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lunes, 10 de julio de 2017

Il colonialismo non è finito (Marco Cedolin)

Marco Cedolin, Dolce Vita/Il Corrosivo, 05/07/2017 - Via Selvas


Quando si parla di stermini e vessazioni perpetrate ai danni delle comunità indigene ad opera del colonialismo occidentale, il pensiero corre subito agli Aztechi, ai Maya ed ai Nativi americani, trattandosi di alcune fra le tragedie più eclatanti disseminate fra le pieghe della storia.

Una storia, quella del colonialismo, troppo spesso declinata nel segno della predazione delle risorse, realizzata attraverso il genocidio o la messa in schiavitù dei popoli autoctoni la cui presenza risultava d’intralcio all’incedere del progresso. 

È opinione comune il convincimento che la pratica del colonialismo predatorio rappresenti un retaggio del passato, mentre nel mondo moderno, assai più rispettoso dei diritti, tragedie del genere mai potrebbero ripetersi; ma purtroppo anche nella nostra contemporaneità la predazione di risorse e l’oppressione dei popoli indigeni risultano essere pratiche estremamente diffuse.

miércoles, 12 de octubre de 2016

Nessuno ha scoperto l’America. Quando Cristoforo Colombo sbarcò nelle Antille il 12 ottobre del 1492 ben 100 milioni di Americani vivevano già lì. Da millenni. (12 ottobre 1492 - 12 ottobre 2016: Io non festeggio Colombo)

Fonte: Il Blog di Altraroba, 12/10/2016 - Via Il Nuovo Mondo


Quando Colombo “scopre” il Nuovo Mondo, in verità, ha inizio il più grande eccidio della storia dell’umanità. Tra epidemie, guerre, assassinii, schiavitù, espropri e fame, la dominazione europea costa agli indigeni tra le 50 e le 114 milioni di vite.

La festa dei dominatori. Gli italoamericani, orgogliosi del fatto che sia stato un navigatore italiano a compiere la più grande scoperta della storia, la chiamano Columbus Day, il il Giorno di Colombo. Il 12 ottobre l’Empire State Building di New York City accende le sue luci riproducendo il tricolore italiano.

lunes, 4 de abril de 2011

Stati e territori del continente americano (Un continente da decolonizzare)

Attilio Folliero, Caracas 04/04/2011

Il 10 ottobre del 2010 le Antille Olandesi, stato dell’America Caraibica a nord del Venezuela, hanno cessato di esistere ufficialmente. 

Le Antille Olandesi, in origine erano costituite da sei isole: Aruba, Curaçao, Bonaire, Saba, Sint Eustatius e la parte meridionale dell’isola Sint Maarten. Nel 1986 si era staccata l’isola di Aruba; successivi referendum hanno decretato il distacco delle altre isole e quindi la dissoluzione definitiva dello stato unitario delle Antille Olandesi.

Gli stati nati dalla dissoluzione delle Antille Olandesi continuano ad essere in tutto o in parte dipendenti dai Paesi Bassi e rappresentano degli esempi di stati e territori ufficialmente ancora sotto dominio di altri paesi.

In tutto il continente americano ci sono numerosi stati e territori non completamente sovrani, essendo in parte o totalmente dipendenti da paesi come la Francia, il Regno Unito, i Paesi Bassi, gli Stati Uniti e la Danimarca. In sostanza il processo di decolonizzazione, in questa parte del mondo non è terminato. Pertanto, accanto all’elenco degli stati indipendenti riportiamo anche la lista di quegli stati e territori che dipendono da altri paesi.