Stefano Zecchinelli, L'Interferenza, 20/12/2016
Il giornalista israeliano Gideon Levy, che svolge un importante ruolo d’informazione sui crimini israeliani nei territori occupati della Palestina, nel suo ultimo articolo intitolato “Gli ipocriti piangono Aleppo” ha, quanto meno, travisato le ragioni della destabilizzazione – proveniente dall’esterno – della Siria baathista. L’articolo di Levy ha diversi punti deboli che è bene criticare citando numerose fonti.
Ecco cosa scrive il bravo (e da me più volte apprezzato) giornalista israeliano: ‘’Gli israeliani sono divisi sulla Siria... Arabi che uccidono arabi è sempre una buona notizia per loro. Non solo per il piacere che siano uccisi arabi, ma perché questo dimostra il vero volto dei nostri nemici. Guarda mondo con chi abbiamo a che fare. Con quali animali. Questo è ciò che sarebbe accaduto a Israele se si fosse ritirato dalle alture del Golan. Questo è ciò che sarebbe accaduto a Israele se si fosse ritirato dalla Cisgiordania. Questo è ciò che accadrà se si ritira da Amona. Aleppo serve a sminuire gli orrori della occupazione’’ (1).

