lunes, 21 de enero de 2008

Lettera di Attilio Folliero al Circolo "Gramsci" di Caracas su Fausto Bertinotti

Premessa: A continuazione pubblico una lettera da me inviata per posta elettronica a Mario Neri ed agli altri compagni del Circolo "Gramsci" di Caracas. La lettera segue una lunga conversazione telefonica intercorsa con lo stesso Mario Neri e fissa la mia posizione nei riguardi di Fausto Bertinotti ed il suo Partito, Rifondazione Comunista. Nel sito web "La Patria Grande" (Url: lapatriagrande.net), di cui sono stato uno dei fondatori ed uno dei principali animatori, ho pubblicato una serie di articoli molto critici nei confronti di Fausto Bertinotti, del suo partito e del suo organo ufficiale, Liberazione. Mario Neri del Circolo "Gramsci", sintetizzando il discorso, ha ritenuto inopportuno che nel sito venissero pubblicati tali articoli per essere Rifondazione Comunista l'unico partito italiano, o tra i pochissimi, a considerarsi "amico" del Venezuela. Nella lettera che riporto di seguito spiego, dunque la mia posizione.

Una persona non va giudicata per quello che dice di essere o per come appare; una persona va giudicata per le sue azioni. Ciò vale anche per i partiti politici e per qualsiasi altra organizzazione. Attilio Folliero

Caracas, 21/01/2008

Caro Mario e compagni del Circolo "Gramsci",
ribadisco con questa lettera la mia posizione riguardante Rifondazione Comunista e Fausto Bertinotti, già espressa per telefono ed in tante altre conversazioni.

La società, il mondo va cambiato e tutti dobbiamo fare qualcosa per cambiarlo; non si può stare con le mani in mani; è necessario lottare per cambiarlo. La storia ha dimostrato che il "cambio" che vogliamo per il nostro mondo non si può dare attraverso la socialdemocrazia ed il parlamentarismo, strumento della democrazia borghese.

Avere un gruppo minoritario di deputati all'interno di un parlamento come quello dello Stato italiano non serve assolutamente a niente. Sperare di riuscire un giorno ad ottenere una maggioranza non è impresa ardua, ma impossibile (basta guardare ad esempio a come si svolgono le elezioni statunitensi; ma il discorso riguarda tutti i paesi).

Se poi questi deputati appartengono a Rifondazione Comunista o alla "cosa rossa", sbiadita o arancione, diventa ancora più impensabile un cambiamento dall'interno delle istituzioni borghesi.

In definitiva ai deputati di questo partito "rosso sbiadito" interessano solo le poltrone; infatti, in vista di possibili elezioni con sbarramento, Rifondazione (ed il suo segretario Bertinotti) pensa solo al partito con cui coalizzarsi per poter riuscire a continuare ad eleggere dei deputati, rinunciando anche agli emblemi (tipo falce e martello) che erano rimasti almeno di adorno o contorno. Al comunismo ed alla rivoluzione avevano già rinunciato da decenni gli antenati dei padri fondatori di questo partito pseudo comunista.

Da oltre un anno vari analisti politici andiamo dicendo (mi metto pure io per il fatto che in LPG ho alimentato il dibattito, scrivendo articoli e pubblicando interventi di altri opinionisti, vignette e caricature) che in Italia ci potrebbe essere una grande "alleanza" fra Berlusconi e PD di Veltroni, cosa - sia ben chiaro - che non significa che faranno un governo insieme (anche se ciò non può essere escluso a priori, ma al momento non è questo il punto) col fine di fare congiuntamente una legge elettorale che li favorisca entrambi, escludendo i "piccoli".  Di oggi la notizia che Veltroni "correrà'" da solo ed invita anche Berlusconi a correre da solo, liberandosi definitivamente di ogni palla al piede rappresentata dai piccoli partiti, che qualche disturbo lo provocano sempre (leggasi richiesta di qualche posto importante).

Bertinotti, come sindacalista, in alleanza con Lama prima e Trentin poi, ha svenduto la classe operaia ed il proletariato al capitalismo italiano ed internazionale. 

Poi, passato alla politica attiva non ha fatto altro che continuare a "svendere" il proletariato, alleandosi col capitalismo. Dove sono le 35 ore, per esempio? Dove è la stabilità del lavoro e la lotta alla precarietà? Anche questo secondo governo Prodi ha continuato con l'attacco alle classi deboli. Negli accordi elettorali, c'era un programma minimo riguardante le classi più deboli; è stato completamente disatteso: il punto limite delle privatizzazioni selvagge doveva essere l'acqua, ossia salvaguardare almeno il diritto all'acqua. E invece non ci hanno lasciato neppure quella! C'è un bellissimo articolo sul tema della privatizzazione dell'acqua in italia  (e la bolletta) su Luogocomune. L'unica regione governata direttamente da un rappresentante di Rifondazione (tra l'altro vice segretario all'epoca della sua elezione) è la Puglia, dove l'acquedotto pugliese era già una Spa e Nichi Ventola aveva promesso una sorta di passo indietro, ma niente è stato fatto.

Questi politicanti sono capaci di svendersi anche quel minimo di principi che avevano sottoscritto solamente per difendere dei posti personali conquistati (tra cui la presidenza della Camera, una Regione, qualche Sottosegretario ...). In nome di questi interessi puramente personali (i seggioloni appunto) svendono anche quel poco di principi "pacifisti" che da sempre avevano sbandierato, ossia in cambio dei seggioloni votano per esempio il proseguimento delle missioni di "pace" in medio oriente (appoggiare l'occupazione USA in Afganistan, Irak, prossimamente in Iran, in Venezuela ...).

Bertinotti fu contestato a La Sapienza perché diceva di essere "pacifista", di essere contro l'imperialismo statunitense e poi di fatto lo ha appoggiato. Se questo non è motivo sufficiente per parlarne, ieri, oggi e domani, credo siamo proprio alla fine della politica e della strategia politica. 

In questa fase storica, che Bertinotti nella sua "lezione magistrale" tenuta a Caracas, all'Università Bolivariana, ha chiamato crisi della politica, in realtà fase in cui la maggioranza del popolo, del proletariato dovrebbe essere sulla difensiva, cercando di arginare gli attacchi del capitale e mantenere le posizioni conquistate; in questa fase il proletariato dovrebbe (come di fatto stanno facendo alcuni settori del proletariato italiano) studiare, propagandare ed organizzarsi appunto (per dirla con una frase di Lenin), per poi una volta forti di una struttura organizzativa (non parlamentare) e capillare ed in presenza di una forte crisi economica e politica (che si avvicina a grandi passi) passare al contrattacco. Non si stratta di una posizione di immobilismo in cui si sta con le mani in mano ad aspettare il "messia", ma bisogna lavorare (e duramente), organizzando e creando la struttura partitica, che va legata al territorio, alle fabbriche, alle persone.

In questa fase di debolezza del proletariato bisogna lanciare iniziative tendenti a cercare di minimizzare l'impatto della aggressione capitalista; un esempio su tutti: la cassa di resistenza, una iniziativa per "resistere" agli attacchi del capitale; chi sciopera, chi lotta per mantenere il posto di lavoro e sopravvivere deve essere aiutato mediante la solidarietà del resto del proletariato. Tale discorso, qui solo accennato va indubbiamente sviluppato e approfondito.

Questa la unica strategia possibile, a mio modo di vedere. Tutto il resto è puro lacaysmo (come si dice in Venezuela), lacayo, lacchè in italiano. 

Se a voi sta bene la situazione attuale e siete disponibili a farvi strumentalizzare da Rifondazione, a me non sta bene. Ma che se ne vadano ... a farsi fotografare coi fascisti e capitalisti, come ben ha documentato Gennaro Carotenuto circa Bertinotti. Avete letto l'articolo di Carotenuto in cui mostra le foto di un Bertinotti ben accomodato nei "salotti romani", a parlare con Donna Almirante e altri soggetti dell'alta borghesia, anzi dell'aristocrazia?

Francamente è cambiato qualcosa avere Bertinotti al posto di Casini? Assolutamente niente.

Quello che viene è già scritto. Negli ultimi mesi sicuramente avete letto gli attacchi all'Italia da parte della stampa inglese, statunitense e perfino argentina (non è un caso, perché l'Italia sembra andare diritto diritto verso la stessa bancarotta che coinvolse l'Argentina); non sono attacchi casuali: il FMI ed il World Bank, la Banca Mondiale da cui l'italia è fortemente dipendente (tanto che all'interno del governo appoggiato e sostenuto anche da Bertinotti, ci ha messo un proprio uomo di fiducia, Padoa Scioppa, quello dei "bamboccioni"), considerato il suo altissimo debito pubblico (106% del PIL).

Da quando ho l'uso della ragione sento parlare di debito pubblico e sacrifici, ovviamente da far sopportare solo e sempre alle classi proletarie. O non è cosi? L'azione politica che si aspetta il FMI dai governi italiani è la forte riduzione dei salari reali, per salvaguardare le posizioni del capitalismo nostrano. Questi "sacrifici", come sempre dovranno essere "sopportati" da governi cosiddetti di sinistra, che hanno il compito di sopire le masse, magari con una bella dose di "cretinismo religioso" e dosi massicce di droga (si la diffusione della droga ha questo scopo; Chi diffonde la droga? Perché lo fanno? Non ci avete mai pensato?).

Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, ossia i paesi del Sud Europa, quelli più in crisi sono quelli dove la diffusione della droga ha raggiunto livelli altissimi negli ultimi tempi.

Nei momenti di massimo sacrificio è sempre stata chiamata la "sinistra" al governo perché controlla le organizzazioni sociali di massa, come i sindacati. Se questi strumenti fossero applicati dalle destre, ci sarebbe la rivolta; invece, facendoli applicare alla "sinistra", in qualche modo riescono a controllare le proteste.

Se voi continuate ad appoggiare i Bertinotti e questo "cancro" chiamato Rifondazione e parlamentarismo della sinistra italiana io prendo le distanze da voi. Non mi faccio strumentalizzare per favorire i Cartocci, i Bertinotti, i Marco Consolo, i Gennaro Migliore.

Vi invito a riflettere almeno sulla vicenda "Caruso", che ovviamente appiattito su posizioni del partito, non ha mai detto o fatto niente di sinistra. L'unica volta che ha aperto bocca per denunciare che i Biagi e Treu sono i responsabili morali di tante morti sul lavoro (e come non potrebbe essere vero? Le privatizzazioni selvagge e la perdita di potere di lotta, attraverso il sempre più massiccio ricorso al lavoro precario e temporale, con la forte riduzione di investimenti da parte delle imprese in tema di sicurezza sul lavoro e salvaguardia della vita umana) è stato prontamente zittito, fino ad essere espulso dal gruppo parlamentare, con l'intervento diretto del capogruppo Gennaro Migliore.

Sapete quanti sono i morti, i feriti gli incidenti sul lavoro in Italia? I media parlarono dei morti alla Tyssenkrupp di qualche settimana fa, solo perché morirono vari operai tutti insieme.

I responsabili di queste morti sono anche i Bertinotti, che con le loro leggi hanno smantellato la sicurezza sul lavoro ed accentuato la precarietà. Non solo. Ti domando, vi domando: chi ha introdotto le prime misure sulla precarizzazione del lavoro, che ormai interessa da 8 a 10 milioni di lavoratori in Italia? Fu proprio la CGIL dei Lama, dei Trentin e dei Bertinotti, con la scusa che tali misure dovevano favorire la ripresa dell'occupazione. Poi, Berlusconi sposò la tesi e la diffuse, ma i primi a volerle furono i tre della CGIL, quando Berlusconi ancora lottava per affermare le sue TV (metà anni 80).

Tra l'altro, la tua scusa che abbiamo in Bertinotti ed il suo partito un "alleato" del Venezuela è completamente falsa. Lo dimostra il fatto che Liberazione, il quotidiano del partito "Rifondazione", continuamente attacca il Venezuela ed in particolare Chávez e con lui l'idea di socialismo. Noi sappiamo bene che qua non c'è nessun socialismo, ma redistribuzione della ricchezza in maniera più giusta. Però Chávez parla di socialismo, appoggia il socialismo. Questo è il punto! Liberazione attacca proprio il socialismo. Essendo Rifondazione, come tutti i partiti parlamentari una stampella del capitalismo non accetta che qualcuno parli ancora di socialismo e quindi lo attacca. E gli attacchi sono ripetuti. Se ci fosse stato uno articolo o due ... non importava, nel senso che poteva essere attribuito all'iniziativa individuale di qualche giornalista. La continuità degli attacchi, da quando è stato imposto Sansonetti alla direzione di Liberazione, indica chiaramente che è quella la linea politica: l'attacco al socialismo.

Ovviamente il giornale non potrebbe dedicarsi unicamente ad attaccare il socialismo, considerata la presenza di una forte base socialista, di conseguenza accanto ad articoli che prendono di mira l'idea del socialismo, anche articoli a favore del Chávez socialista.

Se il partito fosse contro la linea adottata dal direttore, lo avrebbe immediatamente sostituito. Il giornale di un partito segue la linea del partito, pertanto se questa è deviata dal direttore del giornale, il partito sostituisce il direttore.

Intendiamoci bene: il problema non è Chávez, la cui linea può essere messa in discussione, quanto il fatto che attaccando Chávez si attacca l'idea del "socialismo".

Ieri l'editore di un importante settimanale USA ha "cacciato" il direttore del suo giornale perché aveva messo un cappio in prima pagina. Credete ad una stampa libera dove l'editore, il proprietario (nel caso di Liberazione il partito) lascia stabilire una linea contraria ai suoi interessi? Per favore, Mario e compagni l'ingenuità mettiamola da parte. 

Se nel tuo negozio, dai l'incarico ad un direttore e questo va contro i tuoi interessi (per dire, quando viene un cliente gli consiglia di andare al negozio di fronte, dove i prodotti costano meno!) Tu che faresti? Continueresti a tenertelo?

A Liberazione sta succedendo questo: il partito ha scelto il direttore e può revocarlo quando vuole; questo direttore sta facendo crollare le vendite del giornale (ormai semiclandestino) ed il proprietario se non fosse d'accordo con la sua linea lo avrebbe già cacciato. 

L'ultimo attacco a Chávez, il giorno in cui Bertinotti arriva a Caracas, degno della più squallida spazzatura mediatica, sembra voler confermare la regola: Bertinotti va a Caracas ed il giornale con quell'attaco a Chávez sembra voler dire agli alleati che il "capo" sì va a Caracas, ma il partito è contro. Vedi l'articolo "Imbarazzanti come quelli che fanno pipì per la strada".

Bertinotti in tutte le interviste concesse in Venezuela ha ripetuto: "Sono qua in veste istituzionale!". Cosa verissima, ma dietro l'istituzione c'e un uomo, una persona con le sue idee. Che gli costa esprimersi? Non ho mai sentito dire da un Casini o da un Berlusconi che Chávez è imbarazzante come quelli che fanno pipì per strada, come dice il giornale di Rifondazione. Lui è in questo momento un rappresentante delle istituzioni italiane e per questo motivo non può esprimersi?Assurdo! 

Cilia Flores, la presidente del Parlamento venezuelano ricopre lo stesso ruolo istituzionale di Bertinotti, ma non ho mai sentito dire la Flores che lei non si esprime sul progetto di socialismo, proposto da Chávez, anzi tutte le volte che apre bocca, dice di appoggiare il socialismo. O non è così?

Anche sulla proposta di togliere la matrice terroristica alla FARC, Bertinotti ha risposto con logica ed in maniera "istituzionale" (giustissima la sua risposta), ma quando aggiunge testuali parole "L’operazione umanitaria per liberare i sequestrati ha l’effetto secondario di modificare la natura dei contendenti" sta dicendo chiaramente che l'azione di liberazione dei sequestrati modifica la loro natura da terroristi a belligeranti, a parti attive di un conflitto, di una guerra civile.

No, signor Bertinotti! Il liberare i sequestrati non modifica affatto la loro natura: loro sono attori di una guerra civile (che si può condividere o non condividere, ma questo è un altro discorso) che ad un certo punto dopo circa 50 anni di guerra civile (nel 2001), qualcuno (Bush) ha voluto appioppargli la natura di terrorista. Il fatto di liberare i sequestrati non modifica affatto la loro natura, ma semplicemente accelera un processo di negoziazione per la pace. Riflettiamo per favore.

Bertinotti in tutta questa visita, ribadendo l'ovvietà non ha fatto che prendere le distanze dalla politica sociale di Chávez. E poi ci ha tenuto a ribadire anche dopo l'incontro col Parlamento Venezuelano che lui è venuto per concludere accordi economici. Io contesto che una persona che abbia un ruolo istituzionale non possa esprimere nessuna opinione. La Cilia Flores - ripeto - è presidente del Parlamento venezuelano eppure dice di appoggiare il socialismo, che metà del paese sembra non volere.

Bertinotti è in Venezuela per difendere gli interessi economici del capitalismo italiano. Questa è la verità.

Io non ho attaccato l'incontro di Bertinotti con Chávez o con le altre istituzioni, proprio perché come rappresentante istituzionale dello Stato italiano, Chávez era tenuto, anzi era interesse suo, riceverlo. Ho attaccato l'Università Bolivariana ed in particolare la rettrice Yadira Cordova e la "brillante presentazione" del Vice Rettore Luis Damiani, persona che io stimo, che ho incontrato in varie occasione, per esempio a incontri e dibattiti sul socialismo al Diario VEA. In questo caso non sono stato d'accordo che fosse concessa a Bertinotti la platea di una Università. A Roma, all'Università "La Sapienza" gli studenti coscienti lo cacciano e qua, a Caracas lo fanno parlare in un università?

E poi quale il tema della lezione? La democrazia partecipativa!!! Da che pulpito viene! Che morale ha lui per parlare di democrazia partecipativa, quando viene da un paese, anzi è il rappresentate istituzionale di questo paese (e qui bisogna accentuare il fatto che è il rappresentante di questo paese) che è un esempio di grande repressione della partecipazione popolare, dove tutte le cariche, vengono stabilite solo dall'alto. E l'esempio più schifoso viene proprio dai partiti ed anche dal suo: tutto è deciso nella segreteria e dall'alto. Anzi, per fare un esempio pratico: al mio paese (Lucera) Rifondazione aveva 4 consiglieri comunali, un assessore, col ruolo anche di vice sindaco. L'accentrare tutte le scelte nelle mani dei dirigenti del partito e l'allontanamento dei tanti giovani che si erano avvicinati, ha determinato il crollo (da 1.000 voti a 200/300). 

Bertinotti non ha nessuna morale per parlare di democrazia partecipativa. O meglio è libero di farlo dove vuole, però io mi sento in dovere di denunciare la sua azione, quando parla alla Università Bolivariana. 

E scendendo nel merito della sua lezione, affermare che: "... la crisi della politica ha determinato che l'economia, sul finire del secolo scorso, prendesse il sopravvento sulla politica!" è quanto di più controrivoluzionario e pericoloso si possa dire; di fatto sta negando ciò per cui hanno lottato Marx, Engels, Lenin, Gramsci, e i tutti comunisti. Ti invito ad approfondire il tema di struttura e sovrastruttura: è fondamentale per una analisi della società e conseguentemente per le azioni da prendere. Da sempre, il potere economico ha il predominio sulla sovrastruttura o meglio è il sistema economico che determina la sovrastruttura, tra cui la politica. Dire che ciò accade alla fine del 900 ... sta dicendo di essere un controrivoluzionario e non accetto che venga a dirlo in una Università (la Bolivariana, al centro di un processo che si dice rivoluzionario).

Io non ho volutamente partecipato all'incontro con voi e lui al Parlamento perché politicamente non lo trovavo conveniente (per me); se fossi venuto, sarei stato costretto a stringergli la mano e francamente non voglio questa macchia nella mia vita!

Non ho neppure voluto consegnargli il dossier sui "contrattisti consolari" perché avrebbe fatto la stessa fine che ha fatto quando l'ho dato agli altri esponenti del suo partito, ossia far finta di meravigliarsi che ci sono dei disservizi ai consolati e poi ... buttarlo nel cesso, o nella spazzatura. Quando consegnai il dossier a Cartocci o al capogruppo di questo partito al Parlamento europeo, c'era una copia indirizzata anche a Bertinotti. Io da Bertinotti, da Cartocci e dal Capogruppo Consiliare al Parlamento Europeo non ho mai ricevuto nessun cenno di riscontro. Ossia dei problemi della collettività italiana all'estero, Bertinotti, il suo partito ed il governo italiano se ne fregano e se ne sono sempre fregati altamente, esattamente come tutti i governi italiani, presenti passati e futuri. Non ho la sfera di cristallo per indagare il futuro, ma il governo italiano con tutti i problemi che ha (di applicare gli strumenti dettati dal FMI) non potrà minimamente occuparsi degli italiani all'estero. Se lo farà sarà semplicemente per avere una scusa per ottenere altri prestiti (finanziamenti) dal FMI.

Non volevo portarti lo striscione del Circolo Gramsci alla Bolivariana, per non fartelo appendere e quindi presenziare un incontro indegno per un nome, una idea "Gramsci" ammazzato dal fascismo, col concorso del suo partito (il PCI). Di qui il mio tentativo di non venire. Poi viste le tue insistenze telefoniche... sono venuto e trovandomi sono stato anche ad ascoltarlo.

Caro Mario, io so che tu e gli altri siete delle bravissime persone, ho tantissima stima di te, sempre disponibile, di un vero amico e ti ringrazio di cuore di tutta la tua disponibilità, però se tu vuoi continuare a frequentare questa "politica" non posso seguirti.

Se voi volete continuare ad appoggiare Bertinotti ed il capitalismo italiano, siete liberi di farlo, io però prendo le distanze.

Se volete continuare a favorire l'ingresso in questa società (il Venezuela, che sta comunque conducendo una lotta per cambiare lo stato di fatto) di questi politicanti italiani, di questi personaggi che vengono con la scusa di essere "amici", ma in realtà vengono per metterci "il cappello", troverete in me un vostro nemico (sia ben inteso politico).

Cordiali saluti
Attilio Folliero
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