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sábado, 1 de julio de 2017

In Venezuela non esiste libertà di stampa ... eppure si pubblicano caricature che espressamente inneggiano all'odio ed all'omicidio del presidente (Caricatura e Twitter)

Attilio Folliero, Caracas 30/06/2017 - Fonte della caricatura: Twitter

Vedasi il caso di "Tal cual" di dieci anni fa. La storia si ripete!

Cliccare per ingrandire
In Venezuela - dicono - non esiste libertà di stampa! Eppure si pubblicano caricature dove apertamente si inneggia all'odio ed all'omicidio del presidente. E' sicuramente il caso del caricaturista Roberto Weil, già caricaturista de "El Nacional", uno dei più importanti quotidiani del Venezuela.

In questa caricatura l'autore attribuisce al presidente Maduro la responsabilità per la morte dei "pacifici manifestanti" di opposizione. Poi arriva l'elicottero che spara sul presidente e lo ammazza. Insomma giustizia è fatta. 

Per l'autore è dunque giusto ammazzare il presidente.

Domanda: "Inneggiare all'omicidio di una persona (in questo caso si inneggia all'omicidio del Presidente della Repubblica) non è un reato?"

jueves, 16 de febrero de 2017

Legge contro le fake news sul web. Censura? (Web Informazione)

Davide Bassan, Web Informazione, 16/02/2017

Ieri al Senato è stato presentato il ddl sulle "Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica", una proposta di legge contro la diffusione delle "bufale" sul web, le cosiddette fake news.

Il testo (bozza), a firma Adele Gambaro (ex M5S, ora Ala-Sc) insieme ad altri parlamentari, prevede come sanzioni per i trasgressori delle nuove regole, ammende pecuniarie fino addirittura alla reclusione in carcere.

miércoles, 8 de febrero de 2017

In svezia (8° nella classifica truffa della libertà di stampa) l'informazione è monopolizzata da un'unica famiglia

Fonte: No a Massoneria e Nwo Macerata, 06/02/2017

Anna Hagwall
In Svezia l'informazione è monopolizzata dalla famiglia ebraico sionista Bonnier.

La svedese Anna Hagwall, membro del partito democratico, a proposito ha detto: ''Un intero 80 per cento dei mezzi di comunicazione è posseduto e controllato dagli stessi proprietari. Questo non è accettabile. Pertanto la proprietà dei media dovrebbe essere ripartita su molte aziende e persone indipendenti. Per cambiare questa situazione suggerisco di togliere i sussidi a questi media... La maggior parte dei piccoli giornali sono controllati direttamente o indirettamente dai Bonnier e pertanto è un mistero che i svedesi li sovvenzionino.''

Anna Hagwall per queste dichiarazioni poi è stata costretta a dimettersi dal suo partito.

La classifica mondiale sulla libertà di stampa? Uno strumento al servizio dell'imperialismo Rothschild

Fonte: No a Massoneria e Nwo Macerata, 20/04/2016

Reporters Sans Frontiers (RSF) annualmente pubblica una classifica sulla libertà di stampa nel mondo.

Analizzando questa classifica agli ultimi posti troviamo i paesi più odiati dai Rothschild cioè Corea del Nord (179), Siria (177), Yemen (170) Iran (169) Russia (148) e Venezuela (139).

Mentre ai primi posti troviamo i paesi del Nord Europa, che sono controllati dai Rothschild  come la Finlandia (1) Olanda (2) Norvegia (3) Danimarca (4), ecc. (1).

domingo, 5 de febrero de 2017

Attacco alla libera informazione. Il caso del blogger italiano Claudio Messora (Video)

Attilio Folliero, Caracas 05/02/2017

Invito a leggere anche:
A livello mondiale, europeo e quindi anche italiano è in atto una campagna contro le cosiddette “fake news”, ossia contro la diffusione di notizie false; in realtà con la scusa di colpire le "fake news" si sta cercando di zittire, silenziare l’informazione libera e indipendente, quella che non si allinea con l'informazione di regime.

Tale campagna è portata avanti da Hillary Clinton, dal Parlamento Europeo, da Laura Boldrini, da Angela Merkel e da tutti quelli che hanno paura che l’informazione libera possa scalzare i loro privilegi e la loro posizione di forza.

sábado, 15 de octubre de 2016

È guerra alla libera informazione: sequestrato il blog di Alessandro Carluccio (Daniele Reale)

Daniele Reale, Nuovo mondo, 14/10/2016

Le Iene non ci stanno, quando tocca a loro essere le "vittime" allora passano alle maniere forti: querele, denunci e censura!

A farne le spese il blogger indipendente Alessandro Carluccio che si è visto chiudere il sito, e a breve forse anche la pagina Facebook e il canale YouTube... 

La Procura di Brindisi su ordine delle Iene ha provveduto al sequestro del sito indipendente, un vergognoso attacco all'informazione libera gestita da un normale cittadino, e quindi non "finanziata" e non diretta da terzi ignoti, come invece accade per l'informazione "ufficiale".

lunes, 19 de septiembre de 2016

In Italia proposta di legge ammazza web. La scusa è il cyberbullismo

Fulvio Sarzana, ilfattoquotidiano.it, 04/08/2016 - Via ECplanet


Sei anni di carcere per i cittadini, i blogger e le testate che pubblichino anche una sola informazione in grado di violare i dati personali o di ledere l’onore e la reputazione di qualsiasi soggetto, con confisca del telefono, del computer e rimozione del contenuto obbligatoria.

È questa la novità di agosto (in realtà del 27 luglio) della proposta di legge C 3139 (prima firmataria la senatrice Dem Elena Ferrara), che, con l’accordo di tutte le forze politiche, eccetto alcuni parlamentari di opposizione che ne hanno contestato l’applicazione, verrà votato dalla Camera a partire dal 12 settembre prossimo.

miércoles, 8 de junio de 2016

Venezuela: De quienes son los medios de comunicaciòn

Fuente: Selvas, 07/06/2016

Según datos oficiales de la Comisión Nacional de Telecomunicaciones de Venezuela (Conatel), para el año 2015 se cuentan las siguientes concesiones activas:
  • 876 emisoras de radio en la banda FM.
De ellas:
  • 262 son concesiones de FM comunitarias.
  • 98 son concesiones de FM públicas (del Estado) y,
  • 516 son concesiones de FM comerciales (privadas).

miércoles, 10 de febrero de 2016

Libertad de prensa y medios. El sur visto desde el norte

Ana Delicado Palacios, Red Voltaire, Caracas, 23/11/2004

Publico este articulo del 2004 pero indudablemente actual

Cinco agencias occidentales distribuyen el 96% de las noticias mundiales. El Sur sufre la paradoja de ser contado por los mismos que ejercen sobre él el dominio económico. El Norte modela la imagen del Sur, lo que existe y lo que no.


EEUU, la Unión Europea y Japón controlan el 90% de la información de todo el planeta. En 1980 cuatro de cada cinco mensajes provenían de la Unión Europea. La situación es similar ahora, pero con un mayor monopolio en las nuevas tecnologías. Se da relieve a lo que interesa destacar, aunque eso no corresponda con la realidad.

domingo, 29 de mayo de 2011

El latifundismo mediático

Attilio Folliero, Caracas 24/01/2010 - Traduzione allo spagnolo 29/05/2011

Articolo in Italiano



En Italia, desde que el señor Silvio Berlusconi decidió dedicarse a la política, en 1994, se habla de conflicto de intereses. En realidad el problema es otro: el latifundismo que existe en el sector de las informaciones. Hablar del conflicto de intereses sólo sirve para desviar la opinión pública del verdadero problema.

Latifundio, del latín latus, que significa amplio y fundus poder, es un término que se refiere específicamente al sector agrícola, para indicar un terreno de grandes dimensiones. El latifundio es un sistema típico del antiguo régimen que en Europa se fue superando progresivamente entre los siglos XVIII y XIX, gracias a la difusión del capitalismo. Sin embargo, el latifundismo persistió en las zonas periféricas y más atrasadas de Europa, como en Italia, hasta la mitad del siglo XX. En efecto, poco después de la segunda guerra mundial, en Italia el sistema feudal estaba difundido de tal manera que, por ejemplo, la familia Torlonia en la Piana del Fucino, poseía extensiones de terreno de 140 Km²; o, en Sicilia, la quinta parte de todos los terrenos agrícolas, estaban en manos de menos de 300 latifundistas (1).

domingo, 24 de enero de 2010

Il latifondismo nell'informazione

Attilio Folliero, Caracas 24/01/2010

Articulo en Español


In Italia, da quando il Signor Silvio Berlusconi decise di scendere in politica, nel 1994, si parla di conflitto di interesse. In realtà il problema è un altro: il latifondismo esistente nel settore dell’informazione. Parlare del conflitto di interesse serve solo a sviare l’opinione pubblica dal vero problema.

Latifondo, dal latino latus che significa ampio e fundus podere, è un termine che si riferisce specificatamente al settore agricolo per indicare un terreno di grandi dimensioni. Il latifondismo è un tipico sistema dell’Ancien régime che in Europa venne progressivamente superato fra il XVIII ed il XIX secolo, grazie alla diffusione del capitalismo. Il latifondismo, però resistette nelle zone perifiriche e più arretrate dell’Europa, come in Italia, fino alla metà del XX secolo. Infatti, ancora dopo la seconda guerra mondiale, in Italia tale sistema feudale era così diffuso che, ad esempio la famiglia Torlonia nella Piana del Fucino possedeva estensioni di terreno per 140 kmq; oppure, in Sicilia un quinto di tutti i terreni agricoli erano nelle mani di meno di 300 latifondisti (1).