jueves, 31 de agosto de 2017

Non è Maduro (Alcune precisazioni elementari di Michele G. Basso)

Michele G. Basso, Fonte: Pagina Facebook di Michele G. Basso


Non è Maduro

L'isterismo di massa porta a vedere nella situazione del Venezuela il problema più grande. Il paese, è vero, non è socialista, come dice la propaganda, anzi la produzione, basata soprattutto sul petrolio, è in gran parte quella tipica delle semicolonia. Ma non è Maduro che minaccia il mondo.

Non è Maduro che parla pubblicamente ogni giorno di sferrare il primo colpo atomico contro Russia e Cina, ripetendo su scale immensamente più grande, l'orribile crimine di Hiroshima e Nagasaki.

Non è Maduro che ha provocato due milioni di morti nel corso della guerra in Corea, e un numero imprecisato di cadaveri in Vietnam, alternando il lancio di napalm con quello diossina. Non è Maduro che ha devastato Iraq e Siria con bombardamenti spietati, distruggendo esseri umani e condannando i nascituri a malattie e idiotismo, coprendo Falluja di fosforo bianco e uranio impoverito. Se non è genocidio questo!

Non è Maduro che ha distrutto i cosiddetti paesi canaglia, dalla Somalia alla Libia, dall'Afghanistan al Sudan, provocando l'esodo verso l'Europa.

Non è Maduro a preparare continuamente rivoluzioni colorate, in cui ci si allea indifferentemente con nazisti o qaedisti, a fornire la busta paga mensile ai terroristi dell'ISIS (risulta non solo dalle rivelazioni di Assange che è la CIA a pagare gli stipendi, ma riconosciuto anche involontariamente dal Financial Time); a tenere in prigione oltre due milioni di persone, in gran parte neri o ispanici, incarcerati per i più futili pretesti.

Non è Maduro che dichiara la guerra commerciale al mondo intero, minacciando sanzioni che distruggeranno l'economia europea, come risulta dai diktat del Congresso americano.

Non è Maduro a portare la guerra in Yemen, facendo mancare cibo e medicine, facendo dilagare il colera. Non è lui che impicca in piazza gli oppositori o li crocifigge.

Non è Maduro che bombarda periodicamente Gaza, e quando può il Libano.

Non è Maduro che vende armi per centinaia di migliaia di dollari, alimentando la guerra infinita.

I governi, i media prostituiti, i partiti complici hanno creato questo diversivo (e quello nord coreano) per distrarre dai veri misfatti quotidiani, e giustificare eventuali interventi militari americani in quello che considerano l'orto di casa.

Alcune precisazioni elementari

1) Socialismo, nel significato marxista, è la prima fase del comunismo, che vede il superamento dell'economia mercantile e la distribuzione dei beni in proporzione al lavoro compiuto, pur con la formazione di fondi comuni per continuare la produzione, nutrire chi non è in grado di lavorare, sviluppare le attività sociali e culturali, ecc.

2) Nell'età imperialistica l'unica via per giungere al socialismo è la dittatura del proletariato, cioè uno stato che riprenda le aspirazioni della Comune, dei soviet, dei consigli dei lavoratori. Nell'attuale fase storica, nessuno stato ha queste caratteristiche.

3) Ci sono regimi che sostengono la possibilità di passare al socialismo per via democratica. E' un'illusione. Era possibile forse nell'Ottocento, in stati come USA e Inghilterra, che non avevano pesanti burocrazie e militarismo. Ora sono al vertice del militarismo e dello spionaggio. Tra l'altro, questi due stati nella seconda metà del secolo XIX non temevano invasioni militari. Oggi, uno stato che cercasse di portare avanti misure avanzatissime si troverebbe ad essere aggredito dopo poche ore.

4) Il sistema dominante in tutto il mondo è quello capitalistico, ma non è vero che tutti gli stati sono uguali, perché ci sono gli stati imperialisti, le colonie e le semicolonie. C'è chi drizza le orecchie a sentire parlare di colonie, ma, a parte il linguaggio diverso da quello di un secolo fa, come si può chiamare altrimenti uno stato occupato militarmente, a cui si è imposto un regime reazionario e modi di vita e obblighi religiosi settari? Si può parlare pudicamente di neocolonialismo, ma ci troviamo di fronte alla tratta delle donne, alla schiavitù, alla tortura, alla vendita dei bambini, degli organi, all'impedimento di manifestazioni politiche e sindacali, alla chiusura di scuole e ospedali... Un regresso storico e civile imposto con la forza, esattamente ciò che voleva fare Hitler nei paesi occupati. Oggi, lo stanno facendo anche con la Grecia, anche se lasciano ancora una parvenza di libertà politica.

5) Tutti i progressi teorizzati dall'Illuminismo e realizzati in parte dalle rivoluzioni borghesi sono stati riassorbiti. In USA, per esempio, non c'è più l'habeas corpus, Obama firmava ogni settimana la lista dei morituri senza processo da consegnare alla CIA. Oggi, chi deve testimoniare contro la Clinton o qualche altro grosso personaggio, muore in un incidente stradale o d'infarto a 30 anni.

6) I lavoratori dei paesi imperialisti devono assumere la difesa dei popoli vittime dell'imperialismo - il che non vuol dire l'apologia dei regimi politici ivi vigenti... Bisogna lottare contro il tentativo dei paesi imperialistici di trasformare la loro influenza economica (inevitabile) in subordinazione politica diretta e in occupazione militare. Chi ha letto Lenin sa che non sono proprio la stessa cosa.

7) Abbiamo protestato e manifestato quando gli USA hanno invaso Afghanistan e Iraq, perché dovremmo restare indifferenti se cercassero di invadere il Venezuela?
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