Ricevo e pubblico la lettera degli italiani del Venezuela diffusa dal Circolo Bolivariano "Antonio Gramsci", Caracas 23/06/2017 - Pubblicata anche da Cambiailmondo e Selvas
Nota di Selvas, 25/06/2017. La comunità italiana in Venezuela è composta da circa 150 mila cittadini di passaporto e oltre 2 milioni di oriundi. L'intero circuito mediatico della penisola e i suoi polverizzati partiti -distorcendo la realtà- difendono inspiegabilmente una minoranza di violenti. La stessa che non esiterebbero a reprimere con decisione se attuasse a Roma o Milano. I "diritti umani" non sono estensibili, onnicomprensivi, né possono dipendere dalla geografia. Dallo staff di Gentiloni, purtroppo, con eccessiva leggerezza si fa allusione a imprecisati "maltrattamenti verso la comunità italiana". Attaccare un aeroporto militare, linciare e bruciar vivo un afro-venezuelano è ovunque un delitto. Assicurare alla giustizia i colpevoli è un imperativo morale, anche se il presunto colpevole possiede un passaporto italiano. La "solidarietà palazzinara" non giustifica dichiarazioni che rasentano l'apologia di reato. Per la precisione, alla nota di Selvas si aggiunge che l'italiano di cui si parla è Enzo Franchini; uno dei presunti colpevoli (che tutto il mondo ha visto nei vari video) del linciaggio, dell'accoltellamento e di cospargere benzina e dare fuoco, bruciare vivo al povero afro-venezuelano Orlando Figuera è proprio questo facoltoso italo-venezuelano, laureato in una università italiana e di professione costruttore, palazzinaro. Uno dei presunti responsabili di questo orrendo omicidio è uno che proprio non si può definire povero. Il ragazzo ammazzato, Orlando Figuera di soli 21 anni, ha avuto il solo torto di avere un colore della pelle non proprio bianco, indossare una maglietta di colore rosso e passare davanti a quest'orda di scalmanati fascisti.
Lettera dal Venezuela alle italiane e agli italiani (Da Cambiailmondo)
Lettera dal Venezuela alle italiane e agli italiani (Da Cambiailmondo)
Pubblichiamo una importante lettera sottoscritta da diversi connazionali in Venezuela e inviata agli italiani, sulla strumentalizzazione della “presenza italiana” in questo paese – fatta in più occasioni anche da dirigenti politici e di Governo – e sulla (dis)informazione a senso unico che è rilanciata dai maggiori media italiani sul paese sudamericano. (Segue testo integrale)
“Care italiane, cari italiani, cari connazionali,





