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viernes, 24 de marzo de 2017

Perché le superstizioni sopravvivono a dispetto della scienza (A proposito della Sindone, un articolo di Dante Lepore)

Dante Lepore, PonSinMor, 06/05/2010
NOTA. È importante e utile precisare che il brano che segue è tratto da un libro scritto nel 1999 (*). A sua volta esso fa riferimento a fatti e personaggi di dodici anni prima. Ciò non toglie nulla, anzi aggiunge forza alle sue argomentazioni.

«[…] Basterebbero queste poche considerazioni sulle vicissitudini, un po’ beffarde, di questa antica idea [l’anima], per far luce sulla sua natura materiale. Ma esse non sono sufficienti a sradicare la superstizione, né i rituali macabri connessi, in un’epoca e in un paese del mondo come l’Italia, in cui persino le statue grondano lacrime e sangue! (1)

Basti pensare che un sindaco partenopeo (2), militante di un partito che si denominava “comunista”, si lascia riprendere dalle cineprese nell’atto di baciare l’ampolla contenente una sostanza presentata come la reliquia del sangue di S. Gennaro, offertagli per l’occasione da un cardinale (3in odore di un vizio tanto deprecato dalla chiesa e sinonimo di giudaismo, come l’usura.

domingo, 1 de enero de 2017

Regala o regalati un libro delle Ediizoni PonSinMor

Attilio Folliero, Caracas 01/01/2017
Un libro è sempre un regalo intelligente. Adesso puoi regalare ai tuoi amici, ai tuoi cari, o a te stesso un libro delle Edizioni PonSinMor con lo sconto del 50%. Per acquisti ed informazioni contatta direttamente la casa editrice.

Io consiglio non solo i miei amici ed i miei lettori italiani, ma anche i gestori delle librerie presenti in italia (e librerie all'estero che diffondono libri in italiano) a prendere contatto con la PonSinMor al fine di poter esporre e rivendere nei propri spazi opere sicuramente scomode ed originali pubblicate da questa casa editrice.

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lunes, 10 de octubre de 2016

President Trump? (Loren Goldner)

Loren Goldner, Insurgent Notes, 09/10/2016
It just might happen. What seemed, a year ago, like a laughingstock candidacy is now a plausible winner in the wildest political year (and there is still the forthcoming “October surprise”) since 1968. No matter what happens, the old US party system is broken. Donald Trump is like no major candidate in living memory. Just as one had to reach back to Eugene Debs to find a candidate as seemingly radical as Bernie Sanders, finding a serious precursor to Trump is even more difficult. The quiet eclipse of Sanders in August guaranteed that many of his ex-supporters will stay home or vote for the Green Party. Respectable official society, including a good swath of the Republican establishment and even the normally “apolitical” military, is either in withdrawal or openly supporting Clinton. Generals, diplomats, foreign policy wonks and the New York Times all agree that a Trump presidency will be a disaster. The Financial Times sheds tears over the possible demise of the “internationalist” (read: US-dominated) world order in place since 1945. Such declarations make no difference; if anything, they only add to Trump’s “anti-establishment” credentials and panache.

Trump Presidente? (di Loren Goldner; tradotto in italiano da Dante Lepore)

Loren Goldner, Insurgent Notes, 09/10/2016 (in inglese)
Traduzione all'italiano di Dante Lepore per PonSinMor

Loren Goldner
Vedasi anche:

Potrebbe proprio succedere. Ciò che sembrava, un anno fa, come una candidatura da spettacolo, è ora un vincitore plausibile nell'anno politico più selvaggio dal 1968 (e c'è ancora la prossima "sorpresa di ottobre").

Qualunque cosa accada, il vecchio sistema dei partiti degli Stati Uniti è rotto. Donald Trump non è assimilabile ad alcun candidato presidenziale a memoria d'uomo. Come bisogna risalire all’indietro, esattamente fino a Eugene Debs per trovare un candidato apparentemente radicale come Bernie Sanders, così, trovare un precursore serio di Trump è ancora più difficile. La tranquilla eclissi di Sanders in agosto ha garantito che milioni di suoi ex-tifosi rimarranno a casa o voteranno per il partito dei verdi. La rispettabile società ufficiale, compresa una buona fetta dell'establishment repubblicano e persino i militari normalmente "apolitici", sono in ritirata o apertamente sostengono la Clinton. Generali, diplomatici, esperti di politica estera e il New York Times: tutti d'accordo sul fatto che una presidenza di Trump sarà un disastro. Il Financial Times versa lacrime sull'eventuale scomparsa dell’ordine mondiale "internazionalista" (leggi: dominato dagli USA) in atto dal 1945. Dichiarazioni di questo genere non fanno differenza; se non altro, esse aggiungono soltanto credenziali "anti-establishment" di Trump e stile brioso.

viernes, 26 de agosto de 2016

La classe operaia di Marcinelle non ha nazione (di Dante Lepore)

Dante Lepore, Ponsinmor, 24/08/2016


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Come i caporali De Gasperi e il Vaticano istituirono la prima tratta di schiavi per la riconversione postbellica

Il messaggio elusivo inviato dal presidente della Repubblica Mattarella in occasione del 60° anniversario della tragedia di Marcinelle è riassuntivo di tutti i belati rievocativi degli altri politici italiani: «Sessanta anni fa, egli afferma, l’8 agosto del 1956, lavoratori di dodici diverse nazionalità, tra cui 136 italiani, persero la vita nelle profondità della terra al Bois du Cazier. La tragedia costituì uno dei più sanguinosi incidenti sul lavoro della storia italiana ed europea. Una tragedia assurta a simbolo delle sofferenze, del coraggio e dell’abnegazione dei nostri concittadini che lottavano – attraverso il duro lavoro – per risollevare se stessi e le loro famiglie dalla devastazione del secondo conflitto mondiale».

Giorgia Meloni è stata ancora più originale: «Marcinelle rappresenta un luogo altamente simbolico per la memoria dell’Italia che ci fa riflettere su valori assoluti e irrinunciabili come la nostra identità nazionale».

miércoles, 10 de febrero de 2016

Giubileo 2016: il mercimonio sulla miseria che avanza. L’immane edificio cattolico è ormai una massa escrementizia, espressione della putrefazione imperialista, che tuttavia immancabilmente galleggia imperterrita.

Dante Lepore, Ponsinmor/Facebook, 10/02/2016

Parto dall’ultima notizia, appena sciorinata da «La Stampa» (1), secondo la quale la Guardia di finanza di Bolzano ha arrestato monsignor Patrizio Benvenuti, alto prelato 64enne di origini argentine, accusato di una truffa da 30 milioni di euro ai danni di quasi 300 persone, prevalentemente residenti all'estero, per lo più in età avanzata. Benvenuti è stato bloccato a Genova, da dove stava partendo per le Canarie. I devoti beoti versavano i propri soldi al sacerdote, destinati alla sua fondazione umanitaria Kepha, che finivano però in un articolato meccanismo di riciclaggio tra persone, società estere e italiane.

viernes, 29 de enero de 2016

Un appello etico non eretico agli intellettuali

Dante Lepore, Ponsinmor, 14/02/2009


Un interessante articolo (del 2009, ma attuale) sulla faccenda Olocausto. Si tratta di una polemica verso un Appello agli intellettuali lanciato dallo storico Angelo d'Orsi. In calce si riporta anche un intervento di Michele Basso, con relativa successiva risposta dell'autore. La vignetta a lato utilizata per illustrare questo articolo è stata scelta dal titolare del blog e riguarda una polemica opera di Enzo Apicella, per la quale ricevette critiche feroci da sionisti di tutto il mondo e perfino minacce di morte.

L’appello di Angelo D’Orsi agli intellettuali, affinché rompano «il silenzio» sul tentativo «genocidario» sionista nella guerra a Gaza è fatto in nome della «verità» e della «giustizia» ed è rivolto, come spiega nell’articolo del 23.01.09 riportato da Sotto le bandiere del marxismo, a coloro che appunto credono nella verità e nella giustizia (gli intellettuali, i chierici) ed hanno per questo il dovere di non tacere e di «trasmettere e suscitare la volontà di capire e di sapere».

domingo, 10 de enero de 2016

L’imperialismo nel grande gioco nord africano (Dante Lepore)

Dante Lepore, Ponsinmor - Fonte: Parte 1 - Parte 2 - Parte 3


L’imperialismo nel grande gioco nord africano (I parte)

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Nel saggio appena pubblicato nelle nostre edizioni (Decadenza del capitalismo e regressione sociale, PonSinMor, 2011) osservavo, in più occasioni, che è possibile comprendere i processi reali fino a quando la confusione, «sempre più alimentata ad arte», resta ancora diradabile (p. 147). Subentrano infatti, nelle inevitabili convulsioni delle crisi, le vere e proprie menzogne di guerra da cui è più difficile restare immuni, specie in un contesto in cui quello dell’informazione diventa uno strumento primario fino ad evolvere in arma di guerra (ciberguerra, guerra informatica, guerra mediatica, ecc.), come dimostrano le vicende dell’11 settembre 2001.

jueves, 19 de noviembre de 2015

Caratteri e novità della «guerra tra la gente», ovvero: il nemico è pur sempre in casa.

Dante Lepore/PonSinMor, Torino, 16/11/2015

La locuzione ricorrente nei media mainstream dopo l’attacco mortifero in vari luoghi pubblici di Parigi del 16 novembre 2015 è che questa «è guerra!», la stessa che uscì dalla bocca di Sarkozy (1), dopo il blitz alla redazione di Charlie Hebdo. L’insistenza, più che a scarsa convinzione o a incredulità, sembra volta a rendere accettabili i ben più micidiali bombardamenti che il governo francese stava preparando e le relative misure interne di «sicurezza» che dovranno piovere sul fronte della guerra di classe. Ora, come si concili l’emblema della nonviolenza inalberato col canto militaresco della Marsigliese e i 5000 morti civili causati dai primi bombardamenti per rappresaglia bisognerebbe pure spiegarlo, ma non lo farà nessuno come non lo fecero l’ottobre 1961 in occasione dei massacri di centinaia di algerini. Questa è una faccenda che però è necessario comprendere.

jueves, 1 de octubre de 2015

Razzismo e schiavitù: come e perché il rapporto sociale capitalista procede svilendo l’umanità

Dante Lepore/Ponsinmor, Torino 01/10/2015

Considerazioni in margine ai saggi di Loren Goldner qui raccolti, Il concetto di razza e il secolo dei lumi (1997), parte I: Prima dei Lumi: La Spagna, gli Ebrei e gli Indiani; parte II: L’Illuminismo anglo-francese e oltre (1998). 

Nella precedente newsletter 48 (1) avevamo concluso, in merito alla «libertà», che il suo vessillo venne impugnato storicamente come bandiera dei ceti radicali borghesi, allora in ascesa e rivoluzionari, contro il principio d’autorità, contro l’assolutismo feudale aristocratico, per evolvere poi nella forma di un radicalismo espressione dei ceti medi e di borghesia grande o piccola di volta in volta proprietaria benestante o in crisi come nell’attuale fase di regressione sociale, oscillante tra una visione della libertà come «trasgressione», violazione della legge, rifiuto delle «costrizioni», e una forma tipica di segno opposto, di garantismo e legalitarismo della pletora dei parassitari delle scartoffie, dei funzionari e burocrati pubblici e privati, politici e sindacali, che ormai infestano il corpo sociale in putrefazione nella fase del capitale stramaturo e marcio, il capitale fittizio, ceti che prosperano sulle miserie, le tragedie e le guerre in cui si dibatte il capitalismo da sempre. 

miércoles, 23 de septiembre de 2015

Liberalismo e libertà: l’ossessione della proprietà privata e le origini della schiavitù dell’uomo-merce

Dante Lepore/Ponsinmor, Torino 22/09/2015

Immagine: E. Delacroix, La Libertà che guida il popolo, 1830. L’opera è studiata e realizzata in forma piramidale

Ci sono ancora, tra amici e «compagni», coloro che sostengono che la schiavitù è cosa del mondo antico e che la nostra mentalità ormai è impregnata di liberalismo e le istituzioni democratiche lo sono altrettanto al punto da non permettere un rapporto di lavoro fondato sulla pura coercizione forzata al lavoro. Queste affermazioni sono false e ipocrite al tempo stesso. False perché è un fatto che la costrizione al lavoro anche minorile, persino gratuito nelle condizioni più disumane e spesso mortali, si diffonde nelle metropoli capitaliste e nelle campagne; ipocrite, perché viene contrabbandata o come fenomeno residuale, o come fenomeno razziale, senza nesso con la condizione economica e sociale di sfruttamento che nel capitalismo è trasversale per tutte le razze. L’idea di fondo è che dove c’è libertà e istituzioni liberali e democratiche non ci sarebbe schiavitù. Tutto falso, come spero di dimostrare in questa nota.

domingo, 2 de agosto de 2015

La menzogna è un’arma mediatica


Mentire è manipolare, veritare è rivoluzionare
(Attilio Folliero)

Da oltre un secolo e mezzo, solo la corrente teorica politica e culturale dei marxisti combatte la battaglia per l’emancipazione di tutta la specie umana dalla soggezione ad un modo di produzione generatore di caos, di dissipazione dell’energia, che mette irrazionalmente a repentaglio la sopravvivenza del mondo e della vita stessa sul nostro pianeta. 

Nel far questo, essi, i marxisti, usano mezzi razionali, anche se han capito che le armi della ragione illuminista sono nulla, se non accompagnate dalla ragione delle armi, della lotta sociale organizzata per la demolizione dei pilastri economici, sociali e politici che sorreggono il sistema capitalista. In fondo, la loro è una battaglia rivolta alle menti, una battaglia per la coscienza organizzata e per la verità partecipata e condivisa (solo la verità è rivoluzionaria).