lunes, 8 de junio de 2015

La “terza bomba”

Enzo Pennetta, Critica scientifica, 21/11/2014


Il tabù dell’impiego di armi nucleari è svanito senza che ce ne accorgessimo. La tecnologia ha permesso di miniaturizzare le potenze e l’esplosione di una terza bomba, dopo quella di Hiroshima e Nagasaki, sarebbe molto diversa.

Quando tra il 1944 e il 1945 nei laboratori di Los Alamos si lavorava alla prima bomba atomica il progetto Manhattan era coperto da un eccezionale livello di segretezza, la stessa ubicazione dei laboratori nel Nuovo Messico era stata studiata per permettere di sfuggire il più possibile ad occhi indiscreti. Al contrario l’impiego effettivo in Guerra con la scelta di obiettivi come Hiroshima e Nagasaki ebbe tragicamente la massima visibilità, il Giappone doveva sapere della nuova arma e delle sue reali potenzialità, ma certamente era importante che lo sapesse anche L’Unione Sovietica. Oggi dal punto di vista della ricerca le cose non sono cambiate molto, non è facile sapere quali siano gli attuali sviluppi delle tecnologie nucleari in campo bellico, un cambiamento drastico sembra esserci invece sulla pubblicizzazione degli impieghi di armi all’uranio sui campi di battaglia.

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