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sábado, 1 de abril de 2017

11 settembre, desecretate 28 pagine del rapporto: governo saudita sotto accusa (Infiltrato)

Vi proponiamo, in esclusiva, le 28 pagine desecretate del rapporto redatto dal governo americano sugli attentati dell’Undici Settembre 2001. Ecco le prove del coinvolgimento dell’Arabia Saudita nel crollo delle Torri Gemelle.

La Commissione Intelligence della Casa Bianca ha desecretato le 28 pagine, fino ad ora censurate, del rapporto redatto dagli Usa sugli attentati del 9/11.

Ricordiamo che 15 attentatori su 19 provenivano dall’Arabia Saudita.

E il rapporto rivela, senza ombra di dubbio, il coinvolgimento diretto del governo e dell’intelligence saudita nel crollo delle Torri Gemelle:

domingo, 26 de marzo de 2017

Presidio della Rete No War a Piazza San Pietro a due anni dall'inizio dei bombardamenti nello Yemen

Attilio Folliero e Marinella Correggia, 26/03/2017 - Aggiornato 28/03/2017


Il 26 marzo del 2015 iniziavano i bombardamenti dell'Arabia saudita sullo Yemen. Oggi, per ricordare i due anni di bombe sullo Yemen, in numerose città del mondo si sono svolti presidi e manifestazioni. Nella città di Sanaa ha partecipato una folla oceanica. C'è da dire che malgrado le notizie tremende che arrivano ogni giorno dallo Yemen le coscienze non si smuovono.

Tra l'altro l'Arabia Saudita ha fieramente dichiarato di aver sganciato sullo Yemen ben 90.000 bombe, che hanno provocato oltre 10.000 morti e un enorme numero di feriti. 

E mentre i governi occidentali continuano a rifornire di armi i Saud, il popolo dello Yemen muore di fame e di stenti anche a causa del blocco navale attuato dai sauditi e suoi alleati, blocco che ovviamente ostacola l'arrivo nel paese di aiuti alimentari; un milione di yemeniti stanno soffrendo di fame e ben 60.000 bambini sotto i cinque anni sono morti di fame, di stenti o per malattie facilmente curabili senza questo blocco, senza questa guerra.

sábado, 8 de octubre de 2016

Yemen: Al menos 140 muertos y 525 heridos tras un bombardeo saudí (Video con fuertes imagines)

Rusia Today, 08/10/2016

Vease:

Cuatro ataques aéreos llevados a cabo por la coalición liderada por Arabia Saudita contra un funeral en la capital yemení se han saldado con múltiples víctimas.

Al menos 140 personas han muerto y otras 525 han resultado heridas como consecuencia de cuatro ataques aéreos este sábado en Saná, informa la ONU. Según las autoridades de Yemen, el bombadeo ha sido efectuado por la coalición liderada por Arabia Saudita. 

La tragedia ha tenido lugar en un funeral de la capital yemení y varios medios elevan las cifras oficiales. Según el periódico 'Yemen Post', los bombardeos se han saldado con al menos 720 muertos y heridos.

jueves, 24 de marzo de 2016

Stragi di Bruxelles: registi, aiuto registi, attori e comparse

Stefano Zecchinelli, L'interferenza, 22/03/2015

La capitale belga, Bruxelles, è nuovamente sotto attacco terroristico. Alle otto del mattino, un kamikaze si è fatto esplodere all’aeroporto internazionale Zaventem, mentre, un’ora dopo, sono scoppiati degli ordigni in metropolitana tra le fermate di Maelbeek e Schuman, nei pressi delle istituzioni comunitarie. I media locali, dopo le ore 13, hanno riferito che il bilancio è di 34 morti (1).

L’attentato è stato rivendicato da Daesh, mentre – sempre a Bruxelles – pochi giorni fa è stato arrestato Salah Abdeslam, ultimo degli attentatori parigini, il quale, fra lo stupore dei servizi d’intelligence, s’era trasferito a 300 metri dalla sua precedente abitazione: “Salah è rimasto tra noi per mesi, attraversando indisturbato le frontiere”, commenta Alberto Negri con un interessante articolo scritto, a caldo, subito dopo la diffusione della notizia (2).

miércoles, 9 de marzo de 2016

Arabia Saudita: la pena di morte non risparmia nemmeno i bambini

Federica Albano, Il Faro Sul Mondo, 08/03/2016 - Via IRIB



RIAD - L’Arabia Saudita e la pena di morte che non risparmia nemmeno i bambini L’Arabia Saudita non ha mai sdegnato il ricorso alla pena di morte, solo nel 2015 sono state 153 le condanne alla pena capitale, ma quello che è emerso dall’ultimo rapporto di European Saudi Organization for Human Rights (Esohr) è sconcertante.

I dati 55 condanne in via di esecuzione nei prossimi mesi, un sesto di loro meno che ventenne, molti arrestati quando erano ancora minorenni. I numeri parlano chiaro: in Arabia Saudita sarà una mattanza. Buona parte degli arresti sono stati ufficializzati come logica conseguenza di indagini anti-droga ma il numero di condannati si è impennato dopo le manifestazioni contrarie al regime.

jueves, 18 de febrero de 2016

L'Arabia Saudita non ridurrà la produzione di petrolio

IRIB, 18/02/2016

Vedasi anche:

RIYADH (IRIB) - Il ministro degli esteri del regime lo dichiara in esclusiva a AFP. "Se altri produttori vogliono limitare o accettare un congelamento della produzione per avere effetti sul mercato, l'Arabia Saudita non è pronto a farlo", lo ha dichiarato in esclusiva ad AFP il ministro degli esteri del regime saudita, Adel al Jubeir.

Il capo della diplomazia saudita ha aggiunto che i prezzi del petrolio, che hanno perso il 70% del suo valore a partire dalla metà del 2014, "saranno determinati dalla domanda e dall'offerta, dalle forze di mercato."

viernes, 22 de enero de 2016

Nella casa dei Saud volano i coltelli (non è una metafora)

Fonte: Maurizio Blondet, 21/01/2016


Mohamed bn Nayef, successore in percolo
Il principe della Corona Mohammed bin Nayef, attualmente ministro dell’interno, ha tenuto colloqui segreti con i capi tribali del paese per prevenire la salita al trono   del principino “impulsivo” Mohammed bin Salman, il favorito figlioletto del regnante Salman, 29 anni.

E’ quanto ha rivelato “un importante attivista dei media saudita” all’agenzia persiana Fars. Bin Nayef, 56 anni, ha cominciato a prendere i contatti con i capi delle kabile avendo saputo che il re saudita avrebbe deciso di lasciare il trono al suo viziatissimo Bin Salman. Già il paparino – che soffre di demenza – ha nominato costui vice-primo ministro nonché ministro della difesa; il favorito giovanotto, per diventare principe ereditario al posto dell’odiato zio Bin Nayef, ha messo in atto uno sfrenato attivismo politico:

sábado, 9 de enero de 2016

Arabia Saudita bombarda ambasciata iraniana in Yemen! Vogliono la guerra!


Dopo l’esecuzione dell’Imam sciita Al-Nimr, punto di riferimento per milioni di musulmani sciiti e noto per le proprie posizioni non violente, e le prevedibili conseguenze nei rapporti con l’Iran (paese a maggioranza sciita) l’Arabia Saudita alza il livello dello scontro e delle tensioni. Dopo il ritiro degli amasciatori, l’Arabia compie un vero e proprio atto di guerra, bombardando l’ambasciata iraniana in Yemen, dove l’esercito saudita da settimane bombarda, nell’indifferenza dell’ONU e del mondo intero.

martes, 5 de enero de 2016

Arabia Saudita. La rivolta dimenticata

Osservatorio Iraq - Via Paolo D'Arpini
All'ombra delle dune si combatte una battaglia silenziosa, iniziata nel 2011. E' da allora che le autorità reprimono nel sangue la protesta della minoranza sciita che abita l'est del regno, con la complicità dei media.

L'ultima vittima degli scontri tra le comunità sciite della provincia orientale di al-Sharqiyya e le forze governative risale a venerdì notte. Un ragazzo di 19 anni, Ali Hassan al-Mahroos, è stato ucciso dalla polizia durante una sparatoria nel villaggio di al-Tubi, nella regione di Qatif. Un'altra persona è rimasta ferita, mentre sarebbe ancora imprecisato il numero dei manifestanti arrestati.

lunes, 30 de noviembre de 2015

30 novembre, Roma. Rete No War in presidio davanti alla RAI per la fine dell'export di armi italiane ai Saud e agli altri padrini di gruppi Jihadisti

Comunicato stampa Rete No War, 30/11/2015

Vedasi altri articoli riguardanti: Rete No War, Yemen e Arabia Saudita

Un gruppo di attivisti di Rete No War Roma ha tenuto oggi un presidio a viale Mazzini, Roma, per chiedere che la Rai, servizio pubblico, informi gli italiani a) sullo scandalo delle ingenti forniture di armi da parte dell'Italia all'Arabia saudita e b) sulla catastrofe che i bombardamenti della coalizione a guida saudita stanno provocando da mesi in Yemen.

Il regno dei Saud è, insieme alle altre petromonarchie, uno dei paesi padrini accertati di gruppi jihadisti in Siria, Iraq, Libia e Yemen e ormai in molti paesi...
Il regno dei Saud bombarda lo Yemen dallo scorso marzo, con migliaia i civili uccisi, impone un blocco navale che ostacola gli aiuti, distrugge infrastrutture civili in un paese poverissimo e annienta patrimoni dell'umanità. Il mondo dovrebbe indignarsi!

Il regno dei Saud, serial killer, decapita, lapida, mozza le mani. La legge 185/90 vieta l'esport di armi ai paesi in guerra e che violano i diritti umani.

sábado, 28 de noviembre de 2015

Il teatro degli orrori di Casa Saud: fra droga e mercato della prostituzione

Mentre l’attenzione della maggioranza delle persone è – giustamente – rivolta alla Siria, in Arabia Saudita, nel silenzio dei mass media occidentali, il poeta palestinese Ashraf Fayadt, 35 anni, viene condannato a morte perché colpevole di aver scritto questi versi “Rifugiato: stare in fondo alla fila in attesa di un pezzo di patria/ Stare in piedi: attività che svolgeva tuo nonno senza sapere il perché / Quel pezzo di patria: sei tu / Patria: una tessera che si mette nel portafoglio / Banconote: pezzi di carta con l’effigia del re / Il ritorno: una leggenda che la nonna era solita raccontare”. 

sábado, 14 de noviembre de 2015

Arabia Saudita: blogger Badawi condannato a 1000 frustate e 10 anni di carcere sta male in carcere

IRIB, 13/11/2015

RIYADH (IRIB) – È in cattive condizioni di salute, in prigione, il blogger saudita Raif Badawi, condannato a 10 anni di reclusione e 1000 frustate per aver criticato la monarchia.

La moglie del blogger 31enne, Ensaf Haidar, ha riferito che il marito non si trova in buone condizioni di salute. La monarchia ha inflitto a Badawi la prima tranche di 50 frustate a Gennaio, ma ha dovuto fermarsi per via della condizioni di salute critiche del giovane.

sábado, 31 de octubre de 2015

Italia vende bombe ai Sauditi per uccidere donne e bambini in Yemen


Nel giorno in cui l’Unione Europea assegnava il Premio Sakharov al blogger saudita incarcerato Raif Badawi, dall’Italia partivano nuove bombe destinate all’Arabia Saudita, il paese che guida la coalizione la quale – senza alcun mandato internazionale – da sette mesi sta bombardando lo Yemen causando migliaia di morti tra i civili.

Lo denuncia Amnesty International che, insieme alla Rete Italiana per il Disarmo e all’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Difesa e Sicurezza (OPAL) di Brescia, chiede al “Governo italiano di sospendere l’invio di bombe e armamenti a tutti i paesi militarmente impegnati nel conflitto in Yemen”. 
Secondo quando diffuso da fonti di stampa locale, tra il 28 e il 29 ottobre diverse tonnellate di bombe e munizionamento sono state imbarcate all’aeroporto di Cagliari Elmas su un cargo Boeing 747 della compagnia azera Silk Way con destinazione Arabia Saudita: il cargo, rintracciato dai sistemi di rilevamento, è giunto a Taif, dove c’è un base militare della Royal Saudi Armed Forces. 

miércoles, 15 de abril de 2015

Yemen, l’Onu benedice la guerra saudita. La strage continua

Marco Santopadre/Contropiano, 15/04/2015

Vergognosa risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione sulla guerra yemenita proposta dalla Giordania (presente nel Consiglio) e scritta dagli stessi paesi del Golfo che stanno bombardando lo Yemen. Nella risoluzione non si condanna l'aggressione militare straniera (opera di chi ha scritto la risoluzione) e si pone l'embargo solo alle armi per i combattenti Houti. La Russia ha criticato il documento ma si è astenuta, permettendone l'approvazione.

Si ingarbuglia ulteriormente la situazione nello Yemen mentre continuano sul terreno i combattimenti tra i due schieramenti e i bombardamenti navali e aerei da parte dell’Arabia Saudita e degli altri paesi della coalizione sunnita nata su iniziativa di Riad allo scopo di riportare al potere l’esecutivo fantoccio rimosso nei mesi scorsi dai ribelli Houthi.

Stop aggressione Yemen: Yemeniti, arabi e italiani protestano nuovamente davanti all’ambasciata saudita

Marinella Correggia, 14/04/2015 

Vedasi anche:

Intere famiglie con bambini piccoli della Comunità yemenita, cittadini di altri paesi arabi e italiani hanno protestato  ieri (martedì 14) davanti all’ambasciata dell’Arabia saudita a Roma contro i bombardamenti in Yemen da parte della coalizione guidata da Riad. L’aggressione, iniziata il 28 marzo, ha già causato moltissime vittime civili e la distruzione di infrastrutture: nel paese più povero del mondo arabo. “I sauditi si dicono i depositari dell’islam ma uccidono musulmani”.

E’ la quarta manifestazione là davanti, dopo la prima di Rete No War sabato 4 aprile. Insieme alle bandiere yemenite e a una  - superstite - bandiera della pace italiana, moltissimi cartelli in varie lingue (“Stop al massacro, stop all’aggressione saudita”), foto di civili uccisi dalle bombe, vignette satiriche sul reame saudita e sul presidente yemenita fuggito a Riad. E uno speranzoso “Evviva l’Arabia non saudita”.

domingo, 5 de abril de 2015

Acción mundial contra el Gobierno de Arabia Saudita

Attilio Folliero, Caracas 04/04/2015
Foto cortesia Stefano Montesi

La "RED No WAR " el 4 de abril ha manifestado delante la Embajada de Arabia Saudita en Roma para protestar contra el gobierno de este reino obsceno y feudal que en Yemen está matando niños, mujeres, ancianos y hombres inocentes. En Yemen, el Gobierno de Arabia Saudita está bombardeando los campos de prófugos. El gobierno de Arabia saudita está matando indirectamente tanta gente inocente también en Siria, Iraq y en muchos países de África con los grupos terroristas que apoya financieramente y militarmente.

Marinella Correggia de la RED NO WAR explica que en la manifestación de Roma había pancartas en diferentes idiomas porqué quieren impulsar una campana mundial contra las petromonarquias aliadas de Estados Unidos y de los países de la OTAN, Italia incluida. Esos dos "Ejes de la guerra" hacen guerras y fomentan terroristas matando a pueblos y civilizaciones en Oriente medio y África.

sábado, 4 de abril de 2015

Rete No War manifesta a Roma contro l'Arabia Saudita

Attilio Folliero, Caracas 04/04/2015
Foto cortesia Stefano Montesi

La "Rete No War" oggi ha realizzato a Roma una manifestazione di protesta contro l'Arabia Saudita. Il governo feudale dell'Arabia Saudita sta bombardando i campi profughi nello Yemen. Centinaia di bambini, donne, anziani, e uomini innocenti stanno morendo sotto i bombardamenti di una delle più feroci monarchie arabe.

Ricordiamo che l'Arabia Saudita, unico paese al mondo che prende il nome dalla famiglia regnante (i Saud) è una monarchia che commette ogni sorta di discriminazione e repressione ai danni del proletariato, delle donne e di chi si professa ateo. Alle donne, per esempio, è proibito guidare un'auto; chi pubblicamente si professa ateo viene condannato al carcere e pene corporali (frustate).

martes, 31 de marzo de 2015

Saudi Arabia: Killers, and fathers of terrorists!

Marinella Correggia, Torri in Sabina (Ri), 31/03/2015

A final del articulo las direcciones email de varias embajadas de Arabia en el mundo
Alla fine dell'articolo gli indirizzi mail di varie ambasciate dell'arabia nel mondo

To the Government of Saudi Arabia

إلى حكومة المملكة العربية السعودية

Saudi Arabia is the shame of Arab World. Saudi Arabia is the opposite of muslim religion. Saudi Arabia kills a lot of Muslims. 

Saudi Arabia, a ridicoulous rich kingdom of Middle Age times, is killing now refugees in Yemen in order to support Al Qaeda andtion which destroy Libya now invaded by terrorists and racists. Saudi Arabia helped destroying Iraq in 1991 and 2003. Saud Arabia (along with Watar and other shameful kingdoms) crushed the civil protests in Bahrein in 2011.

sábado, 26 de octubre de 2013

¿Arabia Saudita se aleja de los Estados Unidos?

Attilio Folliero, Caracas 25/10/2013

Recientemente se ha empezado a hablar de un alejamiento de Arabia Saudita desde Estados Unidos. ¿Qué pasa con Arabia Saudita? ¿Porque es tan importante este hecho?

El pasado 22 de octubre, “The Guardian” de Londres (1) ha reportado la notica según la cual el príncipe Bandar Bin Sultan, de la familia real saudí y jefe de los servicio de Inteligencia en Arabia Saudita, ha dicho que su país cambiará las relaciones con EE.UU. Según este príncipe saudita la razón reside en la política estera de Washington, en particular en el caso de Siria, en el conflicto palestino-israelí y sobre todo por el acercamiento de Estados Unidos con Teherán.

Inmediatamente, por represalia, Estados Unidos ha empezado a atacar a Arabia, mediante su prensa lacaya. Todos saben que en Arabia hay violación de derecho humano, todo saben que en Arabia hay discriminación hacia la mujer, a la cual está hasta prohibido conducir carros, pero hasta hoy ninguno levantaba la voz.