complicidades del gobierno de Isabel Perón y José López Rega en primera instancia, y luego de la estrecha relación entre la viuda de Perón y sus secuaces (Italo Luder, por ejemplo) con los sectores más reaccionarios de la cúpula militar. En realidad, todo se había hecho mal desde que Perón decidió dar por terminada -brutalmente para los sectores más combativos del peronismo- la llamada “primavera camporista” que sólo duró un par de meses, y que despertó esperanzas para quienes durante 17 años habían aguantado a pie de calle, de cárcel, de tortura y hasta de desaparición (recordar al obrero metalúrgico Felipe Vallese), lo que se dio en llamar la “primera resistencia”, y posteriormente “la segunda” con fecha inicial en la gesta del “Aramburazo”.