jueves, 29 de junio de 2017

In Venezuela i terroristi diventano eroi (Marco Cedolin)

Marco Cedolin, Il corrosivo, 29/06/2017


Non finirò mai si stupirmi per il pressapochismo e la faziosità con cui la stampa italiana tratta le notizie, ogni qualvolta si presenta l'occasione di fare una marchetta per il padrone. Il piano inclinato sul quale leggere gli avvenimenti cambia come per incanto, la morale attraverso cui giudicarli si sovverte all'uopo ed il confine fra giusto e sbagliato si fa sfumato, fino a scolorare nell'imponderabile.

Ieri in Venezuela, Oscar Perez, detective della polizia scientifica (e con tutta probabilità anche agente sotto copertura della CIA) si è impadronito di un elicottero militare ed ha attaccato il palazzo della Corte Suprema e del ministero degli Interni, lanciando contro di essi tre granate ed alcune sventagliate di mitragliatrice....

Non sembrano esserci state vittime, ma sicuramente avrebbero potuto essercene e dopo l'attentato terroristico il poliziotto si è dato alla macchia, trovando anche il tempo di diffondere un video propagandistico, prontamente raccolto dai media occidentali, nel quale compare in uniforme insieme a quattro terroristi incappucciati ed inneggia alla liberazione del Paese.

Negli approfondimenti della notizia comparsi sulla stampa nostrana si definisce l'azione come simbolica, quasi le granate ed i colpi di mitragliatrice fossero stati a salve, si insiste sulle peculiarità di attore del poliziotto, se ne vantano le campagne di sensibilizzazione contro il governo intraprese in passato e se ne lodano le gesta, fino a dichiarare che oggi in patria sarebbe diventato quasi un eroe per il gesto compiuto. Il tutto condito da accuse gratuite contro il governo di Maduro, imputato di ogni nefandezza possibile ed immaginabile. Il tutto nonostante il Venezuela fino a prova contraria sia uno stato sovrano ed il governo Maduro sia il risultato di regolari elezioni e non certo di un golpe militare.

Insomma per la "buona stampa" nostrana, sempre pronta ad etichettare e stigmatizzare come violento e vergognoso ogni anelito di ribellione contro le istituzioni, basti pensare alla sorte toccata ai Serenissimi che nel 1997 occuparono davvero simbolicamente e senza colpo ferire Piazza San Marco o alla nuova legge sul web dove qualsiasi offesa contro un personaggio politico ti rende un pericoloso terrorista, chi fa il terrorista in Venezuela è in fondo un poliziotto buono che rende un servizio al proprio paese.

Con buona pace della coerenza e dell'onestà intellettuale che in tutta evidenza alla scuola di giornalismo risultano percorsi sconosciuti da non intraprendere mai.
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