martes, 16 de octubre de 2012

I numeri del disastroso Governo Monti

Attilio Folliero, Caracas 15/10/2012

Articolo tra i più letti e diffusi di Attilio Folliero. Pubblicato da centinaia di siti, tra i quali: "Il Ribelle", "Nexus", "Come Don Chisciotte", "Rischi calcolato", "Investireoggi Forum", "Vincitori e vinti", "Cogito Ergo", "Angelo Saracini", "Selvas".

Monti non ha ancora compiuto un anno di governo, essendo in carica dal 16 novembre, ma le cifre parlano chiaro: un assoluto disastro!

Il Supplemento al Bollettino Statistico "Finanza pubblica, fabbisogno e debito" n. 52 del 15/10/2012, pubblicato dalla Banca d’Italia, evidenzia chiaramente le cifre del disastro. Con la pubblicazione odierna, si rendono pubblici i dati aggiornati al 31 agosto.  Il debito pubblico continua a crescere, ma con l’avvento di Monti la crescita è stata superiore agli anteriori governi. Il debito pubblico italiano al 31 agosto 2012 era 1.975, 63 miliardi di Euro.


Il debito pubblico nel 2011 (fra il 31/12/2010 ed 31/12/2011) è cresciuto del 3,00%; se consideriamo gli ultimi dodici mesi del governo Berlusconi (31/10/2010-31/10/2011) il debito è cresciuto del 2,38%. Negli ultimi 12 mesi (31/08/2011-31/08/2012) la crescita del debito è stata del 3,51%; Se consideriamo solamente il periodo del Governo Monti (31/10/2011-31/08/2012) la crescita del debito è stata del 3,09% e se ci soffermiamo ad analizzare i dati dell’anno in corso (31/12/2011-31/08/2012) il debito cresce ancora di più: 3,61%. L’azione del Governo Monti sta, inequivocabilmente, facendo crescere il debito più che il suo predecessore.

Se poi consideriamo il debito in relazione al PIL, il disastro del governo Monti appare ancora più evidente. Nel 2008 il debito pubblico italiano era il 106,1% del PIL; nel 2009 sale al 116,4%; nel 2010 arriva al 119,2%, nel 2011 supera il 120%, arivando al 120,7%; nel 2012 sarà sicuramente superiore al 125%, massimo assoluto dal 1970. Secondo calcoli pessimistici potrebbe arrivare perfino al 130% o ad una cifra molto vicina: se il debito negli ultimi 4 mesi dell’anno dovesse crescere di altri 25 miliardi e quindi arrivare in prossimità dei 2.000 miliardi e se si dovesse confermare una riduzione del PIL del 2,6%; in questo caso l’Italia si rrtroverebbe un debito vicino al 130%.

Le cifre del Governo Monti sono ancora più disastrose, se si considera che il debito continua ad aumentare pur in presenza di un aumento delle entrate. Nel 2012, grazie all’aumento delle imposte e delle tasse, il Governo Monti per il 2012, stando agli ultimi dati pubblicati dal FMI lo scorso 9 ottobre, usufruirà di entrate non inferiori a 755 miliardi di Euro, il 48,3% del PIL a fronte di ingressi pari al 46,1% del 2011. Ovviamente l’aumento delle imposte e delle tasse continua ad essere un punto all’ordine del giorno del governo Monti, che contribuisce a deprimire la domanda, per cui è facile aspettarsi un peggioramento della situazione. La disoccupazione, ad esempio, sempre secondo i dati pubblicati dal FMI lo scorso 9 ottobre passa dall’ 8,4 del 2011 al 10,5 nel 2012 e constinuerà a crescere per il 2013.

Il disastro del Governo Monti va ben oltre queste cifre: l’aspetto peggiore è l’aumenta del debito a breve, quello da pagare a meno di un anno. Al 31 di ottobre 2011, ultimo bilancio disponibile per il Governo Berlusconi, il debito totale ammontava a 1.916,40 miliardi di Euro e di questo il 26,07%, ossia 499,58 miliardi erano debiti in scadenza nei successivi 12 mesi.

Oggi (dati al 31/08/2012), con il Governo Monti il debito è a 1.975,63 miliardi di Euro, ma la quota da pagare a breve, entro i successivi 12 è salita a 546,64 miliardi, il 27,67% di tutto il debito. In solo 8 mesi (dal 31/10/2011 al 31/08/2012) di Governo Monti, il debito da pagare a breve ha avuto un rialzo netto del 1,6%. Anche il debito a medio termine, quello in scadenza tra 12 e 60 mesi è in aumento, essendo passato da 554,85 miliardi del 31/10/2011, il 28,95% del totale, a 579,76 il 29,35% del totale; ovviamente diminuisce il debito in scadenza oltre i 60 mesi.

Perchè consideriamo che questo sia l’aspetto peggiore del Governo Monti? Aumentando il debito a breve, significa aver bisogno di maggiori entrate nel breve periodo per coprire le rate in scadenza ed ovviamente si contnuerà a spremere i contribuenti, il popolo Italiano e le imprese, con la conseguenza di deprimere ancora di più la domanda e quindi il panorama economico.

Certamente Monti, come previsto, continuerà a vendere, o per essere più esatti a svendere il patrimonio nazionale, con la conseguenza che nel breve periodo si ritroverà con un debito inferiore di qualche miliarduccio, ma nel lungo periodo aumenterà perchè da un lato continua a spendere (pur aumentando le entrate, se il debito aumenta è perchè aumentano le spese) e dall’altro veranno a mancare gli introiti derivanti dagli utili del patrimonio ormai venduto.

A quanto pare, Monti sta tagliando solo ed esclusivamente gli investimenti sociali, da lui considerati non una grande risorsa del paese, ma uno spreco. Fra qualche tempo, in virtù di questi tagli si ritroverà con popolo affamato, malcurato ed ammalato, ignorante, con le inevitabili esplosioni sociali ed il ricorso alla repressione ed il conseguente incremento delle spese nel settore dell’ordine pubblico. Bella prospetiva per l’Italia!

L’aumento del debito a breve termine, rende sempre più evidente il ricorso al FMI ed anche se al momento tale ricorso viene negato, la realtà dei numeri indica il contrario. Come si pagano i debiti, se ormai gli italiani, popolo ed imprese, sono già spremuti al massimo?

Nella logica di Monti, si continuerà ad aumentare l’IVA, l’IMU/ICI, le altre imposte e tasse, a ridurre le pensioni, gli stipendi, ecc… ma tutto questo farà ulteriormente diminuire la domanda (i consumatori disporanno di sempre meno soldi da spendere) e per conseguenza le imprese reagiranno riducendo l’offerta, ossia licenciando e spostando all’estero i propri stabilimenti (almeno le grandi imprese; mentre le piccole chiuderanno).

Monti è stato chiamato a diminuire il debito pubblico e a far ripartire l’economia italiana, ma i dati ufficiali indicano esattamente il contrario.
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21 comentarios :

  1. E' LA DIMOSTRAZIONE CHE I BOCCONIANI (CON I QUALI COMUNQUE IO HO STUDIATO AD UN MASTER PROST-LAUREA) IN REALTA' SONO "FUFFA" (COME DICE OSCAR GIANNINO)

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  2. Lo dice anche Giulio Sapelli in questo video
    link: http://www.youtube.com/watch?v=fD-MXEn4XCI

    I guai sono iniziati da tempo, a testimonianza di questo Nino Galloni
    link: http://www.youtube.com/watch?v=FGZZ4s2udSM

    Per capire meglio leggere "il più grande crimine" di paolo Barnard
    Link: http://paolobarnard.info/docs/ilpiugrandecrimine2011.pdf

    Ci sono tutte le risposte all'articolo

    Luca

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  3. 1) Governo Monti. […] D’altra parte, il giudizio iperpositivo su Monti è basato in buona parte su una macroscopica mistificazione: il risanamento dei conti era stato già fatto – in maniera molto iniqua - per 4/5 dal governo Berlusconi-Tremonti; il governo Monti ha soltanto completato l’opera – in maniera molto più equa – nella misura di 1/5. [2] […]
    "La macroscopica mistificazione pro-Monti e la slealtà dei democratici ‘montiani’"
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2756061.html
    2) Aumento del debito. Finora, l’Italia non ha né chiesto né avuto un solo centesimo dagli altri Paesi, mentre (fonte: governatore Visco, intervista al Corriere della Sera del 12 luglio scorso [2]) ha versato e verserà entro l’anno 45 miliardi per salvare gli altri Paesi, finanziati aumentando il debito.
    "Le determinanti dello spread"
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2746466.html

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  4. Ottimo lavoro Professore! Inappuntabile ed Inopinabile. Non posso che condividere in toto. Grazie e una buona giornata!

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  5. Lucidissima , tecnica e realistica disamina della situazione odierna,condivido pienamente anche la vena catastrofista... ma Lei, investirebbe solo sui mercati emergenti ? scusi la domanda ... bieca ma pragmatica...
    Distinti saluti
    Massimiliano Fozzi

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    1. Consiglio gli italiani di prendere in considerzione il Venezuela. Se qualcuno sa fare la pasta fresca o la pizza potrebbe venire qua ad aprire un ristorante; se qualcuno ne capisce di carta igienica, sa il processo di realizzazione della carta igienica, i macchinari, venga qua; se qualcuno capisce di panettoni, di colombe, di uova di pasqua, venga qua; se c'e' qualche agricoltore che sa piantare i podmodori o le cipolle o qualsasi prodotto agricolo venga qua; se qualcuno sa fare la salsa, i pomodori pelati vanga qua. Se qualcuno ha dei soldi da investire li investa qua; per almeno 20 anni ci sara uhn forte sviluppo. Per avere una idea, in Germania e Francia (popolazione circa 150 milioni), insieme costruiscono 400.000 appartamenti all'anno, qua stanno costruendo circa 200.000 appartamenti all'anno (popolazione 28 milioni di abitanti) e si prevede altrettanto per i prossimi 10 anni, al fine di colmare il deficit abitazionale di 2/3 milioni di appartamenti esistenti; si stanno costruendo 10.000 km di ferrovie (lavori assicurati per i prossimi 20 anni, 500 km all'anno). Se in Italia da 100 anni si parla del ponte di messina, qua hanno realizzato uno che vale il doppio (orinoquia) e stanno costruendo un altro di non so quanti chilometro (terzo ponte sull'orinoco).
      Qua i costi energetici sono bassissimi (gas e benzina praticamente gratis), tasse poche (IVA al 12%), possibilità di ottenere finanziamenti per creare imprese miste con lo stato in qualsiasi settore, purche sia nel settore della produzione e che sostituisca i beni importati (praticamente tutto); se in italia c'e' un agricoltore che ha delle vacche ed e' perseguitato dall'unione europea per le sue quote, venga qua a produrre latte! Certo un minimo di investimento ci vuole;bisogna essere realisti! I tassi di guadagno sono enormemente superiori a quelli italianie diq ualsasi paese sviluppato. Quello che non bisogna cercare in Venezuela e' il posto fisso, bisogna pensare ad attività produttiva, qualunque sia, magari semplicessima, come la pasta fresca. Se una donna, magari pugliese, sa fare le orecchiette, facendo una decina di chili al giorno riuscirebbe a guadagnare non meno di 3/4.000 euro al mese. In Italia quanti guadagnano 4/5.000 euro. gentaglia come il sindaco di firenze Renzi o l'assessore cusati alla regione lombardia che si lamentano pure. Solo i c. della Fiat, che poi sono gli stessi coglionazzi che governano l'italia, non hanno capito il Venezuela e sono andati via. C'e grande rischiesta di auto e autoparti e fortunatamente cinesi, iraniani, russi e indiani stanno venendo qua ad impiantare le loro fabbriche, ovviamente impianatre una fabbrica non si fa in pochi mesi e la grande richiesta di auto esistente ha fatto lievoitare i prezzi delle auto usate. Un italiano intelligente aveva in Italia una auto di una decina di anni, da rottamare; ha speso un sacco di soldi per portarla qua in Venezuela, ma poi ci ha guadagnato enormemente dalla sua vendita.

      Se qualche piccolo imprenditore ha una fabbrica di gelati (le vaschette da 2 kg) e in Italia ha problemi, venga qua!

      Se qualcuno ha idee, sa come realizzare un qausiasi prodotto ed ha un minimo da investire, non perrda tempo, se ne venga qua! Potete contattarmi per consigli privati e gratuiti: attiliofolliero@yahoo.it (Non scrivetemi per chiedere raccomnandazioni, posti di lavoro... non sono una agenzia, non ho conoscenze ed ... e' preferibile non cercare un posto fisso; per mettere piccole imprese produttive non c'e' bisogno di raccomandazioni, ma solo di capacit4, oglia di lavorare ed un minimo da investire; il resto si trova)

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    2. interessante.... ma consigli su come investire il denaro su prodotti finanziari ? grazie.... saluti M. fozzi

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  6. E' un governo di asini retto da un pavone

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  7. Grazie dei suggerimenti.... ma mi riferivo ad investimenti su strumenti finanziari...... attendo una suo cortese riscontro
    saluti Massimimiano Fozzi

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    1. In ogni caso resto dell'Italia che e' preferibile investire in attivita produttiva piuttosto che in titoli finanziari.

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  8. Caro Signor Fozzi, anche gli strumenti finanziari venezuelani sono convenienti: titoli di borsa, buoni del debito pubblico, buoni del debito della principale impresa petrolifera, PDVSA. I buoni sia del debito pubblico che dell'impresa petrolifera nella maggior parte dei casi sono emessi in dollari al 7% semestrale (esattamente 13.625% annuo); interessi e capitale sono pagati in dollari. Un cittadino venezuelano puo' comprare questi buoni in dolllari pagando in bolivares. Nel 2003 ho comprato un buono con scadenza 2018, da 1.000 dollari pagandolo circa 1.000 bs; da allora e fino al 2011 (8 anni) ho riscosso semestralmente 70 dollari, per totale di 1.100 dollari; poi nel 2011 ho chiesto l'accredito degli interessi in bolivares ... Oggi quel titolo sta al 113% del suo valore facciale (quindi mi darebbero 1130 dollari o 4860 bolivares. Esiste uno strumento nel mondo capace di dare una simile performance? Certo oggi i bond venezolani danno meno interessi http://www.bonosvenezolanos.net/
    ma penso siano sempre un ottimo investemento.
    E la borsa? Se lei mi segue da tempo, come credo, sa che periodicamente faccio degli articoli sulle borse, praticamente di tutto il mondo, incluso quelle borse non prese in considerazione da bloomberg (Iran, Fiji e un'alra decina di borse); ebbene la borsa di caracas e' la migliore in assoluto al mondo, sia nell'ultimo anno, che dal 2007. A fine novembre faro il prossimo aggiornamento. Poi da quando ci sono state le elezioni in Venezuela (7 di ottobre ha accellerato la sua ascesa perche Chavez garantisce continuita'). 31/12/2011: IBCV indice borsa di caracas stava a 116.900 circa, al 30/09/2012 a 308.000, al 31/10/2012 a 360.114, oggi 28/11/2012 a 403.983. In bloomberg trova le quotazioni. Le azioni BBVA banco provincial de venezuela corrono ... al contrario di quanto accade in spagna dove crollano i titoli bancari. La banca e' solidissima. Ovviamente a leggere i giornali italiani, di certi giornalisti al servizio di certi interessi ... soprattutto giornali della cosidetta sinistra il Venezuela sarebbe messo male. Faccia lei! Non solo il venezuela, ma mi permetto di consigliare anche i titoli argentini aggi da fitch declassati a spazzatura; l'argentina sta molto meglio di quello che si creda e l'attacco angloamericano di questi ultimi tempi si deve - a mio parere - all'imminente crollo del regno unito. Nel 2009 avvertii della crisi in Inghilterra "la crisi bussa alla porta inglese". Oggi sta per arrivare il tracollo, piu' grande della bolla immobiliare usa, irlandese o spagnola... assisteremo non solo al tracollo dell'economia inglese, ma anche alla disintegrazione dell'unione. Quando questo decennio sara finito, il mondo sara completamente differente da come era all'inizio del millennio. Oggi i bond inglesi sono al minimo storico degli ultimi 300 anni! Chi li sta comprando? Chi finanzia il debito inglese? Nessuno! E' lo stesso governo inglese che fa finta di comprarsi i titoli del suo debito. L'Europa tutta e' morta. La maggior parte degli italianie degli europei non se ne sono accorti, ma in fondo anche quando crollava l'impero romano, a roma c'erano patrizi che vivevano facendo banchetti ed orgie come al tempod el massimo splendore; vennero travolti senza accorgersene.

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    1. Mille grazie, del Suo autorevole parere.. faro' tesoro dei suoi consigli e delle sue esperienze dirette...
      Cordiali saluti, a presto
      Massimiliano Fozzi

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  9. Egregio Prof Folliero,

    ho letto con attenzione quanto ha scritto e ritengo doveroso complimentarmi con lei, in primis perchè noto uno spirito da innovatore che la pone naturalmente tra gli Italiani che in passato con diligenza e perseveranza e con la forza dei loro sogni sono riusciti a rendere l'Italia un grande paese e tutti quelli che hanno diffuso nel mondo il modello Italiano. Dopo aver vissuto anni in USA pposso dire con certezza che gli Italiani hanno avuto un ruolo dominante nello sviluppo sociale, economico, politico e culturale dell'America.
    Detto questo, mi complimento con lei per la chiarezza espositiva che consente al lettore di qualsiasi livello culturale di comprendere intuitivamente concetti complessi di macroeconomia e finanza internazionale.
    Capisco la necessità di semplificare tuttavia alcuni passaggi della sua disamina in merito alla situazione Italiana e all'operato di Monti risultano poco chiari .
    In particolare quando lei attribuisce a Monti il peggioramento della situazione debitoria a breve, beh! questo è falso! e ritengo giusto anche in favore dei lettori chiarire questo punto:
    I debiti con scadenza inferiore a 1 anno sono frutto di emissioni fatte negli anni precedenti, in particolare dal governo Berlusconi con spread molto elevati e quindi assolutamente non imputabili al governo Monti, di contro è invece positiva una riduzione del debito a medio lungo termine che peraltro è finanziato con spread molto inferiori (300bp contro i 500bp raggiunti in periodi precedenti).
    Alla luce di quanto detto qualsiasi buon economista dotato di raziocinio le direbbe che a fronte di una riduzione dell'interesse debitorio la cosa più logica da fare SUBITO è si ridurre il debito ma ancora prima trasformare il debito passato in nuovo debito pagando meno interessi. Spero di essere stato chiaro e se ci fossero dubbi sono pronto a dare delucidazioni
    Quanto agli indici di indebitamento concordo con quanto da lei detto. Non si può pensare ad una politica fiscale restrittiva, senza immediatamente dare all'economia stimoli per la crescita come riduzione del cuneo fiscale, incentivi fiscali alle imprese, grandi opere, incentivi per la ricerca e molto altro...
    La ratio è chiara: MENO spesa pubblica= contrazione della domanda aggregata (meno consumo)= MENO PIL ( riduzione di transazioni di compravendita di beni e servizi)= MENO TASSE= bancarotta del sistema stato.
    In quanto alla situazione Europea e Italiana in particolare, non sono catastrofista come lei , piuttosto cerco di essere propositivo e dare il mioo contributo;
    Ad oggi, dopo il fallimento del modello capitalistico occidentale, delle teorie macro di Adam Smit e dei maggiori pensatori liberisti, l'unica vera possibilità per l'Italia è una riforma fiscale di tipo Reganiano con taglio orizzontale di tutte le aliduote fiscali, manette agli evasori, e una politica economica di stimoli endogeni ed esogeni dio tipo Keynesiano con effetti redistributivi.
    Quanto al VENEZUELA, posso confermnare ogni parola che ha scritto, ho 3 cugini che vivono a CARACAS e lavorano nel Business del petrolio (li conoscerà sicuramente, si conoscono tutti gli italiani) e mi ricordano spesso quante opportunità perdo rimanendo in Italia.
    Probabilmente è vero, io ho tante idee e capacità di drenare investimenti, tuttavia il Venezuela rimane sempre uno stato molto pericoloso con un quadro giuridico a dir poco dubbio e scarsa coesione sociale. C'E' UNA RAGIONE SE GLI INTERESSI SUI TITOLI VENEZUELANI SONO COSI' ALTI! NULLA è GRATIS!
    Spero che le mie considerazioni non siano risultate offensive, apprezzo molto il suo lavoro di divulgazione, lo giudico PREZIOSO e se lei lo vorrà sarò lieto di contattarla in privato per un confronto sulle varie opportunità di investimento.

    CORDIALI SALUTI,

    MARCO ACHILLE

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  10. La lascio con alcune parole di Einstein sulla crisi a dir poco Illuminanti.

    Saluti MARCO ACHILLE


    Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

    La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

    La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

    E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere 'superato'.

    Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

    La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.

    Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito.

    E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.

    Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.

    Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla".

    Albert Einstein

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  11. Alle persone che' non anno piu' un lavoro e un reddito come facciamo? Ho capito li mandiamo a casa tua. Son finite le poesie vedrete quello che succederà nei primi 3 mesi del 2013. Altro che ripresa .Perché non dicono la verità ? l'unione europea e' fallita!!!!!!!!!! Altro che spred .Il debito pubblico perche' non e' diminuito? Questi professori per me' non valgono niente anzi piu'del niente. Bocciati'!!!!!!!!!!!!!!!

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  12. Le segnalo "L'agenda Monti", in cui l'ex presidente del consiglio parla di necessità di riduzione dello stock del debito:
    http://www.agenda-monti.it/wp-content/uploads/2012/12/UnAgenda-per-un-impegno-comune-di-Mario-Monti.pdf

    In pratica il piano tedesco per l'Italia.

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  16. L’ economista più censurato - I personaggi che la televisione di regime ti sbatte avanti ogni giorno sicuramente non fanno gli interessi del popolo ma quelli del regime, dei poteri forti che li finanziano e li pompano... sono solo dei falsi, dei commedianti.
    C’è invece un economista che tutti i mass media e i partiti politici di regime (di destra e di sinistra tanto sono servi dello stesso padrone...) censurano: Filippo Matteucci , quello che propone di non ripagare il debito pubblico all’elite bancaria mondiale strozzina, quello che vuole trasformare l’intera Italia nel paradiso fiscale e residenziale di tutto il mondo ( vedi http://TeaPartyFederazioneLiberista.ilcannocchiale.it/2015/02/02/la_cura_privatista_proposta_da.html ).
    Chiediti perché i poteri forti , le logge al servizio dei banchieri strozzini lo censurano...
    E le famiglie di banchieri strozzini, i veri padroni del mondo, si nascondono dietro tanti PRESTANOME...
    (Je ne suis pas Charles... Rothschild !)

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  17. Ottimo articolo. L'ho letto oggi, a 3 anni di distanza. Sono rimasto affascinato dall'articolo e dal blog. Complimenti. Stefano

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