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sábado, 8 de julio de 2017

Dare un piatto di cibo a un povero, scatena l'odio dell'elite (Lula da Silva, ex Presidente del Brasile)

Fonte: Selvas, 06/07/2017 - Traduzione all'italiano di Selvas

Da un messaggio in spagnolo di Pedrokonducta (Pedro Carvajalino), uno dei conduttori del programma "Zurda Conducta" di VTV. 

Twitter di Pedrokonducta

Lula da Silva, ex presidente del Brasile: "Mai avrei immaginato che portare un piatto di cibo sulla tavola d'un povero, scatenerebbe tanto odio in una elite che ogni giorno butta nella spazzatura tonnellate di cibo ".


jueves, 4 de mayo de 2017

Presto settimana lavorativa a 70 ore! (Scenari economici)

Fonte: Scenari economici, 02/05/2017
Via Daniele Reale, La Schiavitù del Lavoro

Nota di Attilio Folliero, Caracas 04/05/2017. In Brasile, Michel Temer, il presidente arrivato al governo grazie ad un colpo di stato parlamentare, è stato il primo a proporre la giornata lavorativa di 12 ore. Lavorando 6 giorni a settimana, la proposta di Temer prevedeva dunque 72 ore settimanali. A commento di questa proposta, nel mese di novembre, scrivevo in Facebook che presto la proposta di Temer sarebbe sbarcata anche in Europa, ossia sarebbe stata ripresa anche da politici e politicanti europei, ovviamente anche italiani. Non sono passati che sei mesi e la proposta è arrivata - purtroppo - anche in Europa. E sicuramente lavorare 70 ore la settimana, domenica compresa, sarà presto una realtà, anche in Italia.

sábado, 11 de febrero de 2017

Italia: Si è arrivati a pisciarsi addosso per paura di perdere il lavoro (Daniele Reale)

Daniele Reale, La schiavitù del Lavoro, 11/02/2017

Credevo di averle sentite tutte ormai, tra donne incinta licenziate, commesse costrette a lavorare 6 giorni su 7, chi si suicida a causa del troppo lavoro, chi perché non lo trova, e poi i braccianti che raccolgono pomodori a 2 euro l'ora, i vergognosi slogan schiavisti di pochi giorni a Brescia, ma poi ho letto la notizia dell'anno: "Costretto a urinarsi addosso".

Succede alla Sevel, stabilimento del gruppo FCA, ex Fiat di Atessa, dove un operaio dopo ripetute richieste di urgenza per recarsi in bagno, gli è stata negata la richiesta, e alla fine se l'è fatta addosso...

A questo siamo arrivati in Italia, urinarsi addosso per paura di venire rimproverati o peggio licenziati.

jueves, 29 de septiembre de 2016

C'è chi la chiama libertà, 8 ore chiuso in fabbrica (di Daniele Reale)

Daniele Reale, La schiavitù del lavoro, 26/09/2016

A questo punto siamo ridotti, confondere la vera libertà con la libertà di scegliere un lavoro e il proprio padrone, roba da far rivoltare sulla tomba tutti i grandi rivoluzionari e libertari del mondo che hanno sacrificato la propria vita con al cuore il pensiero fisso di un mondo nuovo, felice, senza sfruttati e senza sfruttatori.

Ma del resto che ne sanno i giovani oggi degli ideali libertari?
Di cosa significa sacrificarsi per il bene degli altri?

Perché un domani nessuno debba più morire di fame o accettare un lavoro di merda perché perennemente ricattato dall'oscuro concetto del "Se non lavori non mangi?"

lunes, 4 de julio de 2016

Da Prato al Bangladesh… di classe (Di Dante Lepore)

Dante Lepore, PonSinMor, 03/07/2016

Vedasi anche

Si piange per un pugno imprenditori del «Made in Bangladesh» uccisi, ma non si fa parola sullo stillicidio di migliaia di schiavi e bambini che muoiono in quel genere di fabbriche.

Dopo la rivolta della «comunità cinese» di Prato, ecco, come per un fatale contrappasso, la strage di imprenditori tessili italiani a Dhaka, capitale del «Made in Bangladesh»! Prato è centro tradizionale dell’industria tessile «Made in Italy», passato in larga parte alla rampante imprenditoria cinese, e dove già un disastroso incendio mortifero, avvenuto lo stesso anno 2013 di quello del Raza Plana in Bangladesh, anch’esso dovuto all’assenza di sicurezza a salvaguardia degli schiavi cinesi che lavoravano e dormivano nei loculi del soppalco di una delle fabbriche-dormitorio del Macrolotto-1, dove se ne contavano almeno 2000, la quasi metà delle 5000 fabbriche «orientali», cosiddette dalla camera di commercio, e addette all’abbigliamento.

domingo, 19 de junio de 2016

È morto Vittorio Merloni, convinto sostenitore dell'abolizione della scala mobile e celebre sfruttatore italiano

Mirco Mariucci, Utopia Razionale, 18/06/2016

Oggi è morto un celebre sfruttatore italiano: Vittorio Merloni, il «re degli elettrodomestici italiani».

Presidente di Confindustria dal 1980 al 1984, fu uno dei sostenitori dell'abolizione della scala mobile, ovvero di quel giusto e doveroso meccanismo che adegua automaticamente gli stipendi al costo della vita.

Le sue parole a proposito furono inequivocabili: «sono convinto che questo meccanismo perverso vada abolito».

domingo, 6 de diciembre de 2015

L'origine della schiavitù africana negli USA

Da Eric Williams, Capitalismo e schiavitù, trad. di L. Trevisani, Laterza, Bari 1971

Nei Caraibi la schiavitù è stata identificata in modo troppo esclusivo con i negri. E stato perciò attribuito un carattere razziale a un fenomeno che era fondamentalmente economico. La schiavitù non nacque dal razzismo; al contrario, il razzismo fu conseguenza della schiavitù. Il lavoro non libero nel Nuovo Mondo era di pelle bruna, bianca, nera e gialla; era cattolico, protestante e pagano.

Il primo fenomeno di commercio e lavoro schiavistico apparso nel Nuovo Mondo non investi, dal punto di vista razziale, il negro bensi l'indiano. Gli indiani cedettero rapidamente alla fatica eccessiva loro imposta, all'alimentazione insufficiente, alle malattie dell'uomo bianco e alla stessa loro incapacità di adeguarsi al nuovo modo di vita. 

Abituati a una vita di libertà, la loro costituzione fisica e il loro temperamento mal si adattavano ai rigori della schiavitù di piantagione. [...].