lunes, 25 de octubre de 2010

Lettera pubblica a Roberto Saviano

Attilio Folliero, Caracas 25/10/2010

Egr. Sig. Roberto Saviano,

attraverso un articolo letto in Internet (1) sono venuto a sapere di una sua – a mio giudizio - “infelice affermazione”, pronunciata nel corso di una trasmissione televisiva. Lei ha affermato che non le piacerebbe ritrovarsi a vivere in un paese antidemocratico come il Venezuela.

Io non ho visto la trasmissione, ma la lettura dell’articolo in questione mi induce a pensare che lei abbia effettivamente pronuciato tale frase, per cui mi permetto di scriverle questa lettera per chiarire alcune cose che lei ignora del Venezuela.

Le dico subito: “Magari l’Italia avesse la democrazia del Venezuela! Magari!” Come italiano penso che in Italia ci sia poca democrazia! Ben poca, signor Saviano.

Chi scrive è un italiano che un giorno, stanco della falsa democrazia esistente nel suo paese, in Italia appunto, ha deciso di andarsene all’estero.

Recentemente, il capo del governo italiano, che è anche il suo datore di lavoro, a quella giovane donna disoccupata che gli chiedeva consigli su come fare per trovare lavoro rispondeva che avrebbe dovuto buttarsi nelle braccia, quindi nel letto, di un uomo ricco e poi - per il rispetto della par condicio? - aggiungeva che la regola valeva anche per gli uomini, che avrebbero potuto risolvere tutti i problemi trovandosi una donna ricca; in alternativa si sarebbero sempre potuti trasferire all’estero. A parte le considirazioni di natura etica circa l’istigazione alla prostituzione, un capo del governo che ha per fine istituzionale la risoluzione dei problemi del paese, mai dovrebbe pronunciarsi in questi termini, dicendo chiaramente che in Italia non c’è spazio per tutti, c’è spazio solo per i ricchi. Questo semplice esempio la dice lunga sulla democrazia esistente in Italia. E la cosa ancora più grave, che ne’ lei, ne’ nessun organo di informazione, di quelli che contano, hanno avuto il coraggio di dire una sola parola in merito.

Io sono andato via dall’Italia, ovviamente non perchè ho ascoltato i consigli del capo del governo italiano, o di qualche suo predecessore che invogliava gli italiani ad emigrare, ma perché ero stufo di vivere in un paese antidemocratico qual è l’Italia. L’Italia è un paese profondamente antidemocratico, dove se sei figlio di nessuno, sarai sempre un signor nessun, se sei figlio di poliziotto farai il poliziotto e se sei figlio di un ricco hai tutte le possibilità; l’Italia è un paese dove i diritti sono riservati solo alle classi ricche.

Il mio migliore amico è un poliziotto; il fratello fa il poliziotto; la sorella fa la poliziotta e tutti e tre fanno i poliziotti perchè il padre era poliziotto e le raccomandazioni per i figli le aveva solo nell’ambito del suo campo di lavoro, la polizia appunto. Se qualche altro povero cristo, come l’altro mio amico Nicola, che non aveva alcun aggancio con la suddetta istituzione, prova a fare un concorso per entrare in polizia ovviamente non entra. Questa è la schifosa democrazia che vige nel suo paese. Ma lei, signor Saviano non ne sa nulla; per lei i paesi antidemocratici sono altri, il Venezuela per esempio.

E gli ordini professionali? Quelli si che sono un vespaio di democrazia! Vero, signor Saviano? Sulla carta (costituzione), in Italia si garantisce il diritto alla libertà di opinione e di stampa, ma tale diritto in un paese antidemocratico come l’Italia è assicurato solamente ad una ristretta cerchia di iscritti all’albo dei giornalisti. Per fare un giornale, per esempio, è necessario, oltre all’iscrizione al Tribunale, anche un direttore responsabile iscritto all’albo, ossia un diritto riservato a poche migliaia di persone. E per iscriversi all’albo, occorre fare un esame, ma per fare un esame devi prima trovare un giornale che ti faccia fare pratica per 18 mesi. Io, che scrivo da 26 anni, non ho mai trovato un giornale che mi abbia fatto fare pratica per poter fare l’esame per iscrivermi all’ordine dei giornalisti. Lei non sa, signor Saviano, che perfino una attuale ministra per riuscire a potersi iscrivere all’albo degli avvocati ha dovuto trovare il suo sotterfugio (2)?

Questa la tanto sbandierata schifosa democrazia del suo paese. Lei, signor Saviano è famoso nel mondo perché parla di mafia, ma la verità è che lei parla solo della mafia che conviene, perché lei non parla mai della mafia degli ordini professionali. O quella non è mafia? Qual è la funzione di un ordine professionale, signor Saviano? Ad un ordine dovrebbero potersi iscrivere, come avviene nei paesi civili e democratici di tutto il mondo, per esempio in Venezuela, tutti coloro che hanno i requisiti per svolgere una determinata professione. In un paese democratico, un avvocato, un commercialista, un medico, un giornalista, ecc… ossia un laureato che ha i requisiti per svolgere una professione automaticamente si iscrive all’ordine professionale corrispondente. Per alcune professioni è sufficiente la laurea; per altre, oltre la laurea è richiesto un tirocinio, un periodo di pratica. Tutti, indipendentemente dalle proprie origini, dalla propria classe di appartenenza, una volta acquisiti i requisiti necessari hanno diritto ad iscriversi all’albo, che ha il fine di tutelare i propri membri e la collettività da possibili abusivi.

Questo è il fine che hanno gli ordini profesionali in Italia? In Italia il fine degli ordini professionali è impedire che una determinata professione si inflazioni, facendo diminuire i guadagni dei propri membri che si tramandano la professione di padre in figlio. O forse, signor Saviano non si è accarto che in Italia il figlio di un farmacista fa il farmacista, il figlio di un notaio fa il notaio, il figlio di un commercialista fa il commercialista…? Le consiglio di leggersi le statistiche che parlano della bassa moblità sociale in Italia.

In Italia tutti sono liberi di scegliere la professione, ma poi all’atto pratico lo scoglio degli esami per l’iscrizione all’ordine professionale impedisce la realizzazione di tale diritto. Quando negli anni sessanta, grazie alle lotte operaie e studentesche, anche le classi povere potettero accedere materialmente al diritto allo studio, fino ai più alti gradi, fino all’università (come stabilito dalla Costituzione repubblicana), le classi ricche del suo paese si sono tutelate dalla svalutazione dei titoli di studio proprio grazie agli ordini professionali; ossia tutti hanno potuto raggiungere il pezzo di carta (la laurea), ma poi nella realtà la professione è rimasta riservata a ristretti gruppi. E non parliamo del periodo di pratica di 18 mesi necessari per poter partecipare al concorso epr l’iscrizione all’ordine; in molti casi si trasforma in lavoro sottopagato o gratuito; con la scusa che bisogna fare pratica, alla fine migliaia di giovani laureati sono sfruttati, obbligatio a lavorare gratuitamente o con uno stipendio pagato solo sulla carta, pagato fittiziamente. Salvo eccezioni, questa è la realtà del suo paese. Questa è la democrazia che ha paura di perdere, signor Saviano?

E vogliamo parlare della giustizia? In una paese democratico, signor Saviano, tutti dovrebbero essere uguali davanti alla legge; ma non sempre è così. Nel suo paese si è arrivato all’estremo che chi è e al potere riesce a far emanare leggi per essere meno uguale rispetto agli altri. Ma ovviamente lei di questo non si accorge. Ma a parte i casi estremi di cui si occupa la stampa per questioni di opportunismo politico, la giustizia in Italia è probabilmente il massimo esempio di antidemocrazia.

Vede signor Saviano, io per circostanze della vita mi sono ritrovato in Venezuela, dove ho cominciato a respirare aria di libertà, aria di democrazia. Evidentemente lei ormai, nella sua condizione di prigioniero, di persona che deve vivere nascosto, blindato a causa delle minacce di morte della mafia, per la qualcosa ha tutta la mia solidarietà, evidentemente non è piu in grado di distinguere tra democrazia e antidemocrazia. Scambia il suo paese, il nostro paese, l’Italia per un paese democratico, quando ben potrebbe essere preso a modello di paese antidemocratico.

Forse non si è reso conto, ma l’Italia è un paese dove praticamente tutta l’informazione è nelle mani di una sola famiglia, di una sola una impresa. In un mio articolo ho definido la situazione italiana “latifondismo” (3); ma lei, signor Saviano, non se ne accorge. Per lei i paesi antidemocratici sono altri.

In Italia esiste una stupenda iniziativa, portata avanti dall’avvocato Antonio Giangrande, una associazione contro tutte le mafie (4), perchè evidentemente mentre lei non si accorge di vivere in un paese antidemocratico, altri come il Giangrande se ne accorgono. La mafia, l’antidemocrazia per eccellenza, non è solo quella di cui parla lei; in Italia c’è ovunque aria di mafia e di antidemocrazia, tanto che il Giangrande parla di una “associazione che lotta contro tutte le mafie”.

Lei parla di mafia, ma ha mai provato a chiedersi come mai la mafia riesce a trovare la manovalanza? È evidente che la persona che decide di entrare a far parte di una organizzazione mafiosa, se avesse delle alternative, un lavoro serio e dignitoso, non entrebbe. Ma lei ignora che per ottenere un lavoro in Italia, mai e poi mai si riesce a trovarlo se non hai una spinta, una raccomandazione.

Questa è la democrazia che regna in Italia, signor Saviano e che lei difende e non vorrebbe perdere. Per favore ci dica perchè l’Italia sarebbe un paese democratico? Perche si vota? Perchè tutti hanno il diritto di eleggere ed essere eletti? Ma non si rende conto signor Saviano che nel suo paese, nel nostro paese, l’Italia, comandano sempre gli stessi? Un Andreotti, oggi senatore a vita, da oltre sessant’anni è al potere, come capo del governo, come ministro o come deputado. E i nuovi? Un Di Pietro, per esempio, che sarebbe uno nuovo, ha già vari lustri al potere (o essere deputado non significa avere potere?); un senatur, un Bossi, va per i trent’anni di occupazione del potere, così come un D’Alema, un Veltroni, un Fini … ed il giovane (non in termini di età, ma in termini politici) presidente del consiglio, il suo datore di lavoro, Silvio Berlusconi, da quando è sceso in politica sono già passati quasi due decenni ed ha accumulato un record sffuggito a tutti, anche a lei: infatti, il giovanotto (nel senso di giovane politico) ha il record di essere il politico rimasto più a lungo a capo del governo: ad oggi, 25 ottobre 2010, sono 2.955 giorni che svolge la funzione di capo del governo, di gran lunga davanti a De Gasperi con 2.496 giorni e sua santità Giulio Andreotti, a capo del governo per 2.226 giorni (5), nonostante la concorrenza di personaggi appunto come Andreotti da oltre 60 anni al potere. E non dimentichiamo che il giovanotto Berlusconi, prima di scendere in politica, tesseva le file della politica italiana attraverso il socialista Craxi. O non è così?

Questa è la democrazia italiana che lei difende, signor Saviano, ossia la scarsa mobilita sociale, i ricchi che da sempre occupano i posti di comando; i politici che fanno i politici a vita, i figli dei commercialisti che fanno i commercialiti, i figli dei farmacisti che fanno i farmacisti, i figli dei poliziotti che fanno i poliziotti ed i figli di p… che fanno …

Vede signor Saviano, non ho ancora finito; ho ancora da dirle qualcosa. Me lo consenta! E’ l’unica occasione di prendermi un po’ di spazio e me lo prendo.

Io come tanti altri italiani, con una laurea in tasca, anzi a poco da una possibile seconda laurea cui ho rinunciato, un paio di master, corsi vari, consocenze linguistiche ed informatiche, non ho trovato spazio in Italia; perchè nella ipocrita democrazia italiana che lei difende se non hai spinte, raccomandazioni o non accetti il sistema vigente, non c’è spazio. Per esempio non sono riuscito ad insegnare neppure una sola ora, in una scuola pubblica italiana. Lavorai due anni presso un sindacato (prima anno con contratto “cocoroco”, secondo anno neppure quello, in nero), me ne andai per la disperazione di uno stipendio praticamente inesistente. Quando chiusi con questo sindicato, un altro sindacato mi venne ad offrire lo stesso lavoro; ma quando chiesi la paga, mi fu risposto: “Ma come? Non solo ti facciamo fare esperienza, pretendi pure di essere pagato?!” Questa è la democrazia del suo paese, caro Saviano. Avevo trent’anni, titoli vari ed esperienza da vendere; quello di cui avevo bisogno era un lavoro stipendiato. Questa è la democrazia italiana che lei difende, che lei ha paura di perdere? Milioni di italiani sono disoccupati, milioni sono precari e precari senza speranza. Sono sicuro che tutti questi italiani non credono nella democrazia italiana, anzi sarebbero ben felici se le cose cambiassero. Ma le cose in Italia non cambieranno e andranno sempre peggio.

Io, come tanti altri italiani, non avevao spazio in Italia; sono dovuto andare all’estero. Per quei casi fortuiti della vita mi sono ritrovato in Venezuela, dove oggi sono professore universitario! E in Italia, nel mio paese non sono mai riuscito ad insegnare neppure un’ora di supplenza in una scuola pubblica.

Lei ignora o fa finta di ignorare che tanti italiani, che in Italia valevano meno della merda, sono andati all’estero ed hanno ottenuto successo. Ho tanti amici, tanti colleghi di studio, che come me per poter avere una vita dignitosa sono dovuti andare all’estero. Ma questo lei lo ignora, signor Saviano. Mi speighi quale sarebbe la democrazia del suo paese?

E veniamo al Venezuela, che mi ha dato tanto e che ovviamente amo e mi sento offeso se qualcuno come lei, magari senza nessuna conoscenza diretta, ne parla male. Mi spieghi perchè il Venezuela sarebbe antidemocratico? Perchè non ci sono politici che occupano il potere da sessant’anni? Perchè quando ci sono le elezioni parlamentari ogni cittadino che ha voglia di candidarsi può farlo? Già al contrario della democratica Italia, dove i candidati vengono decisi al chiuso di una segreteria di partito, nell’antidemocratica Venezuela ogni cittadino che desidera candidarsi può farlo ed è sufficiente accedere ad una pagina web ed iscriversi; migliaia di persone hanno scelto di candidarsi, almeno nel partito socialista; essendo stati tanti coloro che hanno chiesto di candidarsi, svariate migliaia, ci sono state delle libere e segrete elezioni primarie (organizzate e gestite non dal partito, ma dall’organo elettorale del paese) mediante le quali sono stati scelti i candidati all’elezione. Questa sarebbe una pratica antidemocratica?

Mentre in Italia, la TV è riservata – come tutto – solo ad una parte ristretta di italiani, qua in Venezuela chiunque ha la posibilità di accedere, sia in termini di lavoro, che in termini di espressione della propria opinione; lo stato ha messo a disposizone le frequenze di due Tv nazionali e di svariate radio e decine di migliaia di persone che lavorano nel settore audiovisuale hanno la possibilita di accedere; perfino, riesce ad accedere, uno straniero come me! Ogni tanto mi chiamano alla radio o alla TV nazionale e mi fanno anche dire liberamente tutto quello che voglio; se non fosse così non ci andrei.

Per concludere, signor Saviano, e francamente siamo alle comiche, io ai miei alunni che mi chiedono dell’Italia, per spiegare il sistema antidemocratico esistente, a volte mi aiuto facendo leggere in classe il suo libro “Gomorra”.

Caro signor Saviano, che tanto difende la democrazia italiana ed ha paura che possa diventare un paese antidemocratico come il Venezuela, le consiglio di leggere “Gomorra”! Questa è la democrazia che difende e che ha paura di perdere? La democrazia di un paese dove una parte consistente della popolazione, non trova altri sbocchi che finire in mano alla mafia ed alle organizzazioni malavitose e lo stato non fa assolutamente niente.

Magari in Italia ci fosse la democrazia che esiste in Venezuela! I miei alunni della scuola di Scienze delle Comunicazioni, quando si laureeranno automaticamente potranno iscriversi all’ordine dei giornalisti. In Italia un laureato in Scienze delle Comunicazioni, se non sono figli di papà o di papy (per dirla in termini moderni), soprattutto se del sud, della Campania, della Calabria, della Sicilia o pugliesi come me, di alternative ne hanno ben poche: o ascoltano i consigli di Berlusconi e cercano di buttarsi nel letto di un uomo/donna ricco/ricca; o emigrano all’estero; o finiscono nelle grinfie della mafia di cui lei tanto ha parlato e scritto. Ben pochi avranno la fortunaa di iscriversi all’ordine dei giornalisti. Questa è la democrazia che ha paura di perdere, signor Saviano? Totò sicuramente le avrebbe detto: “Mi faccia il piacere!”

Note

1)    Vedasi articolo “Saviano il paladino”, Url: http://pensareinprofondo.blogspot.com/2010/10/saviano-il-paladino.html;
2)    Vedasi articolo “Da Brescia a Reggio Calabria. Così la Gelmini diventò avvocato”, Url: http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_04/stella_dbaef098-7a47-11dd-a3dd-00144f02aabc.shtml;
3)    Vedasi nostro articolo “Il latifondismo nell’informazione, Url: http://umbvrei.blogspot.com/2010/01/il-latifondismo-nellinformazione.html;
4)    Vedasi il sito dell’Associazione contro tutte le mafie, Url: http://www.controtuttelemafie.it/;
5)    Vedasi le statistiche dei Capi del Governo secondo la durata in carica, Url: http://umbvrei.blogspot.com/2014/02/capi-del-governo-secondo-la-durata-in.html.
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